33 anni di computer…

Ho sempre avuto passione per i computer e l’informatica in genere.
Ho iniziato presto, ad 8 anni, usando il Vic20 che mio padre aveva regalato a mio fratello e che lui non usava perchè era troppo impegnato ad organizzare festini con gli amici (…si negli anni ’80 erano di voga i festini, una casa abbandonata era la manna dal cielo per i giovani, libertà di organizzare, esprimere la propria arte ed il proprio divertimento senza che nessuno puntasse il dito…)
Il Commodore Vic20 aveva una risoluzione grafica di 176×184 ed una Ram di 5.5 kB (di cui 3.5 utili alla programmazione)
Lo si collegava alla Tv di casa, i programmi in dotazione o quelli acquistabili (una volta li potevi comprare in edicola, nelle riviste dedicate) erano su cassette, quindi dovevi avere anche il registratore.
Su una cassetta ce ne stavano diversi e per utilizzarli dovevi caricarli di volta in volta, indimenticabile il famoso load “xxx”,8,1

vic 2.jpg
Qualsiasi cosa tu volessi fare dovevi costruirtela in basic, di cui ero maestro.
basic

Mentre i miei amici si sfondavano di pallone, nascondino, trabocchetto e strega comanda color, io passavo giornate a leggere un manuale di basic che ero riuscito a farmi regalare.
Con il tempo poi ho scoperto che vicino a casa c’era una scuola di informatica, in realtà era un ex dipendente Olivetti scappato da Ivrea non so bene per quale motivo, amante di lettere antiche e religioni medio orientali che ha aperto questo spazio nel quale lui si concentrava a produrre un software di contabilità in Clipper, la sera teneva corsi di programmazione e durante il giorno lasciava i pochi giovani che volevano avvicinarsi a questo mondo smanettare con i suoi pc.
C’erano 3 o 4 Ikra Data Partner, con il quale non potevi fare grandi cose se non approfondire le conoscenze del basic, e poi c’erano i computer quelli potenti che se la memoria non mi inganna erano degli Olivetti M20 (i famosi compatibili IBM che aveva definito lo standard) e con loro era tutto un mondo più evoluto perchè c’era un sistema operativo per gestirli, il primo Ms-Dos, inoltre il basic si era evoluto in GWBasic, il Graphic and Windows Basic, dove finalmente potevi disegnare un cerchio, potevi usare i colori (4 all’inizio con le schede video CGA, poi 16 con le EGA fino all’avvento delle VGA), e giù a studiare manuali, i concetti di funzioni, cicli, condizioni….era il mio mondo.


Ricordo come fosse ora che questo posto aveva delle grandi vetrate che davano proprio sul piazzale del duomo, i miei amici passavano in bicicletta e mi guardavano li seduto salutandomi e chiedendomi di andare fuori a giocare con loro, ma non potevo, ero completamente immerso in quel mondo finchè poi col tempo passavano e non mi salutavano nemmeno più.
Ricordo perfettamente che insieme ad altri due coetanei ci eravamo prefissi due obiettivi, il primo era creare un gioco in GWBasic che avremo chiamato “Molloide” e che riuscimmo a fare, si trattava fondamentalmente di un cerchio che veniva mosso con le freccette e spostandosi trascinava una scia, come fosse una molla, nel tempo si allungava sempre di più e non bisognava mai scontrarsi con il proprio corpo, un pò il concetto era quello del serpentone, il secondo obiettivo, vista la difficoltà di fare grafica era creare un software per disegnare utilizzando comandi in italiano e semplici, c’era un’area di programmazione ed un’area grafica, scrivevi ad esempio cerchio(coordinatax,coordinatay), raggio e lui sull’area grafica già ti disegnava ciò che facevi, era innovativo in quanto oltre alla semplicità dei comandi c’era un riscontro immediato del tuo operato senza dove ogni volta scrivere righe di comando ed avviare il programma, poi però la cosa si è arenata.

manuale.jpg
Questo era il manuale che utilizzavamo

Nel frattempo mio padre aveva acquistato per l’ufficio un Commodore CBM700 sul quale lavorava anche mio nonno ingegnere, che però era assai diffidente, quindi io passavo giornate ad inserire dati per il calcolo dei solai e delle travature  per avere in pochi minuti un risultato e lui passava giornate a fare conti per vedere se il risultato ottenuto effettivamente era corretto (cosa che succedeva sempre ma nonostante tutto per lui era una cosa difficile da accettare).
cmb700

