Pensiero confuso

Il tempo passa, gli anni scivolano via  che manco te ne accorgi ed inevitabilmente le cose e le persone cambiano.
Una cosa che non mi piace è che con il trascorrere del tempo viene sempre meno il senso dell’educazione, cosa a cui io attribuisco un grande valore.
Il mozzicone fuori dal finestrino, parole di cortesia cancellate dal vocabolario, il clacson che oramai si consuma prima dei freni della macchina, improperie, cose date per scontate, la vecchina sulle strisce che se possiamo investirla invece di aiutarla benvenga.
I ragazzetti, che dovrebbero essere lo specchio delle famiglie molto spesso sono più educati dei genitori (cosa che non mi spiego), ci sono amici dei miei figli che sono tutto un “Scusi, grazie, prego, per piacere” i genitori manco salutano.
Si forse è sempre stato cosi ma prima non ci facevo tanto caso, ma a me la cosa da fastidio.
Sto diventando vecchio? Bigotto? Sociopatico? (l’ultimo mi vanto di esserlo da almeno 15 anni)
Ho ricordi di amici di scuola con cui ho fatto malanni veri, gente verace, alla mano, umile, con cui ne ho combinate di cotte e di crude, rincrociate dopo anni e diventate dei cagacazzi mondiali.
Primo giorno di quinta superiore….20 e rotti anni fà, suona la campanella, entriamo con tutta la calma dei veterani, passiamo davanti ad una prima e vediamo sta mandria di ragazzi già tutti seduti composti in rigoroso silenzio da primo giorno, l’occasione era troppo ghiotta, insieme ad un amico si scorribande buttiamo gli zaini in corridoio, io mi infilo un camice bianco che era appeso li in zona e ci presentiamo come il professore di tecnologia e l’assistente di laboratorio.
Abbiamo fatto qualcosa tipo 20 minuti di lezione sparando le cazzate in uso presso un istituto professionale, quindi l’uso dell’olio in polvere per lubrificare gli attrezzi, la squadra tonda, la sega a filo di lana , le punte di legno per i trapani e riempendo questi ragazzi di tonnellate di stupidaggini.
In tutto questo il prof della prima lezione era anche un nostro insegnante, il quale per 20 minuti si è goduto la scena dal corridoio ridendo come un matto, poi si è suol malgrado visto costretto ad intervenire, è quindi entrato in classe, ha guardato sti poveri ragazzi che non capivano bene cosa stava succedendo ed ha esordito con un:
“Ho già capito che sarà un anno di merda perchè siete una classe di coglioni!”
Noi abbiamo tagliato la corda ed iniziato il primo giorno di scuola con mezz’ora di ritardo.
Pensate che impatto per uno di prima superiore  sentirsi dare del coglione appena arrivato.
L’amico con il quale ho fatto sta baraccata l’ho rivisto qualcosa tipo vent’anni dopo.
Odioso. Arrogante, con la puzza sotto il naso, tutto avvolto nel suo Monclair e le Timberland ai piedi, io invece con molta probabilità in tuta ed un pile della Decathlon di un colore improponibile, ciò nonostante mi sono sentito me stesso più che mai.
Perchè la gente cambia? ma soprattutto perchè generalmente lo fa in peggio?
Sono circondato da gente incazzata, che si sveglia con il muso e va a dormire con il broncio, che si lamenta, che sbuffa, che non sa confrontarsi perchè vede solo la propria idea, che tutto è dovuto e scontato (se devono farlo gli altri), ed il brutto è che questo atteggiamento è come lo sbadiglio…contagioso.
Io vorrei vedere la gente sorridere, accontentarsi di un panino con la soppressa mangiato seduti sotto un albero, raccontarsi barzellette sconce, vorrei vedere i ragazzi baciarsi di più, gli anziani baciarsi di più, vorrei vedere sedicenni che fanno l’orto e settantenni con il cappellino da rapper che cantano Fabri Fibra, vorrei vedere mamme che si trovano per bere un bicchiere di vino e fare la pasta fresca insieme mentre le nonne raccontano di quella volta che, vorrei vedere i ragazzini che si scambiano i bigliettini tipo “vuoi stare con me? si – no Fai una crocetta” invece di uccidersi di whatsapp, vorrei vedere mandrie di biciclette invadere le strade, vorrei vedere ragazze che si divertono a camminare su una slackline, vorrei quarantenni curiosi di capire come funziona l’apicultura, vorrei vedere persone portare lo zucchero ai vicini senza che glielo abbiano chiesto, vorrei studenti che chiedono ai propri insegnanti di leggere le poesie di Alda Merini piuttosto dei Malavoglia, vorrei lavoratori che lavorino per il piacere di farlo e titolari d’azienda condividere i profitti con i propri dipendenti, vorrei che gli unici occhi neri delle donne fossero a causa del mascara che i fidanzati le hanno sciupato, vorrei che i giovani aiutassero le anziane a portare le borse della spesa e vorrei che le anziane cucinassero come sanno fare loro per i giovani che le hanno aiutare, vorrei vedere i parroci costruire oratori e non canoniche, vorrei vedere un uomo che aiuta un amico a rifare il tetto di casa perchè oggi ha bisogno lui, domani chissà, vorrei cose che so di non poter avere, vorrei cose che non so nemmeno se si possono più sognare.

(Ho dormito poco, si vede.)

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14 thoughts on “Pensiero confuso

  1. Complimenti, bel sogno. Ora, torna alla realtà perché rischi che “gli amici” di venti anni fa se non apri gli occhi, ti fanno la pelle per quattro spiccioli. E ti ritroverai tu un giorno, da anziano, a dover attraversare quelle maledette strisce con la spesa.
    Un mio aforisma: “La cattiveria e l’ indifferenza della società, realizzano l’ individuo cattivo e indifferente. L’ individuo cattivo e indifferente realizza società cattive e indifferenti.”
    Ah dimenticavo: buongiorno. 😉

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    1. E’ vero sono un maledetto egoista….
      Però è strano il mio sogno di futuro si avvicina molto ai ricordi del passato….da cui deduco che il famoso detto”Si stava meglio quando si stava peggio” ha un fondamento di assoluta verità.

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  2. Sono desideri sani, e in fondo sono ciò che vorrebbe davvero ognuno, penso. Solo che alcuni li hanno sepolti sotto una coltre spessa e pesante e non se ne ricordano più. Un abbraccio e buona giornata (di sole e sorrisi). Ti auguro incontri speciali 😉

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  3. contro-pensiero confuso:
    se i figli sono più educati dei genitori è un motivo di speranza per un mondo migliore.
    simpatica la “malefatta” del primo giorno di superiori, ma se la guardi con l’occhio del “sociopatico” di oggi, magari ci vedi un crollo delle regole e dell’educazione.
    condivido d’istinto tutti i tuoi “vorrei” che trasformano in poesia questo “pensiero confuso” (anche se non so cosa sia uno slackline, mi piace l’idea che le ragazze si divertano a camminarci sopra)
    ml

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