Carnevale….

Siamo al 24 aprile, giorno giusto per parlare di carnevale.
Non chiedetemi perchè mi sia venuto in mente il carnevale proprio oggi….anzi ve lo spiego lo stesso…
Ieri passando in corridoio ho visto sulla libreria il libretto ricordo della festa dei quarant’anni di mia moglie, all’interno c’era appiccicato anche il testo della canzone che le abbiamo cantato all’inizio della festa, un adattamento di Mamma Maria dei Ricchi e Poveri.
Canzone del 1983 che faceva parte della prima cassetta musicale tutta mia, Bimbomix….qualcuno se lo ricorda?
Ma si dai quella che in Tv veniva pubblicizzata da Cin Ciao Lin, ma come non ve lo ricordate?

cin ciao lin.jpg

Adesso avete capito?
Mamma Maria è legata ad un unico ricordo della mia infanzia, il veglione di carnevale che si faceva al palazzetto dello sport.
Il veglione era la festa che iniziavi ad aspettare già il giorno dopo averci partecipato e l’aspettavi per un anno sempre con emozione, tutti l’aspettavano.
Si andava rigorosamente vestiti in maschera (mia madre per non spendere soldi in vestiti aveva la fissa di vestirmi da donna recuperando sue cose vecchie) ma la cosa non mi ha mai provocato particolare imbarazzo, tra goldrake, principesse, samurai e fatine spiccavo sempre io, forse sono stato il primo a sdoganare il cross-dresser.
Stelle filanti e coriandoli la facevano da padrona, la musica per bimbi a super volume e la libertà di correre, divertirsi, giocare, cantare e ballare, senza frustrazioni, senza paranoie, senza timore dei giudizi, avere 8 anni aveva sotto questo punto di vista dei pregi immensi, tutto quello che dicevi, facevi, tutti i sorrisi e la voglia di essere amico di tutti era accompagnata da Ballo Ballo di Raffaellà Carrà, da Cicale di Heather Parisi, da O-bla-di O-bla-da dei Legends fino ad arrivare alla prima canzone in cui insieme ad una compagna vestita da fatina abbiamo visto per la prima volta la malizia, Voluez vous danser sempre dei Ricchi e Poveri.

voulez vous,
voulez vous,
voulez vous danser
che vuol dire
ti va di
ballar con me
mani su
mani giu’
mani dove vuoi

Lei puntualmente si metteva le mani sulla patata ed io sul ciccio….e giù a ridere, se non ricordo male siamo andati avanti fino alla fine dell’anno scolastico con questa cosa.
Poi i tempi sono passati e dalle elementari siamo arrivati alle medie, non ho mai rinnegato il mio piacere per il veglione, a differenza di molti altri miei coetanei che si sentivano già grandi per considerarlo una cosa da sfigati, anzi mi dispiaceva di non poter più far parte di quella festa ma era arrivato il momento di andare ai carri mascherati, jeans rotti, camicia strappata e manganello con la schiuma da barba in punta e giù manganellate tra i vari gruppi del paese anche se le più soggette alle legnate erano le ragazze, uno strano modo per conquistarle, più le battevi e più eri figo, questo almeno era quello che c’era nella nostra idea di maschi alfa dominanti in crescita, poi se riuscivi a catturare una ragazza delle band avversarie e segregarla in qualche anfratto allora potevi anche diventare il leader, il capobranco.
Poi c’erano i bastardi, quelli che riempivano la clava con la sabbia, la scotchavano tutta,  ad ogni clavata era un ematoma secco, ricordo due o tre di loro, oggi qualcuno è in galera.
No, non per le clavate ma perchè nel tempo da bastardi sono diventati delinquenti, chi per rapina, chi per droga.
Era un segno forse già allora.
Il tempo passa ancora e arrivi alle superiori, dove solo ammettere di andare ai carri mascherati o ad una festa di carnevale poteva costarti prese per il culo per l’anno in corso e quelli in avvenire, che stupidaggine.
Poi il piacere per il carnevale piano piano è andato sciamando, anche oggi non mi incuriosisce più, pensavo che con i figli la cosa riprendesse interesse invece niente da fare, quindi dovrò giocarmi la carta più impegnativa ed importante per vedere se la cosa è morta definitivamente oppure solamente assopita…quindi aspettami Rio de Janeiro.

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