Alda Merini

Alda Merini….la poetessa dei navigli.
Mi piace leggere le poesie, non sono altrettanto convinto che a tutte le poesie piaccia essere lette.
Poesia deriva dal greco Poiesis il cui significato vuol dire “creazione” e secondo me è la forma d’arte per eccellenza, per il semplice fatto che è alla portata di tutti…tutti possono leggere e tutti possono scrivere.
Alda Merini è stata una scrittrice d’eccezione, una vita fuori dal comune, un rapporto con se stessa e con tutto ciò che la circondava, sempre al limite, una vita condotta sul sottile filo che separa la quotidianità dalla follia.

A tutti i giovani raccomando:
aprite i libri con religione,
non guardateli superficialmente,
perché in essi è racchiuso
il coraggio dei nostri padri.
E richiudeteli con dignità
quando dovete occuparvi di altre cose.
Ma soprattutto amate i poeti.
Essi hanno vangato per voi la terra
per tanti anni, non per costruivi tombe,
o simulacri, ma altari.
Pensate che potete camminare su di noi
come su dei grandi tappeti
e volare oltre questa triste realtà
quotidiana.

Alda Merini, da “La vita facile”

Questa incredibile donna ha condiviso parte della sua esistenza a contatto con scrittori del calibro di Eugenio Montale, Maria Luisa Speziani, Salvatore Quasimodo, Aldo Busi, ha esposto i suoi punti di vista, le sue esperienze, il suo modo diretto di vedere e giudicare le cose senza utilizzare mezzi termini, con parole violente a volte e con una dolcezza senza paragone altre.
Alda Merini parla dell’amore, dell’essere donna in tutte le sue sfaccettature, parla della pazzia che l’ha portata ad essere rinchiusa in manicomio, parla di cosa vuol dire essere madre, del suo modo di vedere la religione, riesce a farci entrare nella sua visione mistica e scavando nelle sue parole ci accorgiamo che quella follia che l’ha sempre contraddistinta, che quella pazzia che l’ha etichettata alla fine di tutto è dentro molti di noi, la sottile differenza è che lei ha saputo accettarla.

La semplicità è mettersi nudi davanti agli altri.

La semplicità è mettersi nudi davanti agli altri.
E noi abbiamo tanta difficoltà ad essere veri con gli altri.
Abbiamo timore di essere fraintesi, di apparire fragili,
di finire alla mercè di chi ci sta di fronte.
Non ci esponiamo mai.
Perché ci manca la forza di essere uomini,
quella che ci fa accettare i nostri limiti,
che ce li fa comprendere, dandogli senso e trasformandoli in energia, in forza appunto.
Io amo la semplicità che si accompagna con l’umiltà.
Mi piacciono i barboni.
Mi piace la gente che sa ascoltare il vento sulla propria pelle,
sentire gli odori delle cose,
catturarne l’anima.
Quelli che hanno la carne a contatto con la carne del mondo.
Perché lì c’è verità, lì c’è dolcezza, lì c’è sensibilità, lì c’è ancora amore.

alda merini

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