Il bicchiere della Nutella, un grembiule ed il cucchiaino azzurro masticato

Si, lo so.
E’ un titolo assurdo ed improbabile, ma forse meno di quel che sembra.
Ieri sera ero in cucina, abbiamo deciso di rischiare e quindi abbiamo comunicato ai ragazzi che era ora di mettere le mani in pasta, nel vero senso della parola, io e mamma ci saremo seduti a tavola e loro avrebbero fatto da mangiare, pizza.
Entusiasmo alle stelle per loro che avevano libero accesso alla mondo della cucina per noi che ci saremo divertiti a vedere i mini concorrenti del masterchef domestico all’opera.
Il delegato della pizza generalmente sono io (l’unica cosa che mi riesce) quindi ho dato tutte le indicazioni del caso, ho suddiviso i compiti per evitare che si prendessero per i capelli e si sono lanciati.
Impastato, fatto lievitare, preparato i condimenti, pulito il forno per la pizza e poi con 4 colpi di pala ci hanno sfornato un ottimo risultato, alla faccia nostra e se devo essere sincero la cucina alla fine era anche in discrete condizioni.
In tutto questo noi vagavamo per casa a farci gli affari nostri monitorando la situazione di tanto in tanto e non so il perchè mi sono infilato su alcuni dettagli che hanno scatenato un’orda di ricordi.
Il maschietto si è messo un grembiule blu, lo stesso che aveva in una foto di 7/8 anni fa quando era decisamente più piccolo e l’avevamo coinvolto nel gioco del piccolo pizzaiolo facendolo giocare con della pasta, è sempre uguale, solo che è 80 centimetri più alto, pesa almeno 20 kg in più e con lui i discorsi sono cresciuti di livello in maniera esponenziale, quella volta mugugnava ed ora invece è tutto un “stai scialla vecio”  “ho fatto un impasto da pro, bella zio”, mi ha fatto uno strano effetto.
Mentre lui impastava la “piccola” scioglieva il lievito dentro ad un bicchiere di quelli della Nutella avete presente? Beh il nostro pensile dei bicchieri è famoso per non averne uno di uguale, tra quelli che negli anni si sono rotti, tra quelli che ti regalano con le promozioni, tra quelli sbucati chissà dove, ma soprattutto grazie a quelli della Nutella, abbiamo un potpourrì  di vetro da far invidia ai migliori collezionisti di cianfrusaglie.
Mia moglie Nutella non ne mangia, io poco o niente, mio figlio praticamente nulla, resta quindi solo una possibilità…alla faccia dell’olio di palma.
Però dobbiamo dire che se vengono ospiti a cena abbiamo modo di farli bere grazie alla sua dedizione allo scucchiaiamento (che è un’arte attenzione…)
Ma il dettaglio che ogni volta mi lascia con un pò di amaro in bocca è un cucchiaino….
Come i bicchieri anche le posate sono un elogio alla diversità, abbiamo un set di cucchiaini con il manico in plastica azzurro, uno di questi è visibilmente masticato.
Non ricordo quale sia stata l’occasione in cui il nostro Rottweiler abbia deciso di farlo fuori ma sono contento che l’abbia fatto.
Purtroppo sono tre anni che non c’è più, un pò la vecchiaia un pò le precarie condizioni di salute il giorno di pasqua è morta.
Ho solo bei ricordi, da quando l’abbiamo portata a casa fino alla fine, un cane con una forza impressionante, mai in cerca di coccole (anche se le piacevano ma non era capace a chiederle), sempre al fianco di noi adulti, sempre dalla parte opposta del giardino quando c’erano invece i bambini, solitaria e tremendamente incazzata con il cane del vicino, tanto che ho dovuto rifare completamente il muro di separazione perchè quello esistente in moduli stava crollando sotto le loro spinte, capace di trasformarsi da Dr Jeckyll a Mr Hyde alla vista di qualsiasi palloncino o pallone, ai compleanni dovevamo rinchiuderla e coprire il box con un telo altrimenti si graffiava tutto il muso pur di provare ad evadere in qualche modo, guai a dimenticarsi fuori un pallone dopo aver giocato voleva dire ritrovarselo a brandelli in 2 secondi se lo acchiappava.
Cacche da tirare su con la pala che nemmeno un elefante, se andavi in giro con lei non potevi portare il sacchettino per raccogliere, dovevi prendere i sacchi della spazzatura quelli condominiali, crocchette come se piovesse, acqua a fiumi, ogni tanto tornavi a casa dal lavoro e sullo spiazzo dove mettiamo le macchine che è in ghiaia trovavi di quelle pozzanghere, guardavi il cielo interpellandoti come avesse potuto piovere se c’erano 40 gradi ed un sole della madonna…..beh non era pioggia.
Una volta l’abbiamo caricata in macchina per portarla al mare, sul baule (al tempo avevo una station wagon), durante il viaggio stavamo ascoltando musica, poi ad un certo punto più nulla, boh….rotta la radio, cosi all’improvviso.
Arrivati al mare abbiamo scoperto che si era divorata il caricatore dei cd, in lamiera, cd inclusi, incazzatura svanita nel momento stesso in cui l’abbiamo liberata sulla spiaggia, tutto un correre, un dentro e fuori dall’acqua, un casino totale, penso che sia morta con ancora sabbia di quella giornata infilata sottopelo.
Seduta e si sedeva, terra e si sdraiava….se avevi cibo…altrimenti….
Ha fatto veramente un sacco di disastri eppure ci manca.
Un anno prima di morire è arrivata la sua fotocopia, solo con 45 kg di meno, un pinscher nano, vederli insieme faceva ridere perchè sembravano  Schwarzenegger e Denny De Vito nel film i Gemelli, eppure lei l’ha accolta come se fosse la sua figlioletta, si lasciava fare di tutto, si è completamente inzerbinata, li ho capito che forse abbiamo sbagliato nel non farla mai accoppiare, sarebbe stata un’ottima madre.
La new entry invece è un cane transgender con difficoltà sul proprio orientamento sessuale, tecnicamente è femmina ma alza la zampa invece di accovacciarsi, dispettosa in maniera insopportabile, ma quando ti si arrotola sulla pancia e russa non puoi che adorarla.
Pretendeva di diventare dominante, il rottweiler faceva pipì sul palo dell’altalena, diciamo almeno almeno mezzo litro di roba alla volta e arrivava lei, 1,5 kg di cane e pretendeva di coprire l’odore con una spruzzatina, pzzzt, 3 goccette, quando ha capito che non ci sarebbe mai riuscita ha escogitato una tecnica tutta sua, si metteva di culo sul palo e andava in retromarcia arrampicandosi con le zampe posteriori facendo una sorta di verticale e sparava, cosi andava più alta della sua rivale di territorio.
Una si è sentita mamma per un pò, l’altra una conquistadores e crede che nonostante siano passati 3 anni anche a lei manchi un pochino.

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