#1 – Prefazione + L’affare Maltese

La strage di Ustica nella quale una aereo civile dell’aviazione Italiana precipitò in mare con la morte di 81 persone è un evento importante, importante per molti motivi, politici, militari,etici, sociali.
I fatti risalgono al 27 giugno 1980, sono passati 36 anni, anni di sentenze, di colpi di scena, di menzogne, di tradimenti, di processi, di morti sospette, di irresponsabilità, di manomissione, 36 anni in cui resta il dolore dei familiari di 81 vittime e nessun colpevole.
Ho letto da qualche parte che la documentazione relativa al caso Ustica se venisse raccolta tutta insieme supererebbe il milione di pagine, giusto per dare un’idea, una risma di carta da 500 fogli misura poco più di 5 centimetri, una pila di 1.000.000 di fogli sarebbe alta oltre i 100 metri, come il duomo di Milano.
Affrontare questa storia, richiederà tempo, richiederà un sacco di articoli, non tutto sarà sempre temporalmente fluido, gli eventi sono talmente tanti che rispettare un ordine cronologico diventa praticamente impossibile, ci saranno un sacco di cose tecniche e probabilmente difficili da capire, quindi per approfondire cercherò di fare riferimento anche a contenuti esterni.
Ovviamente non è mia intenzione “risolvere il caso”, l’intenzione è quella di raccogliere in un unico contenitore tutto ciò che ha determinato una delle più controverse storie Italiane degli ultimi 50 anni.

Prima di affrontare il caso Ustica bisogna capire quale fosse la situazione Italiana e Internazionale a ridosso degli anni ’80.
In Italia, nel resto d’Europa e oltre oceano siamo in pieno sviluppo industriale, l’economia industriale si sta evolvendo a ritmi esagerati, nascono nuove aziende ovunque ed inevitabilmente il fabbisogno energetico aumenta.
Le risorse per sopperire a questo fabbisogno arrivano per la maggiore dai paesi medio orientali, il petrolio proveniente dai pozzi dell’Iraq, dell’Arabia Saudita, dell’Egitto, il gas dei Paesi dell’ African del nord e dal Sud dell’Unione Sovietica ecco quindi che si iniziare a valutare l’importanza strategica del Mediterraneo, non a caso lo scenario dell’incidente aereo.
Sia U.S.A che U.R.S.S.  schierano sul Mediterraneo flotte da combattimento composte da portaerei dalle quali possono partire oltre un centinaio di aerei da combattimento, elicotteri, oltre a sommergibili nucleari, incrociatori lanciamissili, siamo in periodo di guerra fredda,  è chiaro che in questo scenario si ritrova coinvolta anche l’Italia ma soprattutto si ritrova coinvolta Malta, la cui sicurezza non più garantita dalla Gran Bretagna la quale alla fine del 1978 ha ritirato le sue forze si ritrova in una situazione compromettente, tanto da portare i Maltesi a richiedere che la propria sicurezza venga garantita da un accordo tra l’Algeria, la Libia, la Tunisia, la Francia e ovviamente l’Italia.
La Libia invia i propri militari ad addestrare le forze armate locali ma di nascosto il premier maltese Mintoff tratta con l’Italia al fine di trovare un modo per sganciare la sovranità dell’isola dal controllo della Libia, accordo che arriverà ad aprile del 1980, sarà poi intenzione di Mintoff trovare un soluzione per non dover più dipendere energeticamente dalla Libia.
Nel frattempo la Saipem 2, una piattaforma per la ricerca di giacimenti viene inviata dall’ E.N.I. (Ente nazionale idrocarburi) ai banchi di Medina, a metà strada tra Malta e la Libia, dove si suppone possano esservi enormi quantità di petrolio, in realtà sembra che i giacimenti non siano proprio a metà ma siano più vicini all’isola di Malta, quindi secondo le convenzioni Internazionali si troverebbero all’interno dei confini Maltesi, la Libia però interpretando in maniera diversa la legislazione dice di avere il diritto a trivellare, In comune accordo decidono di aspettare che si esprima la Corte Internazionale di giustizia dell’Aia, mentre Malta rispetta i patti e resta in attesa di un verdetto, la Libia invia i propri mezzi per iniziare la trivellazione tradendo cosi gli accordi presi, a questo punto Malta autorizza l’E.N.I. a procedere anch’essa con le trivellazioni.
In tutto questo contesto le due superpotenze Usa ed Urss non potevano agire sulla questione, le forze russe non avevano alcun titolo per intervenire e nemmeno quelle americane in quanto Malta non faceva parte
della Nato.
Visto però che le forze libiche erano nettamente preponderanti rispetto a quelle della piccola isola, a Malta non resta che una soluzione, quella di coinvolgere uno Stato più grande nei propri affari e data la vicinanza di Malta con la Sicilia ed il tipo di rapporti in essere in quel periodo, l’unica potenza a poter sopperire ai requisiti necessari non poteva essere che l’Italia.
Durante l’estate del 1980 succedono un sacco di cose:

