Diario di bordo – (racconto riesumato tra i ricordi)

-Ciccio stai dormendo? –
-MMMhhh. Si –
-Ho freddo –
Un grugnito roco, rantolante, gutturale, semimorente proviene da non si capisce bene che ignoto angolo del piumino.
-Vieni qua –
Sotto la coperta inizia una vera lezione di contorsionismo professionale…e piedi e braccia e ginocchia e mani e gomiti e gambe e femori e calcagni ….non si capisce bene quanti……….. non si capisce bene di chi….
-Ecco, così così. Ahhh sto proprio bene ora. Notte amore. –
-MMMMhhh. Notte –
Tutto ripiomba nel silenzio, nel buio e rinizio magnificamente a fare quello che si fa normalmente alle 4.42 del mattino…dormire.
4.58
-Cazzo amo staccati se no spacco tutto, non sopporto di non potermi muovere –
E così… con un po’ di oramai collaudata maestria inizia la fase di “sgroppamento”, ve li ricordate quei rompicapo che vendono nei mercatini artigianali, dove devi sfilare fra di loro piu’ anelli in modo da liberarli l’uno dall’altro, ecco il sistema e’ lo stesso, s’innesca tutto un processo che sembra quasi impensabile alle 4.58 del mattino e che per non si sa quale miracolo ti fa ritrovare diviso, ognuno con le proprie mani, ognuno con le proprie gambe… e ancor piu’ incredibilmente ti accorgi che non e’ avanzato nessun pezzo, nessun ginocchio in piu’, nessuna mano di troppo, nada de nada…
Il ritmo del bradipo in confronto al mio in piena notte fa na sega…piano piano, lentamente, mooolto lentamente riprendo la mia posizione, non so quanto la testa sia affogata nel piumino, non immagino nemmeno quali siano le coordinate geografiche del mio cuscino in quel momento, per quel che ne so potrebbe essere a terra, potrebbe essere in cucina a farsi una alio olio e peperoncino, potrebbe essere ad un Rave party in Madagascar , ma credetemi anche se lo sapessi, non avrebbe alcuna importanza…e sapete perche?…perche sono le 4.58….e io alle 4.58…dormo.
5.06
-Ho ancora freddo piccino. Accendi un po’ il riscaldamento per favore? –
Ora, non so voi, ma a me nemmeno immaginate l’angoscia che mi viene quando sento sta frase, anzi per essere precisi l’angoscia….la vera pugnalata al cuore arriva quando lei pronuncia la parola “accendi”…e nella mia testa s’apre una finestra, ho la testa che funziona in ambiente Windows e vado su “Modifica” clicco trova “Accendi” e sostituisci con “Alzati”.
Ecco, ogni volta, in quel preciso istante ho un flash, una visione che inevitabilmente riaffiora in un lampo, ed e’ un’immagine nitida, chiara, marcata, secca e decisa…ci sono persone che dicono di vedere gli extraterrestri, ci sono persone che dicono di vedere i folletti, di vedere i morti, di vedere la Madonna…io no….io vedo lui…l’unico…il grande…il solo….l’inimitabile Coinman.
Come chi e’?…ma dai… ve li ricordate i cartoni animati di 20 anni fa?, ma si quello dove c’erano i tre personaggi Coinman, Fluidman e Multiman….Coinman e’ quello che si trasformava in molla e si allungava all’inverosimile….si allungava talmente tanto che per lui schiacciare il bottone del termostato senza muoversi dal letto sarebbe stato un gioco da ragazzi.
Bene, una volta incassato il colpo bisogna decidere rapidamente il da farsi, e le ridotte capacita’ mentali normalmente portano a due soluzioni.
Soluzione 1: tirare quattro porchi a mente senza proferire parola alcuna, alzarsi in modalita’ zombie ed andare a pigiare il bottone per poi rimpadronirsi della propria piazzetta nella speranza che il problema sia risolto.
Soluzione 2: far finta di niente, consapevole che a distanza di 6 secondi al massimo ti avrebbe scosso richiedendoti con voce gia’ piu’ seccata di accendere il riscaldamento. Avrei dovuto quindi rivalutare la soluzione 1 oppure adottare la soluzione X che consiste nel dirle di alzarsi ed accenderselo, consapevole di tutto quel che ne consegue….e tutti gli uomini sanno quel che ne consegue…
Vada per la soluzione 1.
Un bel respiro, sguscio fuori dal letto che un’anguilla in confronto sembra rigida come un’elefante di Moira Orfei (o come Moira Orfei stessa, cambierebbe poco…)…quattro passi lumacosi ben piazzati e con la mano a mo’ di morbo di Parkinson inizio a tastare il muro finche’ trovo il congegno…pigio, ed in qualche modo mi rinfilo nel torpore notturno….con un sorriso idiota stampato in faccia…ed un bel pensiero prima di riaddormentarmi…”ho risolto definitivamente il problema ora posso pisolare in pace”..
5.24
Proprio nel momento in cui il barista mi stava preparando una Kaipirina da gustare davanti al panorama del mare dei tropici una sensazione strana mi assale…una mano mi cinge la vita….spariscono i tropici…sparisce il barista..ma soprattutto si vaporizza la Kaipirina…e’ piacevole la sua mano, lei piano piano si avvicina e mi abbraccia…non mi sveglio ma mi rendo conto di quel che succede…sono piacere unici questi.
-Ho la gola secca, fa troppo caldo, spegni il riscaldamento? –
Ancora una volta Windows, ancora una volta coinman, ma soprattutto ancora una volta i 4 porchi.
Un altro giro in giostra per l’anguilla, gli elefanti, Moira Orfei, Parkinson ed il suo cazzo di morbo…
-Visto che sei in piedi mi prendi un bicchier d’acqua piccino? –
Oramai sono praticamente sveglio, arrivo a tentoni fino al frigo, apro, la luce mi coglie impreparato…bicchiere, acqua, torno alla tana.
Prendere sonno diventa quasi impossibile, un po’ di chiaro filtra dalle finestrelle alle spalle e disegna due rettangoli sul muro a me dinnanzi.
…i rumori del mattino, i piccoli giochi di luce piano piano fanno da sottofondo ad un nuovo giorno, e lei, li al mio fianco finalmente sembra dormire tranquilla….la guardo e la riguardo, mi fa morire, gioca a nascondersi tra il cuscino e il copripiumino, gioca a fare il muso imbronciato anche quando dorme.
Anticipo la sveglia prima che suoni, sgattaiolo dal letto e racimolo i miei vestiti seminati qua e la per la stanza cercando di fare meno rumore possibile…
-La pianti di fare casino e mi lasci dormire in pace? –
Di tutto quello passato mi tornano in mente solo i 4 porchi, ma poi ci sorrido su, esco dalla camera, chiudo la porta…
-Piccino? –
-Dimmi –
-Ti amo –
-Ti amo anch’io –

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