Ustica – Renzo Martinelli

Il 27 giugno 2016 è stato il 36esimo anniversario della tragedia di Ustica.
Su tutto ciò che riguarda questo argomento sono molto attento, non chiedetemi il perché, ma è un evento che mi ha sempre destato interesse, curiosità, rabbia, in effetti mi piace molto la storia dell’Italia degli anni ’70 / ’80 e sono sempre stato attratto da queste vicende contorte sulle quali regnano ancora dubbi e misteri.
Ho letto veramente tanto su Ustica, ci sono tante teorie (la maggior parte smontate da perizie, analisi e dati raccolti negli anni), una verità assoluta ancora non c’è, ma una plausibile si ma che nessuno ancora si decide ad ammettere.
Da qualche parte ho letto che gli incartamenti relativi a questo processo, tra perizie, sentenze, verbali, etc etc ammonta a più di un milione di pagine, una risma da 500 fogli è alta 5 cm circa, un milione di pagine una sopra l’altra fanno una torre di 100 mt, il Duomo di Milano è alto 107 mt.
Non ho avuto modo di vedere al cinema il film di Martinelli uscito quest’anno, non sono stato nemmeno capace di trovarlo in giro cosi ieri me lo sono guardato in streaming, lo so non si fa, ma noi tecnocrati non abbiamo sempre il tempo di aspettare i tempi commerciali delle case di produzione quindi non ho avuto altre soluzioni.
L’ho guardato con attenzione, su alcuni passaggi sono tornato anche indietro.

Una cagata mondiale.

Per poco non lo disprezzavo più di Giovanardi che a 36 anni di distanza con mille perizie contro continua a sostenere la tesi della bomba a bordo e magari si incazza pure se gli fanno notare che continua a percorrere una strada inesistente.
Ci sono una marea di incongruenze, ci sono elementi di pura fantasia mescolati allo squallore di riutilizzare le immagini originali dei TG dell’epoca nelle quali si vedeva il dolore dei familiari.
Le scene aeree completamente prive di fondamento erano peraltro di pessima qualità cinematografica, per poi arrivare ad un finale che ripercorre una delle prime piste vagliate e praticamente subito esclusa per tutta una serie di motivi (presunti oggetti mai repertati, tracce invisibili, collisioni non giustificate, etc etc).
In sostanza, pessimo.
Se l’argomento vi interessa e volete approfondire questo è un bel sito  di Luigi di Stefano, ex-consulente della parte civile per conto di Aldo Davanzali, al tempo titolare dell’Itavia.

Io credo nella teoria del missile a testata inerte, nello specifico del Matra Magic2 in dotazione ai Mig Francesi, missile a infrarosso avanzato (che non rileva quindi solo la temperatura dei motori dell’aereo ma anche quella dell’attrito aerodinamico tra il mezzo e l’aria), questo oltre a dimostrarsi (insieme al Sidewinder) quello per misure, per modalità d’azione e per modalità d’utilizzo ricollegherebbe anche tutta la questione I-Fremer, eventuali sagome di oggetti rimossi dal fondo del mare prima del recupero del relitto del DC-9 compatibili con le dimensioni proprio del missile in oggetto.
Ustica un mistero….che alla fine…forse….tanto mistero non è.

matra

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