  • Il 1° giugno la Libia chiude i rubinetti a Malta bloccando le forniture petrolifere.
  • L’11 giugno inizia una serie di omicidi di cui sono vittime esuli libici in Italia
  • Il 27 giugno un DC9 della compagnia aerea Itavia precipita in mare, un boeing 707 dell’Air Malta si trovava sulla stessa rotta a 10 minuti di differenza
  • Il 10 luglio due pescherecci italiani vengono sequestrati accusati di aver oltrepassato i confini libici, gli equipaggi verranno rilasciati due anni dopo.
  • Il 18 luglio viene ritrovata la carcassa di un mig libico sulla Sila
  • Il 2 agosto una bomba esplode nella stazione dei treni di Bologna, 85 morti e 200 feriti, il ministro Zamberletti, sottosegretario agli affari esteri, firma un protocollo d’intesa tra l’Italia e Malta, la Saipem 2 si posiziona sui banchi di Medina, inevitabilmente si crea un pista libica nell’attentato a Bologna, ipotesi che non verrà mai confermata.
  • 6 agosto tentato golpe in Libia, Gheddafi si riesce a salvare grazie all’aiuto di militari arrivati dalla Germania Orientale.
  • 11 agosto vengono arrestati tre imprenditori Italiani in Libia accusati di avere avuto un ruolo nel golpe, verranno rilasciati sei anni dopo con uno scambio di prigionieri
  • 21 agosto la marina militare Libica intima alla Saipem 2 di lasciare i banchi di Medina grazie ad un documento del governo Libico che rivendica la proprietà territoriale, a difesa interviene la marina militare Italiana, i libici si vedranno costretti a rinunciare.
  • 24 agosto l’aeronautica militare si insedia a tutela della difesa dello spazio aereo Maltese.
  • 27 agosto Malta espelle tutto il personale militare libico.
  • 2 settembre viene firmato un trattato bilaterale tra Malta ed l’Italia, quest’ultima si impegna a garantire l’indipendenza e l’integrità territoriale dell’isola, in compenso Malta escluse a Usa ed Urss di posizionare unità militari nel loro territorio garantendo questa possibilità solo alle forze armate Italiane.

Ci si ritrova cosi nella situazione in cui Malta grazie agli accordi con l’Italia, diventa autosufficiente militarmente grazie alla protezione della nostra nazione, politicamente ed economicamente , sfruttando gli aiuti economici dell’Italia a cui si sarebbero poi aggiunti gli introiti dovuti allo sfruttamento dei giacimenti di Medina, dove nel frattempo l’Aia si pronunciò a favore dell’isola Maltese.
La Libia nel frattempo continua la propria politica dittatoriale trovandosi sempre più in contrasto con le potenze anglosassoni fino a giungere ai bombardamenti di Tripoli e Bengasi nel 1986, da allora il loro atteggiamento cambiò fino ad un rappacificamento con gli stati nemici.

Questo verrà definito “L’affare Maltese”.

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5 thoughts on “#1 – Prefazione + L’affare Maltese

  1. Guarda… L’affaire Ustica è insabbiato, nascosto, travisato e sviato. Di quel milione di pagine, almeno la metà sono “cose scritte a caso” per incasinare il tutto. Io lavoro nell’indotto Saipem, che ora sembra prendere parvenza di società seria. Ma le persone rimangono le stesse. Politica, interessi, guerre interne… L’Oil&Gas è il peggio del mondo. Bel post. 🙂

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    1. Grazie. Sono convinto sia come dici tu ma è inaccettabile che dopo 36 anni….trentasei….tutto resti così. Come cittadino non lo posso proprio accettare…qualcuno ha sbagliato…chi lo copre sbaglia più di lui….una verità deve esserci.

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