Verso il 13 anni ho scritto un programma per la gestione della biblioteca del mio paese, altro posto nel quale passavo giornate intere, convinto che ne avessero bisogno e che fosse utile per la gestione di tutti quei libri, ho lavorato giorno e notte, sulla catalogazione, il prestito, il reso, era un gioiellino (almeno per me), poi quando finalmente mi sono deciso a chiedere alla bibliotecaria se potesse essere utile ho scoperto che avevano iniziato ad utilizzarne uno acquistato dalla Jackson (al tempo grande produttrice di software per le imprese) decisamente molto più professionale e migliore del mio, li ci sono rimasto male, ho capito che ero uno sfigato di 12 anni che perdeva tempo a smanettare per realizzare cose che non servivano o che comunque non erano appetibili come quelle proposte dai Big dell’epoca.
Col tempo la passione invece di crescere si è stabilizzata e mi sono focalizzato un pò meno sulla programmazione un pò di più sullo standard, mi sono buttato come tutti per un periodo sui videogames, poi è iniziato il primo scambio di foto xxx e animazioni hard dove per capire chi stava facendo cosa dovevi allontanarti dallo schermo almeno 2 metri ed avere una fervida fantasia, perchè quelle non erano immagini ma erano un insieme di pixel monocromatici che in qualche modo si muovevano sullo schermo, poi con l’inizio delle superiori ho scoperto che mi piaceva il disegno tecnico e mi sono buttato su Autocad, tramite un’amico sono riuscito ad avere la versione 9 (uscita nel 1987) e li ho iniziato a smanettare di brutto, ho concluso la quinta superiore che ero l’unico della mia classe autorizzato a presentare i disegni in autocad invece che a matita, la modellazione solida era il mo forte (nonostante le imprecisioni di Autocad nel calcolo dei solidi e delle funzioni booleane).
Autocad è stato sicuramente il mio biglietto da visita nel mondo del lavoro, in 4° superiore ho iniziato a lavorare durante l’estate nell’un ufficio tecnico di un mobilificio progettando al pc (cosa che fino ad allora si era sempre fatta con tecnigrafo, matita e squadrette) a fine estate mi avevano detto di presentarmi da loro il giorno dopo aver dato l’esame di maturità e sebbene durante l’ultimo anno scolastico mi contattarono più volte per farmi fare qualche lavoro da cosa, cosi feci, il 6 luglio ho dato l’orale, il 7 ero assunto a tempo indeterminato come progettista.
autocad.jpg
Purtroppo il mio sogno di fare informatica alle superiori non è stato possibile per motivi che non sto qui a raccontare, ma sono certo che sarei stato un buon programmatore.
Oggi che gli anni sono passati ed ho due figli in età scolare mi rendo conto di quanto le cose siano cambiate, l’approccio all’informatica è totalmente diverso, l’evoluzione è stata esagerata e fargli capire cosa voglia dire programmare e realizzare la propria idea è un concetto difficile, lo è perchè i mezzi per farlo ci sono tutti ma manca lo spirito, l’iniziativa, l’intuizione di capire che la tecnologia può essere un ottima amica dell’uomo se la sai dominare e non esserne vittima.
schiavi.jpg
Recentemente sto provando ad avvicinare entrambi i miei figli al coding, altro non è che un sistema in forma di gioco per imparare quello che noi leggevamo sui manuali, quindi comporre un codice, imparare cosa sia una funzione, un ciclo, una condizione if-then-else, giocando, ma il rischio è che il gioco prenda il sopravvento sull’acquisizione della nozione.
Sono onesto, la programmazione mi è sempre piaciuta perchè la soluzione è sempre difficile e devi sbattere mille volte la testa per capire come raggiungere il tuo obiettivo, come far funzionare il tuo programma, come evitare conflitti, come scriverlo in maniera chiara, semplice e che ti lasci aperte mille porte per eventuali interventi successivi.
La programmazione in un qualmodo potrebbe essere uno stile, strutturare la propria vita secondo un codice ben definito, con delle regole, delle eccezioni, dei cicli, con lo studio di meccanismi atti a risolvere bug e la consapevolezza che basta rivolgersi spesso ad un forum per avere un consiglio su come sistemare una situazione.

vita tecnologica.jpg

 

 

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18 thoughts on “33 anni di computer…

  1. Uuuuuuh allora ti chiedo un’informazione se posso….ho un brano che ho suonato io al pianoforte…come faccio a metterlo nel mio blog? mi piacerebbe un sacco postarlo….puoi aiutarmi x favore?

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    1. Ciao, come puoi leggere la mia carriera di programmatore si è interrotta prematuramente quindi oggi come oggi non sono poi quell’asso dell’informatico che avrei sperato.
      Se hai un profilo wordpress gratuito non credo tu possa farlo in quanto gli unici media concessi in upload sono immagini.
      bisognerebbe capire se esiste qualche plugin di terza parte che ne permette l’inserimento, ma personalmente non ne conosco.
      Alternativamente dovresti caricare il tuo file su spazi virtuali gratuito e poi inserirne il link sul post di tuo interesse.

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  2. WOW!
    Ho avuto il mio primo computer nel 1989, un “compatibile IBM” con monitor a fosfori verdi. Ricordo quando abbiamo cambiato la scheda grafica (e monitor) e il verde iniziò ad avere delle sfumature. Il passaggio alla quadricromia fu una sorta di evoluzione della specie!
    Il mouse serviva solo per i programmi di grafica e al posto di Excel avevo Lotus 123 in inglese (che ho avuto fino almeno al primo anno di università).

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      1. ahhaha vero!
        ora ti spiego… con i miei zii e cugini, ogni settimana si giocavano due colonne della schedina a testa, senza doppie né triple, colonne secche. Si mettevano tutti insieme e, a fine anno, con le eventuali vincite, si andava a mangiare la pizza. La pizzata si faceva anche se non c’erano vincite però…
        Beh, quel foglio di lavoro ci serviva per vedere la situazione goal (fatti e subiti), i risultati in casa, fuori, media inglese, % di vittorie in casa/fuori.
        Sia io, sia mio padre adoriamo i numeri e le classifiche. Lui anche il calcio.

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      2. wow che figata, mi dispiace perchè queste sono cose che non ci sono più…e sinceramente ce ne sono poche oggigiorno che possono sostituirle….io detesto il calcio e non ho mai giocato la schedina…ma l’idea di mettersi a tavolino e strutturare le cose in famiglia tutti insieme anche se solo per un gioco oramai si è persa….
        le tradizioni spariscono, la voglia di organizzare si è dileguata…

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  3. Quanta nostalgia. C’ era anche lo Spectrum che faceva da antagonista, e stampare una tavola di progetto su plotter a pennini era una impresa che durava giorni solo per configurarli.

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