…partirei…oh si che partirei…

Se ne avessi la possibilità ora come ora mollerei tutto e me ne partirei per un viaggio, spegnerei il pc, butterei 4 cose in una valigia per me, mia moglie ed i nostri piccoli, metterei i cane nel trasportino, chiuderei casa, inserirei l’allarme e partirei.
Meta?
Nessuna in particolare, partirei e basta.
Non mi piace sembrare sempre moribondo, drammatico, polemico e stanco quando scrivo, ma sono anche questo e non posso fingere.
Con la mia famiglia ho avuto la fortuna di poter fare un sacco di bei viaggi, abbiamo conosciuto un sacco di posti, visitato musei, città, edifici, i viaggi che ci ricordiamo più spesso sono quelli in camper, quando l’avevamo, poi il lavoro si è fatto più insistente il tempo a disposizione è calato e abbiamo scelto di venderlo (con le lacrime agli occhi).
Il bello del viaggio in camper è il viaggio in se, non la meta.
Viaggiare di notte, mentre i ragazzi dormono, viaggiare di giorno sotto la neve mentre i ragazzi cantano, un bufalino all’autogrill, una sosta per qualche foto, brontolare per trovare un parcheggio, alzarsi di notte mentre i bimbi russano per farsi un te caldo e guardare fuori dal finestrino, fermarsi a dormire in mezzo agli ulivi, tenere aggiornato il registro di bordo, montare e smontare in continuazione gli accessori, imprecare perchè la stufa quando la provi funziona sempre e quando fa freddo non si accende mai, dormire tutti e 4 su un letto che è già stretto per due.
Sapere che anche se è su 4 ruote è sempre casa tua, ovunque tu sia, è qualcosa che ti fa sentire a tuo agio sempre e comunque, sapere che all’interno ci sono le tue cose, avere chiaro cosa ci sia dentro ad ogni sportello, sapere che la pulizia è la tua e non quella fatta da altri, sapere che hai caricato l’acqua, che la batteria dei servizi è  carica ed in buone condizioni, sapere che la vaschetta del wc è stata svuotata, che la bombola del gas è piena e che da qualche parte hai nascosto le riserve di Haribo e patatine.
Conoscere una città e la sera tornare sempre a casa tua, passare la giornata al mare e tornare sempre nel tuo spazio, una giornata sulla neve per poi scaldarsi davanti ad una cioccolata calda giocando a scala 40.
Partire è sempre segno di una svolta, partire vuole dire che hai bisogno di vedere cose nuove, hai bisogno di uscire da un sistema che spesso ti tiene stretto e non vuole lasciarti andare, partire serve per riossigenarti e capire anche quanto sia importante ciò che stai lasciando.
Partire in camper, in aereo, partire in macchina in treno oppure semplicemente a piedi o in bicicletta, quello che conta è chiudersi ogni tanto la porta alle spalle ed imboccare una nuova avventura.

 

 

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17 pensieri riguardo “…partirei…oh si che partirei…

  1. Si rallegri…nel suo Partirei son partita io..con i miei famigliari, il mio cane verso mete lontane. Ho visto i miei posti, i miei viaggi e rivissuto le emozioni che spesso sento di voler rivivere e…dica “Partirò” perché del domani non v’è certezza nel male, come nel Bene. E penso che molti in questo momento partirebbero..lei continui a farci Ripartire scrivendo.Grazie.

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  2. Mi piace lo sfogo. Partirei con voi volentieri, vi seguirei a distanza senza disturbarvi……la cosa pesante da digerire è che non posso più farlo data l’età ed il marito disabile. Mi rimane il ricordo dei viaggi in alcune città europee e passeggiate in montagna ed al mare. I ricordi e le foto aiutano ad accettare la situazione attuale. Ciao cvp….se non potete partire adesso…..partirete in seguito. Per adesso godetevi la gioia di stare insieme e partite con la fantasia…nel senso che insieme ai ragazzi potete divertirvi a ricordare ed immaginare nuove mete. 🙂

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  3. Perdona la domanda, ti sembrerà scema, ma.. partire in camper non è un non-partire-mai-del-tutto..? Voglio dire.. da quello che dici rappresenta una sorta di “nido” di sicurezze in cui tornare e rifugiarsi dopo aver fatto un giro intorno.. ma partire è proprio lasciare anche questa sicurezza, e adeguarsi ad altro. Partire è far sì che casa sia un dolce ritorno, ma alla fine del viaggio. O scoprire che addirittura ci si trovi “più a casa” altrove.. ma finchè ci si porta dietro come una chiocciola il proprio guscio di sicurezze.. non si staccherà mai del tutto. Che dici..? 🙂

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  4. Bellissima riflessione. È bello leggerti 🙂
    Nei periodi in cui non si può viaggiare è bello farlo con la fantasia, con i ricordi, in attesa di poter partire nuovamente e scoprire un’altra meta, un altro altrove che ci attende, ricco di nuove cose da scoprire!
    Partirai… perché chi ama viaggiare prima o poi fa la valigia e va, non importa la meta o la distanza e non importa quanto tempo trascorra tra un viaggio e un altro… l’importante è che tra una partenza e un’altra non manchi mai quel “partirei” che è ciò che poi ti da lo slancio giusto per farlo ancora e ancora. 🙂
    Buona serata e Buona vita!
    Rita

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