La casa – Roberto Deidier

La casa

Il sole scende dietro i piatti sporchi.
Il lavandino è un porto di liquami.
E nella penombra nuova
L’occhio inventa le sagome
Di chi un tempo è passato in queste stanze.

Sono stata spesso ostile ai miei inquilini.
Mi sono aperta di crepe
Come fossi la faccia della morte.
Ho lasciato che le luci si spegnessero
Senza riaccendersi. I letti erano freddi
E al mattino nascondevo tutta l’acqua.

L’agente illustra i pregi,
Ampiezza metratura posizione.
Prezzo accomodante, eppure avverto
Arrendevolezze inospitali,
La fatica che costa appartenere.

Questa casa, sono stato questa casa.
Un tempo, una volta, una vita.

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4 pensieri riguardo “La casa – Roberto Deidier

  1. La casa è parte di noi, nel bene e nel male.
    Casa è dove sta il proprio cuore, ma non sempre lo spazio delimitato da mura e soffitto in cui risiediamo ha la connotazione di Casa in senso pieno, non sempre ci appartiene e noi a lei, non sempre è ciò che vorremmo. Ma la casa è comunque parte di noi, che sia un peso, una fatica, o un dolce rifugio. La casa finisce per interagire con l’immagine con cui ci rappresentiamo e viviamo la nostra vita, o almeno in parte. Per questo se non la sentiamo nostra ci ferisce, ci fa sentire un disagio interiore che non trova ordine, sfogo. Per questo è bello che parli di noi, che abbia luce e spazi giusti e calore umano. Una casa si può cambiare, ciò che ci mettiamo dentro, dipende però da noi.
    Perdonami, ho buttato sui tasti pensieri random che mi ha fatto scaturire il tuo post, senza sapere nemmeno come era più giusto interpretarlo, senza sapere niente..
    Forse ne avevo bisogno, forse.. ho a cuore questa cosa della casa, e la ricerca di quel senso di appartenenza.. e più lo cerco e più mi accorgo che le mura in cui sono diventano più accoglienti quanto più mi definisco come persona, mi avvicino a quella parte di me più nascosta – a me stessa – e ne entro in confidenza.. strana cosa.. ero partita dall’idea di casa come variabile determinante del benessere.. e mi ritrovo a fare i conti con il mio ordine mentale ed emotivo, dal quale prenderebbe avvio un differente e nuovo modo di vedere le cose, di sentirle e viverle.. 🙂

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    1. beh, questo fiume di parole sono un bel segno secondo me, vuole dire che da una poesia azzeccata nel concetto e nei termini si sono accese un sacco di lampadine nella tua testa e questo è quello che succede quando ti senti vicino a ciò che un poeta, uno scrittore, un barbone, un ideologo, un salumiere, un bidello, un barista ti dicono andando a toccare i tasti giusti.
      Anch’io la vedo esattamente come te, dalla casa puoi capire le persone.

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