Cosa resterà – Irama

Non ho idea di chi sia Irama, me l’ha fatto conoscere il mio ragazzo (no….non intendo il mio fidanzato…intendo mio figlio).
In un impeto di confessioni padre-figlio mi ha detto che voleva farmi ascoltare una canzone anche se si vergognava un pò.
L’ho ascoltata attentamente e con lui sono stato chiaro, mi piace.
Mi piace un sacco perchè racconta delle cose.
Racconta una storia.
E mi aiuta a capire cosa passi per la sua testa…quali siano le domande che si sta ponendo e quali siano le risposte che vorrebbe sentirsi dire.
E’ un bel pezzo e credo meriti di essere condiviso….soprattutto tra noi due.

 

COSA RESTERA’

Volevo nascere senza pensieri
Senza le crisi di panico quando penso troppo
Volevo correre più forte degli altri
Come per dimostrarmi che potrei farlo il doppio
Volevo dirti che ti aspetto qua
Volevo dirtelo ma no, non ti ho avvisata
E me ne resto da solo
Con il mio orgoglio che uccide quello che voglio
Sapendo che è una cazzata
Volevo soltanto essere parte di un gruppo
Sentirmi come voi accettato in tutto
Ma poi iniziai a farmi di brutto
Tornando a casa distrutto
Gridando dentro al cuscino per nascondere l’urlo

E no, che non ti dico cosa provo no
Sono i miei testi che lo provano
Nella mia penna perché
Prendi una birra e siediti che ti racconto di me
Di come quando davanti a un problema scappo
Non è che non sia uomo ma a volte vorrei essere un altro

Quante notti in bianco che ho fatto per la mia musica
Dormivo sopra il banco sognando una vita unica
Di quelle che ti svegli e realizzi che non sei solo
Che ciò che gridi troppe persone lo fanno in coro
Dite pure a quegli stronzi che non mi accontento
Che ho ambizioni troppo grandi per restare fermo
Io che piango, io che rido, io che grido e basta
Io che cerco di convincermi che tutto passa
Io che vi racconto la mia storia come fosse solo mia
Io che sgrano ancora gli occhi quando entro in galleria
E no, che non ti dico cosa provo no
Non siamo fatti per restare soli
Forse è l’unica ragione per cui siamo ancora qua

E no, che non ti dico cosa provo no
Non siamo fatti per restare soli
Dimmi che cosa resterà
Non me ne frega se mi manca la morale
Anche se vado con altre non vuol dire che non ci tenga a te
Lo so che sono un po’ egocentrico se parlo di me
Lasciami perdere se cerchi un’altra storia clichè
Non sono un uomo vissuto ma sono un uomo che vive
Che si dimentica tutto ma si ricorda due rime
Io che mi fermo a sentire l’odore di un libro nuovo
Che poi non riesco a finire perché per tutto mi annoio
Non sono fatto per te, non sono fatto per loro
Non sono fatto per viverti né per stare da solo
Con più gioielli di te ma meno classe
Convinto che stare in strada non mi cambiasse
Ma la vita non è un film, non c’è un lieto fine
Nessun colpo di scena, nessuno divide
La parte dove vedi tua madre mentre sorride
O quella dove stringi un ricordo fatto di spine
Io che, io che piango, io che rido, io che grido e basta
Io che cerco di convincermi che tutto passa
Io che vi racconto la mia storia come fosse solo mia
Io che sgrano ancora gli occhi quando entro in galleria

E no, che non ti dico cosa provo no
Non siamo fatti per restare soli
Forse è l’unica ragione per cui siamo ancora qua
E no, che non ti dico cosa provo no
Non siamo fatti per restare soli
Forse è l’unica ragione che non ci dividerà, e no

Ma nessun altra è come te, come te, come
Ma nessun altro è come me, come me, come
So che sei fatta come me, come me, come
Che nessun altra è come te e no
Ma nessun altra è come te, come te, come
Ma nessun altro è come me, come me, come
So che sei fatta come me
Dimmi che cosa resterà

(IRAMA)

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5 pensieri riguardo “Cosa resterà – Irama

  1. Mi è piaciuta molto. Dentro c’è tutto il desiderio degli adolescenti che vogliono essere ascoltati, capiti, accettati per quello che sono con tutte le contraddizioni proprie dell’età. Il fatto che tu l’abbia condivisa con lui ed apprezzata deve averle fatto piacere e dato sicurezza. Buona serata.

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  2. Hai ragione a dire che è bella. A dire che ti piace, e che ti piace sentirla un po’ “vostra”. Lo sai..? Le parole di questo testo mi hanno risvegliato la tenerezza e l’emozione che provo ogni volta che osservo i ragazzi, con i loro slanci e le loro paure, la loro sicurezza e le loro ingenuità, la loro forza e la loro fragilità, i loro entusiasmi, le loro passioni, le loro ferite taciute o urlate.. E’ una bellezza che mi fa sorridere il cuore, perchè mi fa rivivere quei momenti, ma con meno dolenza e più consapevolezza. Come una nonna guarderebbe ai nipoti, senza giudicare ma solo amare. Perchè guardare loro è guardare lo svolgersi della vita, vedere l’inizio di un percorso aperto a mille possibili sviluppi, sapere quanto sarà delicato e difficile e quanto sarà importante saper dosare la propria presenza, fornire gli strumenti per rendere liberi di decidere, di vivere.

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