Il sentiero degli Dei

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Da anni l’amico Denis me ne parlava e finalmente siamo riusciti da incastrare le date per concederci qualche giorno alla scoperta di luoghi meravigliosi, anche se il tutto si concentrava su questo trekking, uno dei più belli d’Europa dicono.
Cosi venerdì mattina, dopo un’ottima colazione, ci prepariamo, zaino in spalla, macchina fotografica al collo e con relative consorti e figli partiamo con l’entusiasmo di chi sa già di dover affrontare un po’ di fatica ma consapevole di quanto ne varrà la pena.
Partenza dalla piazza di Agerola (SA), precisamente da quella della frazione di Bomerano da li basta seguire il flusso delle persone con uno zaino in spalla, dalla moltitudine pensavamo che avremo viaggiato sempre a ridosso degli altri, invece in pochi minuti la cosa si diluisce e ti ritrovi quasi sempre solo.
Da subito il panorama è mozzafiato, il sentiero si propone per la maggior parte sul vallone che punta al mare, quindi boschi, dirupi, rocce granitiche, acqua e una distesa di piante infinita fanno sempre da sfondo al tuo sguardo, ovunque tu decida di puntare gli occhi.


Dal nulla vedi cespugli muoversi,  macchie strane tra l’erba alta ed incroci occhi dalle pupille a strisce, sono le caprette che si inerpicano ovunque e che non si degnano di aver paura di chi cammina, diventando cosi parte integrante di questa visuale d’eccezione.

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Anche se la giornata non è limpidissima in lontananza si vede l’arcipelago Li Galli, la storia vuole che il geografo greco Strabone identificò queste isole come il luogo dove vivevano le sirene, che nella mitologia greca rappresentavano gli ostacoli per coloro che navigavano, le sirene greche erano metà pesce e metà uccello ecco perché l’associazione con la gallina o il gallo da cui deriva il nome Li Galli.
Tali sirene nell’Odissea di Omero vengono descritte come coloro il cui canto faceva impazzire i marinai i quali erano sempre destinati alla morte anche se in realtà la cosa era dettata dalla difficoltà di navigazione di quelle acque nelle giornate ventose facendo cosi che le navi si schiantassero contro le scogliere di queste isole.
Ulisse fece tappare le orecchie dei suoi marinai con della cera e lui su consiglio della maga Circe si fece legare all’albero maestro per poter senza rischio ascoltare il canto delle sirene.
Sarebbe stato bello essere appassionati di botanica, ogni dove c’erano piante di qualsiasi tipo, dal rosmarino al finocchietto, dal timo alle ginestre, dai fichi d’india alle felci, dalla salvia alla rucola.
Le coltivazioni a terrazzamenti saltano sempre all’occhio, la chiamano l’agricoltura eroica, abbiamo avuto modo sulle nostra gambe di capirne il perchè in quanto l’agriturismo dove eravamo ospiti aveva decine e decine di terrazzamenti coltivati a limoni, a vigna, a ciliegi, ad arance, a mandarini, a cedri, ed il saliscendi per gradinate dalle pendenze vorticose mettono a dura prova le gambe, immaginiamoci doverle affrontare con le cassette del raccolto in spalla.
Ad un certo punto ci si inoltra in una zona boschiva e si arriva a due spiazzi sfalsati l’uno rispetto l’altro dove le persone si fermano a costruire gli omini di pietra, da noi generalmente vengono utilizzati per segnalare la correttezza del sentiero in caso di assenza di cartelli o segnali, qui la leggenda invece vuole che chi fa un ometto di pietra rinasca nella sua prossima vita in quel luogo magico e anche noi ovviamente non abbiamo potuto resistere.

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Il sentiero degli Dei ha due varianti principali, quella alta e quella bassa, noi abbiamo scelto la bassa (come la maggior parte di chi fa questa camminata) per il semplice motivo che offre scorci e visuali meravigliosi, non ho spiegato inoltre da dove nasce il nome di questo percorso, quando Ulisse si fece legare all’albero maestro per poter ascoltare il canto delle sirene, gli Dei dell’Olimpo, preoccupati e timorosi che Ulisse non avesse preso le sufficienti precauzioni, scesero in terra arrivando però a qualche chilometro di distanza dalla isole Li Galli, cosi iniziarono a correre, solcando le rocce e dando vita a quello che appunto oggi chiamiamo il Sentiero degli Dei.
Dopo circa 8 km di camminata di arriva al paese di Nocelle (dove consiglio di provare la granita al limone), un paesino minuto dal quale parte una scalinata di oltre 1700 gradini che arriva ad Arienzo e dal quale tramite la strada normale si arriva a Positano in 15/20 minuti.
Dicono che per fare il sentiero ci vogliano circa 4 ore, noi siamo giunti alla conclusione che sia inutile definire un tempo, il tempo in un contesto del genere è privo di senso, ognuno lo gode e lo vive con i proprio ritmi con le proprie pause, con la propria necessità di fermarsi e lasciarsi conquistare dal vuoto, dal blu del mare, dal verde della montagna, dal marrone delle rocce che sembrano liquefarsi, il tempo a volte non è un buon amico per chi vuole veramente godersi le cose.

MAPPA
Dopo 10/12 chilometri di camminata si arriva nel caos turistico di Positano, che per carità è meravigliosa e sicuramente vedere un paese abbarbicato sulla montagna fa il suo effetto, ma c’è troppo caos per noi che qualche ora prima stavamo nel silenzio a fare castelli con le pietre guardando i nostri figli a scoprire molte più cose qui che dietro a qualche schermo.

 

 

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