La stupidità del pregiudizio

Lo dice la parola stessa, pre-giudizio, giudicare prima.
Perchè abbiamo sto vizio maledetto di dover per forza dare sempre un giudizio a tutto, dover trarre delle conclusioni, dover obbligatoriamente dare una nostra visione alle cose anche se non le conosciamo?
Ci sono mondi, realtà nelle quali magari non siamo coinvolti, che non ci interessano oppure semplicemente che non ci siamo mai ritrovati ad affrontare perchè la vita non ci ha mai portato sulla loro strada, ma nonostante tutto dobbiamo per forza avere un’opinione e magari siamo anche capaci di difenderla con il coltello tra i denti.
Sputiamo sentenze sulla politica quando magari di politica non ci siamo mai interessati, abbiamo opinioni sulle religioni di cui sappiamo solo ciò che abbiamo sentito dire o raccontare senza peraltro averne mai verificato l’attendibilità della fonte, ci pronunciamo sull’omosessualità e sulle adozioni da parte delle copie gay, sull’immigrazione, sul biologico, sull’etica, sulla giustizia, sull’istruzione, sulla mafia, sull’educazione, sul sesso e la sessualità, sull’alimentazione, sull’economia, giudichiamo persone sempre e comunque per qualsiasi cosa facciano o per qualsiasi cosa dicano, classifichiamo i loro atteggiamenti ed i loro modi di fare al fine di poter stilare una nostra personale classifica di affettività, complicità ed affidabilità.
E allora finiamola cazzo (me compreso e per primo).
Finiamola ed impariamo un pò una buona volta.
Impariamo che è si nostra libertà esprimere un giudizio o un’opinione ma con cognizione di causa, quindi prima di sparare amenità convinti sempre di essere nella ragione, informiamoci, documentiamoci, leggiamo, riscopriamo l’umiltà di chiedere le cose, chiedere chiedere chiedere, ormai ci siamo convinti che chiedere sia un reato, invece chiedere di essere istruiti, di essere informati, di essere resi partecipi, di avere informazioni è una cosa splendida, poter apprendere dagli altri è qualcosa di magnifico e ancor più magnifico è poter poi a sua volta insegnare ciò che abbiamo imparato.
Riscopriamo il piacere di leggere, che sia un libro, un e-book, una pagina web, un blog, un quotidiano, un fumetto, le istruzioni della carta igienica, leggere è la base della conoscenza personale da li inizia tutto, cerchiamo di essere curiosi anche quando le cose le sappiamo, approfondiamo, studiamo, cerchiamo, scriviamo, poniamoci delle domande a cui magari non sapremo mai dare risposte, creiamoci un diario di cultura personale che ci dia la l’autorità per poter dire la nostra opinione, altrimenti siamo sempre  e solo come i piselli che ribollono dentro la padella, tutti uguali e con un futuro già scritto.
Io voglio provare a saltare fuori dalla pentola, voglio rotolare sul piano della cucina e cadere per terra poi magari ho la fortuna che il cane che passa o il bimbo che gira per casa mi prenda e mi lanci sull’erba in giardino aprendomi cosi le porte ad un mondo che stando chiuso dentro una lattina non avrei mai potuto vedere.

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