‘Na capa tanta

A breve andrò un paio di giorni sulla costiera Amalfitana e mi sto allenando.
Ahahaha…no in realtà ho solo mixato l’idea di andare giù con l’articolo che volevo scrivere su un bel film, “A beautiful mind”….na capa tanta.
Potrei provare a scrivere tutto l’articolo in un napoletano che non so assolutamente parlare, ma che emulo come il peggiore dei polentoni quindi vi evito lo strazio.
A beautiful mind è un film che mi è piaciuto tanto, ma proprio tanto.
In realtà mi piacciono tutti i film dove ci sono dei geni schizzati, perchè diciamocelo il genio nerd non lo sopporta nessuno, il genio paranoico invece rientra nel nostro immaginario collettivo.
Will Hunting  il genio ribelle, l’unico vero bel film di Matt Damon e dello strepitoso Robin Wiliams, per non parlare di Benedict Cumberbatch interprete di Alan Turing nel film The imitation game.
Insomma è un genere che m’attizza.
Inoltre questo film è tratto dalla storia vera del Nobel per l’economia John Nash, non stiamo parlando di bagigi stiamo parlando di un individuo che ha reinventato il modo di vedere la matematica ma che al contempo doveva convivere con la propria schizofrenia.
Non vi chiedete mai come vedono le cose i matti?
Non i matti intesi come gli strambi del villaggio, ma quelli matti sul serio? per quanto tremendo c’è qualcosa che affascina…forse sono io che ho qualche tarlo nel cervello, ma se cosi non fosse Cristicchi non avrebbe avuto il successo che ha meritato con il suo percorso sui manicomi.
Quand’ero giovane in paese c’erano un pò di matti, c’era l’ingegnere, si diceva fosse diventato matto a studiare troppo, girava sempre a piedi scalzi, con un borsone pieno di libri ed una chitarra che non sapeva suonare, cantava e parlava con tutti, la leggenda vuole che a volta desse ripetizioni a ragazzi nei bar, si dice che ricordasse formule su formule, c’era “Amore mio” almeno tutti lo conoscevamo cosi, un anziano che salutava tutti  indistintamente con un “Ciao amore mio” e poi biascicava lunghi discorsi dei quali non si capiva nulla, c’era Caio, il gigante buono, io me lo ricordo circa quarantenne che andava a rimorchiare le nonnine, insomma, paese che vai matto che trovi.
Eppure dietro al mattume ci deve essere una sorta di logica, un procedimento che per noi è difficile vedere, un equilibrio che equilibrio proprio non ne ha, mi incuriosisce sempre sta cosa.

P.s. Questi post che partono con un’intenzione e finiscono sempre a parare lontani un chilometro sono sempre i migliori.

matti.jpg

 

 

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9 pensieri riguardo “‘Na capa tanta

  1. Anche nei quartieri si trovano personaggi così. Ispirano interesse e pena. A volte non sono sempre innocui per cui bisogna stare attenti a non provocarli o deriderli. Ciao Ruggero

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      1. Ho usato la parola deridere pensando non certo a te ma a volte ci sono dei ragazzi incoscienti che non si rendono conto della situazione di queste persone e possono sbagliare nel comportarsi con loro in modo imprudente.

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