Radiofreccia – Luciano Ligabue

Sono cresciuto con il Liga sempre in cuffia poi crescendo ci siamo un pò persi di vista…lui si è allontanato da quei sogni di Rock’n’roll che continuava a regalarci io mi sono allontanato proprio dal fatto di sognare.
Nel suo percorso di cantante ha avuto il tempo anche di fare il regista con due ottimi film (almeno per me sono stati veramente belli) “Da zero a dieci” di cui avevo già scritto una recensione e che potete vedere qui e “Radiofreccia”.
Se vi piace l’idea delle radio pirata e l’idea che non tutte le storie debbano avere per forza un lieto fine vi consiglio di guardarlo, se poi siete degli anni ’70 allora dovete guardarlo solo per rivivere i posti, gli ambienti, gli oggetti.
C’è un monologo che ha fatto storia ed anche un dialogo indimenticabile e sono ciò che mi è rimasto di questa pellicola.

Credo nelle rovesciate di Bonimba, e nei riff di Keith Richards. Credo al doppio suono di campanello del padrone di casa, che viene a prendere l’affitto ogni primo del mese. Credo che ognuno di noi si meriterebbe di avere una madre e un padre che siano decenti con lui almeno finché non si sta in piedi. Credo che un’Inter come quella di Corso, Mazzola e Suarez non ci sarà mai più, ma non è detto che non ce ne saranno altre belle in maniera diversa. Credo che non sia tutto qua, però prima di credere in qualcos’altro bisogna fare i conti con quello che c’è qua, e allora mi sa che crederò prima o poi in qualche Dio. Credo che se mai avrò una famiglia sarà dura tirare avanti con trecento mila al mese, però credo anche che se non leccherò culi come fa il mio caporeparto difficilmente cambieranno le cose. Credo che c’ho un buco grosso dentro, ma anche che, il rock n’roll, qualche amichetta, il calcio, qualche soddisfazione sul lavoro, le stronzte con gli amici ogni tanto questo buco me lo riempiono. Credo che la voglia di scappare da un paese con ventimila abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso, e credo che da te non ci scappi neanche se sei Eddie Merckx. Credo che non è giusto giudicare la vita degli altri, perché comunque non puoi sapere proprio un cazzo della vita degli altri.

– Ciccio la radio è un hobby… Potevi essere maniaco dei francobolli o dei pesci gatto o di che cazzo ne so… Dai avrai comunque le tue 300 mila lire al mese, cambierai la 127 ogni tre anni, ti sposerai Ilaria perché quelli come te sposano sempre quella che hanno conosciuto alle medie
– Cosa vuol dire quelli come me?
– Vuol dire quelli come te, i figli, un maschio e una femmina, se ti va male 2 e 2, a 50 anni la casetta tua con tutte le grate alle finestre per paura degli zingari, tromberai Ilaria solo una volta al mese quando sarete ciucchi, e poi 2 passi la domenica mattina, i tortelli alla vigilia, qualche petardino a capodanno, le barzellette al bar in dialetto, e l’italiano davanti al capo, 90 esimo minuto vita natural durante, la 127 lavata il sabato per portare fuori la famiglia la domenica, una vita di straordinari per comprarti lo zodiac per le gite sul po’ e 3 o 4 cento hobby nuovi perché sennò il tempo libero ti ammazza… Gran sballo… quelli come te sono anche capaci di fare volontariato alla croce rossa
– Quelli come me a quelli come te li mandano affanculo!

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5 thoughts on “Radiofreccia – Luciano Ligabue

  1. spettacolare quel film, mi vengono i brividi solo a ripensarci. Si può amare il prima, il dopo, il durante o il tutto… penso che sia comunque un artista che prende un pezzo della nostra vita, lo racconta e lo tiene lì per sé, un amico al quale non hai raccontato nulla ma sa già tutto.

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