I pianoforti di Lubecca – Vinicio Capossela

La musica come a tutti mi conquista, ma non posso negare di avere una particolare predilezione per le canzoni che raccontano delle storie, quelle dove riesci a vedere qualcosa sia che tu tenga aperti gli occhi o meno.
Vinicio Capossela l’ho scoperto per caso, un giorno, su internet, curiosando chissà dove  e da quel momento la sua musica è diventata la colonna sonora di molti momenti della mia vita.
E’ un cantautore un pò anomalo, non tutti lo conoscono e a molti non piace, è stravagante ed inusuale, forse questi sono i motivi per cui mi ci sono affezionato, proprio perchè fuori dallo standard, un pò borderline.
Non mi piacciono tutte le sue canzoni e credo sinceramente poco a quelle persone che dicono di apprezzare tutti i brani di un cantante o un gruppo, è inevitabile nella carriera di tutti noi, a volte senza impegno escono dei capolavori altre sgobbando come muli delle perfette schifezze.
La canzone che preferisco si intitola “I pianoforti di Lubecca”.

Una notte sul canale di Lubecca
in una vecchia fabbrica di polvere
da sparo
lì giacciono nella polvere accatastati
i vecchi pianoforti
dalla guerra abbandonati,
cani senza più padroni
sull’attenti come vecchi
maggiordomi,
e in quelle casse sorde e impolverate
giace lì il silenzio
di milioni di canzoni

Ma una sera come in un incanto
un vecchio Duysen disse al piano suo di fianco
i piedi ad altri piedi
più torniti avvicinò
e a mezzavoce dolcemente sussurrò

“Signora Blutner
non stia a pensare
quello che è stato
non tornerà
se ci hanno dati
tutti all’incanto
ora all’incanto
ceda il suo cuor..

se le caviglie sono allentate
e quei notturni non suona più
sfiori i miei tasti
prenda i miei baci
ed all’incanto
ceda il suo cuor..”

Se le cordiere si sono allentate
e il tempo non mantiene
più una nota insieme
scordiamoci anche noi di quel che è stato
scordiamoci d’un colpo del passato

ci suoni mister Kaps una “berceousa”
sul fortepiano a rulli
il principe Steinway
gli inglesi a baionetta!
cinguetti la spinetta!
la balalaika russa dell’ussaro Petrov!

(strumentale)

“Se le caviglie sono allentate
e quei notturni non suona più
sfiori i miei tasti
prenda quei baci
che mi fan sognar

Signora Blutner
ma che le pare
Quello che è stato
non tornerà
se ci hanno dati
tutti all’incanto
ora all’incanto
ceda il suo cuor..”

ed all’incanto cedo il mio cuor

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