Il fallimento dei media

Per scelta abbiamo eliminato le tv commerciali e statali da casa nostra.
Nonostante sia obbligato a pagare il canone Rai (cosa che non condivido) abbiamo scelto di non guardare più la tv di Stato, quella del biscione o altre emittenti private, principalmente per non imbatterci in telegiornali, secondariamente per non trovarci a perdere tempo con programmi privi di valore di cui queste tv sono piene zeppe.
Come già espresso in qualche altro post gli unici canali di informazione che tengo sotto controllo sono, 4 quotidiani online, due nazionali (1 di destra, 1 di sinistra perché mi piace vedere come la stessa notizia spesso abbia risvolti dettati dalla politica del giornale) e due locali.
I media provano ad infilarsi ovunque, i Social (che non utilizzo in forma personale) ne sono ricchi, Blog di presunta informazione ce ne sono a bizzeffe, la radio ci bombarda continuamente, per non parlare della pubblicità.
Non reputo vi siano mezzi d’informazione apartitici o comunque slegati alla politica, al giudizio o che non abbiano comunque un fine, l’informazione pura, neutrale non può esistere semplicemente perché l’informazione è un business e da qualche parte per mantenersi i soldi li deve prendere e nel momento in cui prendi dei soldi sei palesemente schierato.
Non credo di aver sbagliato nel tenere fuori i miei figli dalla giostra del massacro mediatico, nonostante, almeno il grande, abbia l’età e la possibilità di avere accesso a qualsivoglia informazione non ne è attratto, almeno fin quando qualcosa non lo tocca da vicino, faccio l’esempio del Blue Whale di cui tanto in questi giorni si discute e di cui anche in classe ne affrontato il tema ecco quindi che internet è stato il suo mezzo per approfondire e da solo ha capito la cosa più importante, “ok ho letto informazioni su un sito internet, ma perché devo prenderle per veritiere se non so chi le ha scritte, se non so quanto mi possa fidare di colui che sta dietro alla penna dell’articolo”.
Ora diventa difficile spiegare ad un ragazzo di 12 anni che dobbiamo essere noi il filtro di ciò che leggiamo e che non abbiamo il mezzo per ottenere la purezza e la certezza che l’informazione che riceviamo sia corretta.
Ne ho quasi 42 io e spesso leggo cose dalle quali faccio fatica a capirne la veridicità o ad interpretarne comunque quella che potrebbe essere la versione corretta, non posso di certo pretendere che lo capisca lui a 12 anni.
Questo secondo me è il vero fallimento dei media, quello di non aver avuto la capacità di restare imparziali, di non aver voluto affrontare la guerra  all’indipendenza e libertà di pensiero e di espressione.
Io fossi un imprenditore che vuole farsi pubblicità su un quotidiano e potessi scegliere, punterei proprio ad un quotidiano slegato dalla manipolazione politica, svincolato dal solo interesse economico, cosi facendo so che non mi rivolgo forse a tutti ma di sicuro mi rivolgo a chi in questo sistema non si ritrova più.
Ho letto da qualche parte:
“Viviamo in un paese dove i parcheggi sono a pagamento negli ospedali e sono gratuiti nei centri commerciali”, assurdo, leggo oggi la notizia di un ventisettenne che ha messo in piedi un software che incrociando i dati satellitari con non so che altro permette di fare una previsione sullo sviluppo di onde anomale, ovviamente l’ha contattato la Nasa perché qui chi vuoi che lo contatti e se l’avessero fatto gli avrebbero proposto un contratto semestrale a 900 euro, un mese fa la notizia che una ricercatrice ha scoperto un particolare tipo di larva o verme non ricordo, in grado di mangiare la plastica, questo vorrebbe dire che riprodotto in grande scala questo enzima potremo forse aver trovato la soluzione allo smaltimento di uno dei prodotti più inquinanti del nostro pianeta, alla ricercatrice il 28 aprile è scaduto il contratto, ovviamente non rinnovato.
Certo la paga di una ricercatrice vale molto di più di una scoperta del genere.
Quindi penso che i media se tanto vogliono sbilanciarsi dovrebbero farlo a favore di queste situazioni, incalzando i governi, punzecchiando le istituzioni, prendendosi a cuore quegli episodi che veramente possono dare la svolta, invece che romperci le palle per settimane con il ricovero di Emiliano che si è spaccato un braccio ballando o con le nozze della Pippa, piuttosto che gli ultimi atti di troiaggine dell’ereditiera degli alberghi.
Ecco perché i media hanno fallito, ecco perché mi sento di insegnare a mio figlio che le sue idee non valgono meno di quelle degli altri anche se può darti l’impressione che quelle degli altri siano ineccepibili e perfette dimostrandosi poi spesso solo cumuli di fumo senza sostanza, idee impraticabili travestite da progetti geniali, ecco perché voglio che capisca che tante volte la praticità conta più della teoria, che nessuno ti regala nulla e se vuoi far valere la tua idea dovrai essere pronto a metterla in pratica da solo, con le tue forze, sbattendo la testa contro il muro mille volte e di avere fin da subito la consapevolezza che il raggiungimento del tuo obiettivo avverrà sempre e solo quando quel muro l’avrai demolito a craniate, capendo che gettare la spugna non serve, mai, mai e poi mai, gettare la spugna è sempre la via più facile per non arrivare da nessuna parte, è sempre la strada più semplice per convincersi che non siamo capaci di niente, la spugna come nella boxe serve servirci per darci una rinfrescata o ancora meglio per essere gettata in faccia a quell’arbitro chiamato società che ci vorrebbe knock out.

