Eroi e criminali, spesso sono gli stessi

Tutti sanno chi è Julian Assange e tutti sanno chi è Edward Snowden, perlomeno lo sanno perchè negli ultimi anni hanno sconquassato le cronache di tutto il mondo.
Per i meno informati facciamo un piccolo riepilogo.

Julian Assange
Julian Assange, classe 1971, è un attivista australiano, ottimo programmatore che si autodefinisce anarchico e libertario, nei suoi trascorsi incriminazioni per aver violato il sistema informatico della difesa Americana e server universitari.
Nel 2007 è cofondatore del sito wikileaks mezzo con il quale Assange vuole diffondere documentazione riservata e confidenziale sottratta ai governi è ci riuscirà il 28 novembre 2010 pubblicando oltre 250000 documenti coperti da segreto di stato.
Le autorità Australiane indagano per verificare le violazioni compiute da Assange promettendo un eventuale ritiro del passaporto affinchè non possa scappare per poterlo eventualmente processare.
Assange arruola un esercito di sentinelle che possiedono le chiavi di accesso di wikileaks facendole cosi diventare la sua assicurazione sulla vita.
E’ chiaro quanto sia destabilizzante per un governo rendere pubblici documenti in cui si ammettono scelte dubbie o errori commessi, come la scelta volontaria effettuata in Iraq di sparare con degli elicotteri Apache uccidendo 12 civili disarmati (per i quali pagherà l’Hacker Adrian Lamo che verrà condannato con 35 anni di reclusione per aver passato la documentazione a Wikileaks).
Nel 2010 Assange verrà arrestato in Gran Bretagna con l’accusa di molestie sessuali nei confronti di due attiviste, accuse risalenti a tempo addietro e di dubbia verità, tanto che si pensa sia una condanna fittizia al fine di poterlo ufficialmente arrestare.
Dopo diverse vicessitudini legali Assange chiederà asilo politico presso l’ambasciata dell’Ecuador a Londra, saranno vari i tentativi di estradarlo per portarlo in America al fine di processarlo per spionaggio destinandolo cosi ad un ergastolo o addirittura ad una probabile pena di morte.
Nel 2016 viene considerata la permanenza forzata di Assange nell’ambasciata dell’Ecuador una sorta di detenzione arbitraria.
Recentemente Assange ha fatto sapere che sarebbe stato disposto ad accettare l’estradizione negli Stati Uniti in caso venisse liberata Chelsea Manning, analista militare condannata per aver fornito documentazione top secret a Wikileaks, in effetti verrà scarcerata a maggio, ma Assange ha ritrattato dicendo che non si consegnerà.
Ad oggi Julian Assange continua a risiedere presso l’Ambasciata dell’Ecuador a Londra.

Edward Snowden
Edward Snowder informatico ed attivista Statunitense classe 1983, ex tecnico CIA,  è noto per aver rivelato pubblicamente l’esistenza di programmi per la sorveglianza delle masse attraverso la collaborazione con un giornalista del The Guardian.
Snowden ha rivelato l’utilizzo di programmi di intercettazioni telefoniche tra USA ed UE utilizzando software segretissimi come il Prism oppure il Tempora atti a sorvegliate tutti i metadati delle comunicazioni, in parole povere vuol dire che possono sapere tutto di tutti attraverso le nostre tracce internet, attraverso l’uso dei telefoni e di tutte le informazioni digitali che lasciamo in rete.
Snowden si è sempre difeso dicendo che era corretto informare il pubblico su ciò che viene fatto in nome del cittadino e quello che viene fatto contro il cittadino.
Edward Snowden contattò Gleen Greenwald del quotidiano The Guardian utilizzando email crittografate e chiedendo che negli articoli che il giornale avrebbe pubblicato si facesse poco citazionismo per non correre il rischio di essere identificato a seguito di analisi semantica ed avvisò che chiunque si fosse immischiato in quell’inchiesta sarebbe stato in forte pericolo di vita.
Dopo diversi articoli pubblicati, il 8 giugno 2013, Snowden rivela la propria identità in quanto non vuole nascondersi visto che reputa di non aver fatto nulla di male e cosi facendo nutriva la speranza di proteggere i propri colleghi.
Snowden si trasferirà ad Hong Kong prima di venir braccato dalla polizia con biglietto acquistato all’ultimo in quanto i dipendenti CIA devono comunicare i loro voli almeno 30 giorni prima della partenza, troverà in questa città parziale rifugio, per poi trovare rifugio a Mosca anche se grazie all’aiuto di Julian Assange gli verrà proposto asilo politico dall’Ecuador a cui si aggiungeranno successivamente Bolivia e Nicaragua.

Ecco una volta raccontate le storie dei due personaggi informaticamente più discussi degli ultimi 10 anni possiamo porci la fatidica domanda.
Hanno fatto bene? la divulgazione di informazioni o documenti segretati è giusto che sia perseguibile con un ergastolo o la pena di morte?
I governi sono gli organi atti a dirigere una paese nel nome dei cittadini che li hanno eletti, quando tali dirigenti però abusano di questo potere per manovrare le masse che li hanno messi su quelle poltrone allora la cosa diventa discutibile e di dubbia correttezza.
Pertanto si tratta anche di capire chi dovrebbe perseguire chi?
Ecco perchè diventa lecito pensare che queste persone siano degli “eroi” visto che ci aprono gli occhi su cose che altrimenti si possono solo supporre o che comunque si avvalgono del ragionevole dubbio dando cosi vita a teorie del complotto le quali fintanto che non vengono dimostrate restano solo teorie.
Oppure è corretto dare ai governi le facoltà di agire su di noi alle nostra spalle nella convinzione che lo facciano per la nostra tutela?
Si anche a me quest’ultima idea suona da minchiata colossale, in quanto la storia ci insegna che non ci sono casi in cui una classe dirigente fa gli interessi di chi sta sotto.

Il mio punto di vista è che questi hacker, questi attivisti propensi a diffondere documenti ed informazioni segrete lo debbano fare, nel bene e nel male perchè cosi facendo ho l’impressione che ci proteggano più loro di chi realmente dovrebbe farlo, perchè credo sia giusto che tutti capiscano se le scelte sono dettate da un vero interesse nei confronti di questo pianeta o se sono dettate solo da un interesse personale di potere, economico, umano o di qualsiasi tipo esso possa essere.
Io credo che queste persone debbano essere utilizzate come risorse e non condannate, utilizzate per combattere in maniera più umana e meno bellica (per quanto possibile) i veri tumori di questo pianeta, invece tutto si focalizza sull’eliminarli per avere la garanzia di tenere nascosti i tramacci e lo schifo che si nasconde dentro la politica del potere.

Per gli hacker la parola passione descrive il tono generale della loro attività, anche se il suo soddisfacimento potrebbe non essere un gioco divertente in tutti i suoi aspetti.
(Pekka Himanen)

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