Esilio – Gang

Lo so.
Questa non è una poesia vera e propria, è più l’intro di una vecchia canzone dei Gang, gruppo emiliano politicamente schierato (ma non è questo che mi interessa).
Esilio è uno di quei pezzi che hanno fatto da colonna sonora della mia vita, soprattutto in giovane età.
Uno splendido testo, una splendida narrazione.
Scelgo di metterlo sotto la categoria poesie, perchè i Gang non lo sanno ma questa è un vera poesia.

ESILIO

Quando queste parole cadranno una ad una sotto i tacchi di una danza,
quando questi denti avranno morso le labbra nomadi del tempo,
quando queste mani apriranno il vento,
quando avrò posato a terra l’orecchio per sentire il tuo cuore nel profondo, per sentirlo correre e cantare,
quando avrò volato a piedi nudi con i corvi neri sopra i vostri campi d’oro e sopra il sonno delle scimmie,
quando in un alba di seta avrò liberato l’odio dalle vostre lenzuola
e incendiato i cancelli delle vostre sicure case d’occidente
quando…….
quando avrò parlato ai secoli delle nostre sconfitte
e dei poeti e dei guerrieri e dei profeti chiusi freddi muti e stanchi,
quando avrò scambiato l’odore sacro del pane ammuffito con una nuova armatura
quando i miracoli rotoleranno tra una folla di tamburi,
quando i porti e le oasi, i ponti e le strade, saranno solo stagioni nel palmo della mia mano ,
allora ti avrò di nuovo accanto e tornerò a difenderti che sia maggio o ottobre,
allora e solo allora tornerò a casa.

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