 

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8 pensieri riguardo “Il fallimento dei media

  1. Condivido parola per parola. Ormai non guardo neanche più i telefilm in tv (streaming santo subito), che erano l’ultimo baluardo di resistenza dei mass media “tradizionali”. Secondo me ci arriveranno, d’altra parte i giornali on-line penso abbiano superato per numero (ma non per efficacia) i cartacei.

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    1. beh credo che il giornale cartaceo abbia vita breve oramai….Streaming in assoluto, pensa tu se dovessero sopprimere tutte le tv e proporre solo le trasmissioni on-demand, chi pagherebbe per vedere i soliti presentatori che da 30 anni ripropongono sempre i soliti format….forse qualche pensionato ma nessun’altro credo.

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  2. Non riesco,per ora, ad eliminare la tv dalla mia vita ma sto cercando di guardarla sempre meno perché vedo ogni volta una grossa ipocrisia e tante contraddizioni. Sono d’accordo quando dici che si dovrebbero usare i media per parlare delle cose veramente importanti, per spingere i governi a fare qualcosa di vero riguardo ai problemi che attanagliano l’Italia. Il punto è che ormai si va in tv (molti politici lo fanno) soltanto per litigare tra loro e per dire che la legge di chi in quel momento governa è sbagliata. E alla fine che soluzione hanno trovato? Nessuna!

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  3. Eh si vien tristezza a vedere la situazione. Concordo pienamente sul fatto che le persone vanno istruite (almeno i nostri figli) su come argomentare una propria tesi e su come interpretare ciò che viene passato dai media (e anche dalla gente comune, a dirla proprio tutta). Questo però è solamente l’aspetto di “autodifesa”. Perché il passo vero è come ri-proporre una vera informazione, che per definizione non può essere superficiale. E qui, mi sembra, nascano i due aspetti: 1) informazione in modalità drill-down, cioè approfondibile a piacimento. Si dico cose esatte in modo sintetico e però si permette di approfondirle fornendo fonti e link di approfondimento. 2)indipendenza della fonte. Ma chi paga i buoni giornalisti/redattori per fare questo santo lavoro? C’è chi tenta di autosostenersi con i propri mezzi in maniera costantemente precaria (ossimoro) e chi si affida al mercato. lascio questi miei 2 centesimi (tra un pò finalmente non li conieranno più) come domanda aperta. Ciao

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