I bambini dai piedi verdi ( e le ginocchia sbucciate)

Non esistono più i bambini dai piedi verdi.
Oggi è vietato giocare in giardino scalzi, è vietato sbucciarsi un ginocchio è pure vietato giocare con l’acqua, se è gelida meno che meno poi, figuriamoci andare a fare un giro in bici da soli.
In 30 anni è stata talmente tanto veloce e progressiva l’evoluzione tecnologica quanto veloce e regressiva quella sociale, quando avevo 11 anni ero tutto il giorno fuori in bicicletta, giocavo con gli amici ovunque, per strada, nel garage di qualcuno, al campetto, all’oratorio, poco spesso dentro casa, oggi invece la tendenza si è invertita, cerchiamo di tenere i nostri figli dentro casa più possibile, in giardino non si gioca scalzi per timore che possano pungersi con qualcosa, in giro non si va da soli per la paura che possa succedere l’inimmaginabile, abbiamo in sostanza aumentato il bisogno di mettere questi nostri figli sotto una campana di vetro, si per carità è vero, le condizioni sono cambiate non è che una volta fuori dal cancello di casa vi fosse più sicurezza, semplicemente c’era meno pericolo.
Sabato giornata di lavori in casa, ma alla fine ho dovuto cedere all’insistente pressione di una goleada, è ufficiale a casa mia si gioca rigorosamente scalzi, grandi e piccoli estate ed inverno, ci si può lavare con la gomma dell’acqua, si possono mangiare i pomodorini dell’orto prendendoli direttamente dalla pianta e senza lavarli, si può fare rissa con il cane (che pesa forse 2 kg ma alla fine l’ha sempre vinta lui), si possono usare gli attrezzi di papà per trafficare ed essere creativi, ci si può arrampicare sugli alberi, si può cantare a squarciagola (fanculo i vicini), si può (ogni tanto) fare merenda con schifezze (vedi latte e menta + patatine superunte) e ci si può anche annoiare, stare stravaccati sull’erba a raccontarsela o sull’altalena a vedere chi riesce a dondolare cosi forte da fare il giro, si può stare sul tavolo fuori a giocare a “merda” che abbiamo contro la volontà dei bambini ovviamente ribatezzato “asino” oppure si possono fare le parole crociate o leggere un libro, anzi generalmente noi maschietti appassionati di lettura leggiamo il libro mentre le due donne di casa appassionate di arte, dipingono o cianferugliano per creare qualcosa.
Poi quando arriva sera dopo cena i bimbi crollano, spesso prima di arrivare sul proprio letto e anche se ogni tanto vanno a dormire con i piedi verdi vabbehè chissenefrega.
Ecco cosi sembra che dentro le mura di casa si possa rivivere la libertà che avevamo noi negli anni ’80, poi fuori dal cancello….beh questo è un altro discorso.

 

 

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12 thoughts on “I bambini dai piedi verdi ( e le ginocchia sbucciate)

  1. Da bambina degli anni ’80 cresciuta alla periferia di una grande città, posso dirti che non so quanto fossero meno i nostri pericoli rispetto a quelli di oggi. Al parco Lambro negli anni ’80 spacciavano eroina, i “drogati” li trovavi accasciati per strada e nei sottopassi e camminavi veloce senza guardarli in faccia per paura che ti minacciassero con la siringa. Al parco le maestre ci portavano lo stesso a giocare e la domenica coi genitori si andava lì in bicicletta, stando attenti a tornare a casa prima che facesse buio e si popolasse di persone a cui non dare confidenza.
    Ecco, i genitori ci facevano un’unica raccomandazione (oltre a “guarda bene prima di attraversare la strada”): “non parlare con gli sconosciuti”.

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      1. Esatto.
        Ricordo quando in estate andavo da mia nonna (che è una delle persone più ansiose al mondo), io e mia cugina (più piccola di me di un anno e mezzo) andavamo in giro per il paese da sole, stavamo fuori tutto il giorno e tornavamo a casa solo dopo che ci si era asciugata la schiena (se tornavamo sudate, ci beccavamo una sgridata pazzesca e ti toccava farci riempire di borotalco).

