Poesia Adios

La poesia piano piano sta sparendo, ingoiata da una cultura dominatrice che non l’ha prevista nella sua evoluzione.
Non so a scuola quanto si parli o si studi poesia, di certo nel mondo adulto sta diventando un tabù.
Mi piace pensare che quando negli anni ’80 di certi argomenti non si poteva parlare o comunque si evitava di affrontarli, ne fa scuola l’omosessualità, l’uso di droghe non solo da parte dei giovani, la prostituzione borghese mentre a scuola ci insegnavano le poesie di Leopardi, Foscolo, Ungaretti, Montale e Quasimodo oggi tutto questo si sia invertito, di quanto si parli abitualmente di quegli argomenti che una volta risultavano scottanti schiacciando definitivamente la cultura di genere.

Ora, posso anche essere d’accordo sul fatto che sia più importante approcciarsi ad una cultura più moderna piuttosto che continuare a perdere tempo su Renzo e Lucia o sui gironi dell’inferno ma credo che la poesia nel contesto scolastico innanzitutto ma anche in quello della vita possa essere uno dei pochi mezzi utili ai ragazzi, agli adulti, agli anziani per comunicare veramente ciò che hanno dentro e che quasi sempre discosta da ciò che si vede fuori.
La poesia rappresenta per prima una libertà di pensiero che nessun sistema è ancora riuscito ad opprimere.
La poesia è in assoluto il più vecchio social network nel quale le masse si sono rifugiate per dire la loro senza la pressione dello sguardo altrui.
A me piacerebbe che i ragazzi riscoprissero l’uso delle parole, che si perdessero nei sentimenti narrati da chi prima di loro si è lasciato trasportare dalla dolcezza delle frasi, mi piacerebbe che gli adulti fossero più curiosi, che la smettessero di perdere tempo chiusi dentro ai bar a raccontarsi cose che non gli servono a niente, che la smettessero di nascondersi dietro l’ingestione di catrame o che non fossero fossilizzati nel mondo del lavoro, che per carità è importante e va fatto con dedizione e rispetto ma è un mezzo per fare cose più grandi, quando ti convinci che il lavoro non è un mezzo ma è il traguardo allora non c’è speranza che tu possa puntare a fare qualcosa che sia grande per te, te inteso come uomo, come persona, come essere.
La poesia dolce, calda, triste, pungente o rabbiosa che sia è un’opera il cui fine è quello di alleviare la pressione della propria coscienza, dando nuovamente respiro alle idee, ai sentimenti, alle emozioni, lo schiocco della poesia è l’attimo che differenzia l’ammorbamento da routine alla consapevolezza che ci sia molto altro al di là di quello che i nostri occhi ci propongono.

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