Fanes, una ferrata tra cascate, torrenti e panorami mozzafiato

Non avevo mai fatto una ferrata, me l’avevano proposto molte volte ma per un motivo o per l’altro avevo sempre glissato l’invito.
La settimana scorsa però insieme ed un gruppo di amici, tutti corredati dai proprio figli abbiamo messo in modo la macchina organizzativa e ci siamo decisi, si va alle cascate di Fanes, appena fuori Cortina d’Ampezzo.
Attrezzati di caschetto, imbrago, cordini vari, scarponcini e tanto entusiasmo, nonostante le condizioni climatiche remassero contro siamo partiti.
Poco meno di 2 ore e siamo giunti a destino, forse proprio il fatto di essere partiti presto è stata la carta vincente per una giornata che rasentava la perfezione.
Parcheggiata l’auto ci incamminiamo.
E’ tipico delle Dolomiti fare pochi metri per essere già avvolti da panorami affascinanti, rigagnoli, boschi, rocce prendono il sopravvento su tutto e poi dal nulla si aprono dirupi, forre, marmitte, cengie, guglie, placche, goulotte, gande …certo la terminologia della montagna è qualcosa di strepitoso, poco da fare.
Arrivati in prossimità del Belvedere dal quale già si può ammirare la cascata si scende per il canalone a scaloni giusto in fianco, l’impressione è pazzesca, per poi arrivare sul vallone.

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Arriva il momento di attrezzarsi, si indossano le protezioni e si parte.
I ragazzi sono euforici e anche noi siamo parecchio affascinati dalla cosa.
Ci si aggancia alla fune d’acciaio e si parte, la ferrata rientra tra quelle di categoria semplice, il primo tratto va via liscio poi si arriva alla sezione verticale ma anche questa riusciamo ad affrontarla con serenità, i ragazzi vanno su che sembrano caprioli, noi vecchietti prestiamo un pochino più di attenzione ma  problemi zero.


Ci avviciniamo al pezzo forte, il passaggio dietro alla cascata, c’è da dire che la cascata di Fanes con i suoi 90 metri è considerata la cascata più alta delle Dolomiti, e prima di finire nel Rio Travenanzes rimbalza su tre salti rocciosi.
In questo periodo le piogge non sono mancate quindi lo spettacolo è assicurato ed in effetti l’acqua è talmente abbondante che la lavata è garantita, il rumore è affascinante, il contesto morfologico assolutamente stupendo quindi inzupparsi ne vale assolutamente la pena.
Una volta oltrepassata la cascata il pezzo rimanente è semplice, in poco si arriva a destino dove ci aspetta una meritata pausa pranzo per poi rientrare prima che le nuvole facciano capolino ed inizi a piovere.

Esperienza oltre che positiva anche stimolante, la voglia di affrontare presto un nuovo percorso si fa subito sentire e nella pausa caffè durante il rientro tutti a chiedersi se la prossima sarà la Ivano Di Bona o la Renè De Pol.

 

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