Il piano B

Reputo di aver sempre lottato insieme a mia moglie per far andare bene le cose e se devo essere sincero, cosi è stato.
Fino ad ora tutto bene, abbiamo fatto casa poi sono arrivati i ragazzi, abbiamo sempre lottato per il nostro lavoro, ci siamo concentrati sulla felicità, quindi diciamo che sicuramente fino a questo punto abbiamo avuto la capacità di restare dentro il sentiero che volevamo percorrere.
Ora per motivi che non mi va di approfondire mi chiedo se non sia il caso di iniziare a valutare una piano B.
Mi spiego meglio.
Premetto che da noi la tv commerciale non si guarda da almeno 4/5 anni, guardiamo solo film, cartoni o serie tv scelte quindi, niente rai, niente mediaset, etc.
Abbiamo volutamente eliminato i media che disturbavano la nostra quiete.

I nostri figli li abbiamo tenuti ben lontani dai telegiornali e dal massacro globale, attenzione non sotto una campana di vetro, ma facendo trapelare solo le notizie che aveva un senso arrivassero anche a loro.
Ci teniamo aggiornati solo con i giornali online.
Ultimamente ad attirare la nostra attenzione sono sicuramente tutte quelle notizie legate ad un terrorismo sempre più dilagante e che in questi ultimi anni in qualche modo si sta avvicinando sempre di più a noi, basti vedere attacchi recenti in Svezia, Francia, in Inghilterra, in Russia, in Germania, in Belgio, stranamente l’Italia risulta ancora illesa ma personalmente credo sia una casualità e non una volontà (vedi quelli che volevano farsi saltare sul ponte di Rialto qualche settimana fà).
Venezia è a 60 km da dove abito io, non è dall’altra parte del mondo.
Certo oggi l’obiettivo di questi deficienti è quello di mietere più vittime possibili quindi sono gettonate sicuramente le grandi città o comunque i luoghi ad alta concentrazione di gente ecco perchè si suppone che i paesetti siano un pò meno in pericolo.
Però è anche vero che a 10 km abbiamo una grossa base militare Americana, che potrebbe essere meta di attacchi o comunque di subbugli.
Quindi credo che la preoccupazione sia lecita e credo che un pò tutti stiamo con le orecchie alte in questo periodo.
La verità è che mi domando spesso che cosa stiamo lasciando ai nostri figli, li stiamo mettendo in mano ad un sistema assurdo, nel peggiore dei termini.
Allora ecco spiegato il perchè ogni tanto mi balena per la mente l’idea che un piano B dovremo averlo se non per noi per i nostri ragazzi.
Sono uno di quelli che pensa che questo paese non abbia più molto da offrire ai suoi giovani e a malincuore spero che i miei figli quando sarà il momento abbiano le palle di salutarci, prendere un aereo e cercare un posto dove poter far valere le loro capacità e costruire la loro famiglia in maniera serena e dignitosa, quello che mi chiedo è se questa “fuga” non dovremo farla prima del previsto, in cerca di una qualità di vita migliore lontano (per quanto possibile) da 4 pazzi che si fanno saltare in aria manipolati da chi gli fa credere che uccidere aiuti a tenersi aperte le porte di un presunto paradiso, convinti di immolarsi per una religione, accecati dalla realtà del business del potere.
Molti potrebbero pensare che il piano B non deve essere una fuga e forse potrebbero avere anche ragione, ma perchè devo pagare io le conseguenze di guerre che non ho voluto, che non ho fomentato e che non concepisco, perchè devo sacrificarmi io per sostenere il potere di altri?
Non è codardia, è solo un non voler continuare a darla vinta gli altri.

 

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17 thoughts on “Il piano B

  1. In realtà sarei abbastanza d’accordo e certo spero tanto che i miei figli vadano altrove (anche solo per aprirsi nuovi orizzonti), solo che non mi viene in mente, in questo momento, un luogo che sia al sicuro dalla follia umana. Per dire, io andrei a vivere a San Francisco anche domani, perché credo sia una città unica per apertura, libertà, umanità e gentilezza. Quindi come qualità della vita la sceglierei, ma per il resto… dipende se se parli di opportunità di crescita (non solo professionale), o di luoghi che semplicemente non siano “potenziali obiettivi”

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    1. mah….io faccio un pout-pourrì (si scrive cosi??)…un pò il pericolo, un pò la voglia di qualcosa di nuovo, un pò la voglia di puntare ad una qualità della vita migliore, intesa come avere meno ma più tempo per se stessi….punterei al centro america.

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  2. Ma sei sicuro di poter trovare un posto indenne dallo sguardo dei terroristi? Io credo proprio di no ma soprattutto credo che non riuscirei a vivere serena in un altro luogo sapendo quello che succede altrove…

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  3. Andarsene per cercare condizioni lavorative più soddisfacenti è un conto… Ma andarsene in cerca di un luogo immune dal rischio attentati non ha molto senso, perché accadono un po’ dappertutto, l’hai detto anche tu! Comunque credo che tu stia già offrendo ai tuoi figli “qualcosa di meglio”, perché ti occupi di loro, e avere una famiglia così garantisce già un plus che alcuni, purtroppo, non hanno!

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  4. ..temo che non ci siano posti esenti dal rischio terrorismo (e non esiste solo quello islamico, ricordiamocelo..) o da guerre (la maggior parte delle quali ignoriamo) nè, soprattutto, dall’azione di organizzazioni criminali nelle loro diverse forme. Non sono una viaggiatrice, ma per quel poco che so anche quelli che sembrano essere paradisi terrestri hanno il loro bel sottobosco di malavita, criinalità, traffici illeciti, sfruttamento capitalista, povertà, insalubrità e morbilità..

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