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      2. Per non parlare delle ore passate con i polsi sotto l’acqua corrente, io ricordo la famosa frase di mia madre “ma ti sembrano ore di arrivare??”, oppure quando si usava il gettone in cabina per fare gli scherzi telefonici o si suonavano i campanelli e poi…viaaaaa.
        Bei ricordi.

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      3. Mio padre mi portava anche a lavoro (oggi è assurdo pensare che una bambina di 3/5 anni giri indisturbata per un’officina che produce macchine per la lavorazione del vetro, con tanto di lastre in giro)… avevo il mio cacciavite piccolo e giocavo con la pasta lavamani dei meccanici come fosse pongo. Ero la mascotte degli operai.
        Poi adoravo parlare al telefono con il vivavoce…

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  2. Maledizione. A leggere questo post vengono gli occhi lucidi per la nostalgia. Bei tempi, dove bastava una piccola pietra o due assi di legno per giocare pomeriggi interi con la fantasia, e tornare a casa stanchi e contenti. Con le ginocchia sbucciate, i piedi verdi, ma contenti. 😦

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  3. Sono stata piccola non molto tempo fa, ma questo post mi ricorda tanto la mia infanzia…forse ho avuto la fortuna di avere una casa con spazio fuori che mi permettesse di giocare col cane, con l’acqua, con la terra, di starmene sull’erba e di farmi venire i piedi verdi…forse ho avuto dei genitori che hanno sempre incoraggiato tutto ciò e la formazione dei miei anticorpi infatti ne ha tratto vantaggio 🙂

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  4. Bellissimo questo post, potrei dire mille cose ma finirei a scrivere un libro. Proprio ieri sera sono tornata a casa scalza assieme a mio figlio dopo aver fatto un bagno al mare alle nove di sera, quando il mare e la città erano solo nostri. Per le strade non c’era nessuno, la gente era ancora a cena e sarebbe uscita più tardi ma quei pochi che abbiamo incontrato ci guardavano come se fossimo stati degli alieni e avevano un’espressione tra il preoccupato e lo schifato sul viso. E’ vero, le strade sono più sporche di un tempo, di quand’ero piccola e già camminavo scalza, ma con le dovute attenzioni, almeno dove si può, e infine i saponi necessari, non intendo privarmi di questa meravigliosa bellezza e non intendo privarla ai miei figli. Il tuo articolo non tocca solo questo tasto ma come ti ho detto, non voglio prolungarmi eccessivamente ma lo condivido e non solo col cuore, lo condividerò anche in questo mondo virtuale perchè a mio avviso, fa del bene. Buona giornata.

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    1. Grazie, troppo gentile.
      Vicino a casa mia c’è una parco all’ interno del quale hanno fatto un percorso sensoriale per i bambini, cammini a piedi nudi sulla segatura, su tappi di sughero, su corteccia, su tronchi, su sabbia, su una vasca piena d’acqua, si foglie secche, sull’erba, sul fango, i miei figli vogliono andare al parco solo per fare quel percorso, estate ed inverno e la cosa val bene un raffreddore, noi non solo li assecondiamo ma ogni tanto ci divertiamo a farlo insieme a loro, vedessi le facce delle signore che vanno a camminare in tacchi e pochette….”adulti con i piedi sporchi…non sia mai” questo è il loro pensiero….noi ci guardiamo “al parco con tacchi e pochette? …non sia mai” e questo è il nostro.
      Siamo rustici? si forse ma per vivere bene a volte ….ci vuole poco, basta essere semplici.

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      1. Guarda, io non volevo dirtelo per non sembrare quella che si vuole fare pubblicità ma, ho programmato sulla mia pagina di FaceBook il tuo post e proprio grazie al tuo articolo ho avuto l’idea e la voglia di scriverne uno io, molto breve, proprio sull’andare scalzi per il paese (con le dovute attenzioni) che forse, senza quello che hai detto tu, non avrei scritto. Quindi grazie, la mia non è pubblicità ma gratitudine. Infine, “t’invidio” per avere questo percorso sensoriale vicino a casa, ti applaudo e capisco perfettamente cosa intendi guardandoti in giro. Sappi che se ci fossi io mi ci tufferei letteralmente! 🙂 Complimenti e grazie ancora.

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