CAI 985 VS stanchezza

Prima di parlarvi dei questo sentiero devo fare una premessa.
Mai e poi mai, prendersi impegni per andare in montagna a mezzanotte del giorno prima con uno che beve meno di voi.
Sabato sera con la famiglia sono andato ad una sorta di sagra del nostro paesello, avevamo organizzato una tavolata con gli amici, si sa come vanno ste cose, si mangia e magari qualche birretta in più ci scappa.
A ridosso di mezzanotte mi accordo con il mio amico ribattezzato “Cavariol” (il capriolo) per una camminata il giorno dopo, mi avvisa subito che per le 9 al massimo 9.30 deve essere di rientro per un impegno, quindi propongo di fare il Cai 985 che parte dal santuario di Costa di Aviano, a circa un terzo della salita buttarci su un sentiero di raccordo e scendere poi per il sentiero Costa Grande e infine fare un pezzettino di asfaltata per tornare alla macchina, progetto promosso, l’unica condizione è quella di partire presto.
Nel frattempo i festeggiamenti continuano…morale siamo andati a nanna che era quasi l’una.
Ore 5.45 suona la sveglia, anzi a dire mi ha avvisato mia moglie che stava suonando, fortunatamente mi ero preparato tutto il necessario la sera prima, quindi indossi i miei pantaloni lunghi (antizecche), scarponcini, termica, riempio la borraccia, metto nello zaino la powerbank e l’mp3 di mia figlia e parto.
Ritrovo concordato sul parcheggio del Gorgazzo, convenevoli, ci trasferiamo in macchina fino al parcheggio del santuario e alle ore 6.30 eravamo pronti a partire.
Quando camminiamo insieme generalmente risparmiamo le chiacchiere per la discesa, la salita per un comune e tacito accordo si fa rigorosamente in silenzio.20160717_062644

E’ la prima volta che facciamo questo sentiero, ed entrambi ne restiamo veramente affascinati, la peculiarità è che ha pendenza costante, non ha tratti che ti spaccano per poi farti rilassare in pianura, lui sale sempre e soprattutto sale a zig zag, riesci quindi a tenere un buon ritmo, i problemi iniziano a presentarsi quando la grigliata e birra della sera precedente iniziano a farti su e giù per lo stomaco.
Teniamo un buon ritmo per i primi 45 minuti, poi io inizio ad accusare un pò di stanchezza, inizia anche a farmi un pò male la schiena ma per non dare importanza a questi sintomi metto su le cuffie e accendo l’mp3.

Poco dopo arriviamo al bivio che avevamo deciso di utilizzare per scendere, ma il mio compagno di viaggio visto che siamo messi bene con i tempi e che il sentiero è ottimo mi propone di tirare dritto e continuare a salire, e cosi facciamo.
Inizio a sentire veramente la fatica e vado un paio di volte in iperventilazione, mi devo fermare altrimenti respirando troppo velocemente con la bocca mi vengono giramenti di testa, lui tranquillo rallenta un pò il passo per darmi modo di ripigliarmi e continua la sua salita, bevo un pò d’acqua e riparto, lo riprendo e proseguiamo, attorno a noi dalla boscaglia si intravedono i prati verdi tipici delle nostre montagne quando sei a ridosso dei 1000 mt, ma non capisco per quale motivo noi siamo ancora dentro il bosco ad eccezione di qualche scorcio che ogni tanto si apre sulla vallata.
A questo punto l’obiettivo è arrivare  fino alla strada che porta poi alla Casera del Medico.

Arriviamo a quota 1100 al bivio che porta al Bornass in Piancavallo, giriamo a destra,
dopo pochi metri scelgo di fermarmi, un pò affranto perchè mi sarebbe proprio piaciuto arrivare fin su, ma sono troppo stanco ed ho bisogno di fermarmi 10 minuti, quindi informo il capriolo che sta di fronte a me che invece non sembra dare nessun segno di cedimento che lo avrei aspettato li o poco più in giù.
Mi siedo su un masso, mi tolgo lo zaino, bevo un pò d’acqua e mi sfilo gli scarponi, mi accorgo che ancora 10 metri e sarei finalmente stato fuori dalla boscaglia, guardo un pochino più in su e vedo il capriolo che sale come nulla fosse.
Tolgo gli auricolari, non ne potevo più, ho preso l’mp3 di mia figlia per non scaricare troppo velocemente la batteria del cellulare, Umberto Tozzi, Zucchero e One Direction.
Li ho capito che forse non era solo stanchezza, io che di solito per darmi grinta ascolto solo punkabbestia…
Sento qualche rumore che viene avanti, mi rinfilo gli scarponi e mi preparo, il mio compagno di viaggio mi raggiunge, mi ragguaglia sullo sbocco del sentiero sulla strada, e mi dice che da li altri 10 minuti e si sarebbe arrivati alla casera, sarà per la prossima.
Nel frattempo mi sono ripreso, alle 8 tonde tonde iniziamo la discesa e li si ci concediamo un pò di chiacchiere, soliti discorsi sul lavoro, sulla famiglia, sulle amicizie, quello che ci si racconta per tenersi compagnia insomma, ci si scambia qualche punto di vista e si progettano sempre mille cose.
In discesa il capriolo sono io, un’ora tonda tonda e siamo alle macchine, li arriva il messaggio dalla moglie del mio amico che può prendersela con comodo, il suo appuntamento è posticipato….quindi ci concediamo un caffè in totale relax.
9.30 sono a casa, mia moglie mi aspetta sulla porta  già indaffarata nelle sue cose, i bimbi con i capelli sgaruffati e gli occhi ancora assonnati appena mi vedono vengono ad abbracciarmi per darmi il buongiorno…a volte se non arrivi in vetta tradisci l’aspettativa tua e non quella di chi ti vuol bene.

20160717_075158

ps. Poi quanto sono andato a fare la mappa del giro ho capito perchè non uscivo mai dal bosco, il sentiero esce proprio dall’ultimo ciuffo di boscaglia della mappa….mannaggia..

percorso.jpg

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