La forza di crederci e la consapevolezza di abbandonare

Mi devo lodare.
No! Sono tutt’altro che modesto e non mi piace attirare l’attenzione.
Però sono felice di una cosa…sono sempre stato una fucina di idee, certo, al 98% incompiute ma progetti che trasbordano dai cassetti di casa ce ne sono sempre un sacco.
La santa donna di mia moglie mi conosce e mi ascolta, mi asseconda ma sa già che gran parte delle cose restano parole.
Ho avuto il periodo in cui volevo sviluppare App, nello specifico mi entusiasmava l’idea di un app per i trasporti privati, gente che deve fare un viaggio con il baule vuoto può tranquillamente trasportare un pacco per conto di qualcuno in cambio di una piccola somma di denaro oppure in cambio di una prestazione di servizio o alimenti.
Poi mi piaceva l’idea dell’app che ottimizzava le prestazioni di servizio di gente che vuole arrotondare con la propria passione, esempio, due sposti devono fare le bomboniere, spiegano come le vogliono, magari c’è qualche ragazza appassionata di confezionamento che in casa propria è in grado di prepararle e quindi si offre accordandosi per il compenso, oppure c’è quello che ha bisogno di fare un programmino in Access per gestire il bilancio famigliare ma non ha idea di come fare, propone la cosa e da qualche altra parte c’è uno studente che per pochi euro gliela fa.
Poi ho avuto il periodo artistico, che ancora non molla, sono partito quindi con 2 amici in un’avventura teatrale rivolta ai bambini che ci ha dato grandi soddisfazioni, ci ha portato a fare il nostro spettacolo per i piccoli pazienti chemioterapici, per asili ed elementari e anche per adulti, poi la cosa per impegni personali si è arenata.
Poi è arrivato il periodo Unity, volevo imparare ad usare questo software per la realizzazione di videogiochi…progetto mai decollato.
Poi ho iniziato ad appassionarmi ai misteri d’Italia, i casi più eclatanti della storia del nostro Paese, appassionandomi al caso di Ustica, ma anche ad altro il Mostro di Firenze, la strage di Bologna, l’Italicus, Emanuela Orlandi, il caso Mattei, Sindona, la uno bianca, il bandito Giuliano, il disastro di Seveso, la Moby Prince….ed anche questa è una passione che tiene duro.
Poi l’idea di scrivere un libro, questa a dire il vero si ripete ciclicamente, ho anche la storia (almeno gran parte) e la cosa è decollata mille volte per poi andare in prescrizione sempre.
Poi l’idea di organizzare le Poetry Slam, in America fanno le sfide tra rapper a me piacerebbe in un contesto gradevole organizzare battaglie di poesie anche di questo c’è solo il progetto.
Poi unita alla passione per la montagna c’è l’idea di organizzare una camminata artistica, quindi scegliere un sentiero, bello sarebbe il CAI982 che sfocia in prossimità della casa degli Alpini del mio comune, dove camminando per la montagna durante il percorso ti trovi degli artisti che si esibiscono, nel contesto del bosco imbattersi in uno con la chitarra che suona, poi una dolce signora che legge poesie, poi il mago, il chimico, il clown, tutta una serie di personaggi che smorzano la fatica della salita per concludersi in una bella spaghettata tutti insieme presso la struttura sopracitata.
Il geocaching che tutt’ora porto avanti con i miei bimbi si sta sviluppando in qualcosa di più, ora sto studiando un pò di teoria sulla crittografia per sviluppare una caccia al tesoro sui punti notevoli del territori dovendo però risolvere enigmi veramente complessi (l’idea nasce dal connubio del geocaching con la lettura di un articolo relativo a Cicada3031), progetto che spero di concludere entro fine aprile.
Poi c’è l’idea bookcrossing nei boschi, dopo un viaggio a San Francisco nel 2005 nel quale ho visto con quale semplicità si possano gestire delle piccole librerie indipendenti appendendo delle graziose casette in legno sugli alberi, mi è balenata l’idea di provare a farne qualcuna da posizionare su zone tranquille del mio territorio, camminare per un sentiero e potersi sedere su un sasso per leggere qualche pagina di un libro non ha prezzo, idea che spero di iniziare a sviluppare durante l’anno.
Poi mi è venuta l’idea dei semi di fiori, mi spiego, per motivi personali ho dovuto ordinare su internet delle confezioni di semi di fiori per realizzare delle bomboniere, pagati un sacco, confezioni carine ma niente di esagerato, quindi perchè non studiare delle confezioni esteticamente piacevoli con una selezione di semi e magari con la spiegazione di come coltivarli da proporre per eventi, ma non a scopo di lucro, semplicemente per devolvere l’utile ad associazioni (propendo associazioni tipo Via di Natale o cose del genere) e spiegando appunto che i soldi guadagnati vengono devoluti a scopo benefico, si so che queste cose esistono già ma ho fatto veramente fatica a trovare qualcosa di carino e magari argomentato al tipo di evento.
Poi c’è l’idea dello spettacolo nello spettacolo, non ve la spiego bene perchè è ancora in fase progettuale, ma ho sempre sentito di avere tante cose da dire, senza la presunzione che siano giuste o sbagliate, ma che possano comunque essere motivo per accendere una discussione perchè oggi non si è più capaci di parlare, mi piace l’idea dello scontro generazionale, del confronto, di mescolare poesia, musica, video, esperienze tutto insieme su un palco, anche qui c’è un copione parzialmente abbozzato e ancora da sviscerare ma questo è forse uno dei progetti a cui tengo di più e che spero di portare in qualche modo a termine.
Un’altra idea in ballo è stata battezzata con Culture Tree, vorrei trovare degli alberi sperduti nei boschi attorno a casa per legare con il filo da pesca delle poesie colorate che penzolino e siano in balia del vento con spazi per le persone che vogliono lasciare un loro pensiero (questo dovrebbe diventare un vero movimento per far riemergere il piacere di appassionarsi alla lettura)
Poi ho avuto la fase dei lampadari, mi piaceva l’idea di poter realizzare dei lampadari low cost, una linea con materiale di recupero, una linea con un materiale (che ho già identificato) e che fossero da montare, sfruttando lo sviluppo dei solidi, anche questo progetto arenato nonostante abbia fatto prototipi e campioni.
Poi c’è il Blog che mi sta dando comunque buone soddisfazioni, in questi giorni dovrei festeggiare l’anno dall’apertura, non bado molto alle statistiche e non punto al successo, è solo una valvola di sfogo per raggruppare un pò tutto quello che passa per la testa oggi e che domani rischio di non ricordare più, l’unica cosa che tengo monitorata è sta cazzo di ricetta che ho pubblicato per fare lo sciroppo per la tosse ed il mal di gola con il Bimby che sta facendo impazzire tutti…almeno cosi dev’essere perchè la gente invece di leggere i miei pensieri sul mio Blog cerca quella.
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6 pensieri riguardo “La forza di crederci e la consapevolezza di abbandonare

  1. Ma davvero tutta sta roba??? Alune sono meravigliose, tipo quella del bookcrossing nei boschi. Io ti inviterei a non mollare l’idea del libro, la stoffa c’è 😉

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    1. Rom…ahahah…forse non hai letto bene l’inizio…si tanta roba ma al 98% mai portata a termine….il libro mi piace, ma essendomi piaciuta veramente l’esperienza teatrale mi piacerebbe al momento concentrarmi su quella….boh non so….sono un pò confuso.

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