…dire le stesse cose e non capirsi…

Capita.
Capita spesso di ritrovarsi alla fine a dire le stesse cose eppure non capirsi.
Non parlo del quotidiano ma anche del generazionale.
Per anni ogni volta che provavo ad alzare il volume dello stereo con una cassetta dei Guns and Roses mi sentivo dire le stesse cose, “ma come fai ad ascoltare questo casino”, “ma non la chiamerai mica musica questa”, quando poi mettevo War Pigs dei Balck Sabbath non vi dico, eppure…
Eppure ciò che ascoltavo io non era poi cosi tanto diverso da quello che ascoltavano i miei vecchi o quelli della loro generazione, certo lo stesso esempio non lo si può fare a ritroso di un’ulteriore generazione, non riesco a vedere un connubio tra mio nonno che ascoltava Edith Piaf e Glenn Miller e mia mamma che ascoltava Chubby Checker ed i Platters.
Invece anche se può sembrare strano credo che la linea di demarcazione tra ciò che cantava Gianni Morandi nel 1966 nella canzone “C’era un ragazzo che come me amava i Beatles ed i Rolling Stones” e ciò che cantavano i Guns’n’Roses nel 1993 in “Civil War” sia molto sottile se non del tutto inesistente.
Alla fine entrambe sono canzoni contro la guerra, contro la ferocia, contro un sistema tiranno, eppure sono state scritte l’una 27 anni dopo l’altra.

 

 

E se cerchiamo di similitudini nelle canzoni possiamo trovarne veramente un sacco, ed oggi con il rap commerciale che per la maggiore parla di situazioni di disagio ancor più, molte delle cose che si contestavano 50 anni fa sono le stesse che si contestano oggi, le guerre, le condizioni sociali, le discriminazioni, il razzismo, alla fine cos’è cambiato in 50 anni? si, il mondo è andato avanti, la tecnologia ha preso il sopravvento, la qualità della vita nella maggior parte dei posti è migliorata….ma? ma alla fine è tutto ancora come prima, camuffato dal modernismo, nascosto dai media, plasmato affinchè sembri tutto meno squallido, ma alla base, in fondo….se guardiamo bene, e se abbiamo la volontà di farlo, non è cambiato un cazzo.
Le guerre sono aumentate, le rivolte civili sono all’ordine del giorno, le droghe sbancano al mercato del giovedì, il business uccide la classe media,  tutti puntano il dito sulla violenza ma si continua a giustificarla e tollerarla, le discriminazioni sessuali e religiose continuano a stare in testa nella bill board della presunta indecenza mondiale, i preti pedofili si autoassolvono con la confessione ed i meritevoli restano additati come persone pericolose e l’unica cosa che ci resta sono persone che nel petto un cuore più non hanno, ma hanno due medaglie o tre e forse sarebbe il caso di chiedersi cosa ci sia poi così di civile in una guerra.

ps. Qualcuno me lo spiega perchè parto sempre a scrivere un post su una cosa e poi finisco sempre a raccontarne altre?

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2 thoughts on “…dire le stesse cose e non capirsi…

  1. ..forse berchè vai a braccio..? Ma è bello che sia così! 😉
    Hai ragione, le contraddizioni nella società e nell’animo umano non hanno un’epoca ma le attraversano tutte, di generazione in generazione. Ed è anche vero che forse l’unica differenza oggi è il fatto che siano meglio mascherate. O forse no..? Per contro, c’è sempre l’altro lato della medaglia, che consiste in una più estesa presa di coscienza e un fermento verso stili alternativi. L’era della comunicazione globale permette – a chi lo desidera – di sapere e decidere da che parte stare, più che in qualsiasi periodo del passato. Questa è la vera novità, un’opportunità inestimabile. A noi il compito di utilizzarla al meglio, per conoscere, capire, decidere, fare. Nel nostro quotidiano.

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    1. Prendere coscienza? quanti lo vogliono? quanti lo fanno?
      Scegliere da che parte stare? in che modo?
      Si sicuramente il sistema informativo è cambiato per la maggiore in meglio anche se a volte ne viene fatto un pessimo uso, ma prendere una posizione resta cosa difficile…non perchè non si possa, ma perchè non interessa.

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