Signor Tenente – Giorgio Faletti

Giorgio Faletti è stato veramente un sacco di cose, cabarettista, scrittore, attore, compositore e cantante.
Laureato in giurisprudenza ma affascinato dal mondo dello spettacolo, Faletti cavalcherà il palco di Derby per poi approdare insieme a Raffaella Carrà su Antenna 3 e al Drive in di Antonio Ricci.
Molti i personaggi comici che porta in scena, indimenticabili Vito Catozzo e Suor Daliso, siamo a metà degli anni ’80.
Verso il 1988 Giorgio Faletti inizia ad avvicinarsi al mondo della musica, alla fine della sua carriera pubblicherà ben 7 album (5 ufficiali e 2 accompagnati ad un suo libro).
Nel 2002 tenta la via letteraria pubblicando il suo primo romanzo, un thriller dal titolo “Io Uccido” (che ho letto e consiglio, semplice, bella storia, scorrevole, non scontato), vendendo ben 4 milioni di copie, un successo.
Pubblicherà 7 romanzi, tutti con un ottimi risultati.
Nel frattempo scrive testi di canzoni per cantanti del calibro di Mina, Milva, Fiordaliso, Gigliola Cinquetti, Masini, partecipa a ben 12 film riscuotendo sempre commenti positivi dalla critica (chi non si ricorda il professor Antonio Martinelli, di “Notte prima degli esami”), mette in scena diversi spettacoli teatrali, fà il doppiatore.
Giorgio Faletti si dimostra uno degli artisti italiani più poliedrici degli ultimi 30 anni.
A volte la critica ha provato a smontarlo, specialmente in ambito letterario sostenendo che dietro ai suoi romanzi ci fosse un ghostwriter (un professionista che scrive per suo conto in sostanza) ma tali ipotesi non hanno mai avuto alcun fondamento.
Faletti muore il 4 luglio 2014 a seguito di un tumore ai polmoni.

Ci sono molti modi con cui si potrebbe ricordare Faletti, citando qualche frase di un suo libro, con un video di qualche sua gag ai tempi del Drive in, con una scena di qualche suo film, ma ho un ricordo importante e che voglio condividere.
Nel 1994, avevo 18 anni, Giorgio Faletti partecipa per la seconda volta al Festival di Sanremo, arrivando al secondo posto, in realtà sarà il vincitore morale di quella edizione e secondo me con il messaggio che vuole lasciare lo sarà fino al 2007 anno in cui Simone Cristicchi vincerà con “Ti regalerò una rosa” (Simone Cristicchi tolto il lato comico di Faletti a mio parere, è il suo degno successore).
Presenta il suo brano intitolato “Signor Tenente”, nonostante siano passati due anni dagli attentati di Capaci e di via D’Amelio dove perdono la vita oltre al giudice Giovani Falcone e Polo Borsellino anche i membri della scorta,  denunciando le condizioni di lavoro delle forze dell’ordine, spesso sottopagate, impegnate nella lotta a Cosa Nostra.
Questa canzone è un pezzo di storia.

 

Signor Tenente

Forse possiamo cambiarla ma è l’unica che c’è
Questa vita di stracci e sorrisi e di mezze parole
Forse cent’anni o duecento è un attimo che va
Fosse di un attimo appena
Sarebbe come
Tutti vestiti di vento ad inseguirci nel sole
Tutti aggrappati ad un filo e non sappiamo dove

Minchia signor tenente che siamo usciti dalla centrale
Ed in costante contatto radio
Abbiamo preso la provinciale
Ed al chilometro 41 presso la casa cantoniera
Nascosto bene la nostra auto c’asse vedesse che non c’era
E abbiam montato l’autovelox e fatto multe senza pietà
A chi passava sopra i 50 fossero pure i 50 di età
E preso uno senza patente

Minchia signor tenente faceva un caldo che se bruciava
La provinciale sembrava un forno
C’era l’asfalto che tremolava e che sbiadivo tutto lo sfondo
Ed è così tutti sudati che abbiam saputo di quel fattaccio
Di quei ragazzi morti ammazzati
Gettati in aria come uno straccio caduti a terra come persone che han fatto a pezzi con l’esplosivo
Che se non serve per cose buone può diventar così cattivo
Che dopo quasi non resta niente

Minchia signor tenente e siamo qui con queste divise
Che tante volte ci vanno strette
Specie da quando sono derise da un umorismo di barzellette
E siamo stanchi di sopportare quel che succede in questo paese
Dove ci tocca farci ammazzare per poco più di un milione al mese
E c’è una cosa qui nella gola, una che proprio non ci va giù
E farla scendere è una parola
Se chi ci ammazza prende di più di quel che prende la brava gente

Minchia signor tenente lo so che parlo col comandante
Ma quanto tempo dovrà passare
Che a star seduto su una volante la voce in radio ci fa tremare
Che di coraggio ne abbiamo tanto
Ma qui diventa sempre più dura quanto ci tocca fare i conti con il coraggio della paura
E questo è quel che succede adesso
Che poi se c’è una chiamata urgente se prende su e ci si va lo stesso
E scusi tanto se non è niente

Minchia signor tenente per cui se pensa che c’ho vent’anni
Credo che proprio non mi dà torto
Se riesce a mettersi nei miei panni magari non mi farà rapporto
E glielo dico sinceramente
Minchia signor tenente

 

[nota: Nell’anno 2015 presso una casa cantoniera al km 41 della statale 10 è stata posta una targa in memoria di Giorgio Faletti. Si dice sia il luogo di ispirazione della canzone]

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