Voglio parlare con gli ubriachi

Voglio parlare con gli ubriachi perchè l’alcool annulla i freni inibitori, voglio discutere con le persone appassite sotto i fumi dell’alcool perchè sono quelle più sincere.
Leggevo su qualche Blog un articolo che parlava di pazzia collettiva, si concordo qui stanno diventando tutti pazzi ed io sinceramente molto spesso mi sento un pesce fuor d’acqua.
Piano piano molti amici li ho accantonati, d’altronde se non riesco a condividere idee e pensieri, se non c’è sincerità e semplicità nei rapporti che senso ha come amicizia?
Ci sono persone che d’improvviso cambiano, virano come se avessero visto l’isola della salvezza, ci sono persone con cui hai sempre avuto rapporti splendidi e con cui hai vissuto mille avventure che di punto in bianco non riconosci più, sopraffatte dal sistema, perse nei meandri del gossip informatico, affogate nel chiacchiericcio da bar e che non sembrano nemmeno rendersi conto che tutto è cambiato, o perlomeno simulano bene pur di non affrontare la verità, persone incapaci di accettare la inequivocabile realtà sul loro cambio di direzione e ancor peggio talmente subdole da schivare sempre il confronto.
Allora anche se predico bene, ultimamente razzolo come cazzo voglio, mi rinchiudo all’interno delle mie 4 mura insieme alle uniche persone che riescono a rilassarmi a capirmi e lasciare che i miei nervi in qualche modo possano distendersi e farsi una dormita.
Le uniche che non serve siano ubriache per poter parlare e discutere, per potersi confrontare e migliorare.
Per tutto il resto sappiatelo, ci parlo solo se il vostro tasso alcolico arriva a stendere un lurch dell’Arkansas, se il vostro fegato lo sento piangere e se il vostro fiato è talmente etilico che se respirate l’aria fredda di questi giorni si converte in gocce di Jagermeister, perchè è ora che iniziate a svegliarvi dal torpore viziato del falso consumismo, dallo squallore fetido dell’altezzosità, dal nauseabondo miscuglio dell’omertà e del falso sorriso  e di ricordarvi che quando chiudete la mano per puntare un dito, ne avete altri tre che puntano verso di voi.

(cosi giusto per chiarire un attimo il mio punto di vista)

 

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10 pensieri riguardo “Voglio parlare con gli ubriachi

  1. Ormai il confronto è litigio, conta chi alza di più la voce e offende con maggior enfasi. Il pensiero diverso viene percepito come malintenzionato, e beffeggiato di conseguenza. Io adotto un sereno silenzio con sorriso sulle labbra e, mentre gli altri si azzannano, compilo mentalmente la lista della spesa.

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  2. Ciao! Non credo che l’alcol sia la soluzione a questi problemi, piuttosto cercare sempre il confronto è l’unica via per individuare il vero pensiero delle persone… certo in vino veritas, ma non bisogna a tutti i costi beccarsi un coma etilico, per dimostrare la propria genuinità!

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      1. Dalle tue parole si sentiva trasudare la rabbia, di una persona che aveva appena finito di litigare con qualcuno a lui molto vicino.
        Per esperienza personale, ho imparato a lasciar correre… alla fine si ottiene solo un gran mal di pancia e alla fine chissà se sputare la mia bile è davvero srvito a qualcosa.

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  3. Credo tu abbia cambiato veste (il blog intendo) e quanto mi ritrovo nei tuoi pensieri… non lo ricordavo! Mi spingi a scriverti perché ti capisco benissimo!! Sto seguendo, come stile di vita, lo stile “minimalista” anche se può sembrare una moda, ma in qualche modo è una parola per identificarlo. Bevo vino, sì, divengo più allegra e meno irrascibile per questioni vitali, di circostanze, di condizioni esterne intorno a me poco condivise. Ho imparato ad essere sincera e ad allontanarmi prima di uscire pazza. Quando vivo fuori ed in solitudine riesco a gestire tutto con la massima semplicità e lentezza: sono le mie caratteristiche principali anche se poi quando prego, desidero avere la forza ed il coraggio per affrontare situazioni e problemi vari. Devi purificarti e svuotarti, anche di persone che non reputi simili a te. Mentre se hai la tua famiglia (moglie e figli), cerca di ristrutturare il vostro rapporto. Lo so che è più facile parlare che razzolare. Devi entrare in un buon rapporto con te stesso innanzi tutto.

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    1. Francesca ti ringrazio per le parole, si la stanchezza sta prendendo il sopravvento ed il contorno a volte non aiuta, io mi ritengo fortunato, tenere in piedi una famiglia non è una cosa semplice ma per fortuna siamo riusciti a strutturare il tutto su basi solide, educazione, rispetto, complicità e tutte quelle caratteristiche che una famiglia deve avere, il resto sono solo sfumature.
      Il rapporto con me stesso è un argomento un pò complesso, io ammiro quelli che trovano la propria strada perchè io credo che una strada specifica e ben battuta non esista e se esistesse non la vorrei.
      ps. ho provato ad accede al tuo Blog per dare un’occhiata, vedo che non c’è…ma se hai voglia di scrivere o di partecipare ad un’iniziativa carina dai un occhiata a creandoutopie.wordpress.com

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