La riconferma

Ieri gita in famiglia fuori porta.
Siamo andati a Milano, era qualche anno che non ci andavo e ho avuto nuovamente la conferma che le grandi città non fanno proprio per me.
Non sono un guidatore appassionato, guidare in città è una cosa che faccio, ma detesto, la viabilità faccio sempre fatica a capirla, oppure la capisco ma non riesco a rispettarla perchè troppo coinvolto nel marasma di mezzi che mi trascina dove vuole.
Anni fa quando andavo con il furgone in occasione della fiera del mobile, ricordo che ero solito chiamare il taxi per farmi scortare fino all’ingresso della fiera.
Al di la del traffico, troppo cemento, troppa gente, troppi rumori, troppa frenesia (e che era domenica….), un sacco di facce che non mi piacciono.
Per andare in centro abbiamo preferito prendere la metro….non fa per me….(ma non è che non faccia per me solo a Milano, anche in giro per il resto del mondo ho già appurato che non mi si addice come mezzo), pressurizzati come le sardine in scatola, caldo soffocante a contatto con la gente no no, io sono un collinaro quando parlo con qualcuno tra di noi corre comunque generalmente del vento, con le persone ci cammino insieme non ci sto ammucchiato, devo uscire di casa ed essere nel verde, non devo andare a cercare un albero per mezza città sperando che non sia l’unica latrina per i cani d’appartamento.
So che è un mio limite, non sono fatto per le città, per carità nulla contro chi sceglie di viverci eh, che sia chiaro.
Mi piace visitarle, mi piace sapere la loro storia, ma poi devo tornare a casa.
Mi pesa proprio, rinizio a sentirmi a mio agio quando sono di ritorno all’altezza tra Verona e Vicenza, quando si iniziano a vedere le colline, i campi seminati, le viti, le aziende agricole, poi quando arrivo sulle mie zone allora li mi riprendo del tutto, spengo il clima e tiro giù il finestrino, la mia aria, i miei posti, la mia terra.
Queste occasioni sono sempre buone per rendermi conto di quanto ognuno sia legato al proprio territorio, alle proprie origini, quanto sia stato fortunato a crescere su un posto cosi ricco di verde, di sentieri, di animali, di colline e montagne, di fiumi, di laghi.
Quando magari incrocio un capriolo durante una passeggiata ne sono sempre affascinato ma non la trovo una cosa inconsueta, non oso immaginare che esperienza possa essere invece per chi dal cemento non c’è mai uscito.
Ho bisogno di respirare l’aria frizzante dopo il temporale, di vedere le foglie invadere il giardino d’autunno, di sentire schiere di rasa erba lavorare la domenica, di sentire l’asino che sta qualche casa dopo la mia ragliare, di vedere la terra della collina smossa dai cinghiali in cerca di cibo, di lottare contro i formicai attorno a casa, di brontolare perchè devo svuotare il composter, di rubare le more e le fragole selvatiche, di uscire e conoscere le facce delle persone che vedo passare, di imbracciare la pompa per il diserbo per spruzzare il vialetto, di sentire i corvi la mattina presto, di vedere Luis e Rafael (due merli ospiti del nostro giardino) che prima scrutano se c’è il cane in zona e poi in picchiata vengono a cercare da mangiare, di sapere che i miei figli possono andare a fare un giro in bici senza correre grandi pericoli, al massimo una sbucciata ad un ginocchio o una gomma bucata, di vedere le signore che ti nascosto vanno ad asparagi selvatici, di vedere i mariti delle signore che di nascosto vanno a lumache, ho bisogno di camminare per le strade senza sentire l’odore di fritto degli ambulanti, di sapere che per fare 2 km non devo ogni volta spendere 1,5 euro di biglietto, di sentire qualche applauso la domenica quando si gioca la partita e lo stadio sta ad un paio di km da casa, ho bisogno di sentire il silenzio, soprattutto quando fa buio, quando nei piccoli paesi alle 21 le luci si spengono e a presentare la notte c’è solo il concerto del vento che scuote le foglie degli alberi.

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5 thoughts on “La riconferma

  1. Si, sei stato fortunato a crescere in un posto così che sicuramente avrà influenzato la tua vita in modo positivo. Quando vuoi ricaricarti…..ti basta aprire la finestra oppure farti una passeggiata. La cosa bella è che te ne rendi conto…..ci sono persone che invece non amano vivere nella natura, rifuggono dal silenzio dei boschi, preferiscono la confusione e il rumore della città.

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  2. per venticinque anni ho abitato in campagna, vado in città, ma mi costa sempre di più! Purtroppo prima o poi dovrò tornare in città e questo tuo post, sono sincera, è come un pugno nello stomaco. amo stare in giardino, sentire gli uccelli, dormo persino con le persiane aperte perché mi sveglia il primo raggio di sole…
    Giò

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