Anna Lou e l’apprezzata bugia del girasole

La particolarità di quell’appezzamento di terra che Anna Lou vedeva in lontananza dalla finestra della sua camera era che un non ben precisato giorno di luglio si accendeva come se fosse cosparso di lanterne  alle quali veniva data corrente, si tingeva di un giallo intenso che rendeva tutto il contorno, per quanto bello, un’accozzaglia di colori sbiaditi.
In quel momento, lei si sentiva come quei girasoli che d’improvviso davano un volto nuovo a quel terreno moribondo.
La sera prima sua madre era entrata in camera sua, si aspettava la sceneggiata del secolo per averle rovinato gli scatoloni del trasloco, invece nulla, se ne stava li ferma sulla porta a guardarla ancora con il giubbotto su senza dire nulla, poi le si avvicinò e la abbracciò.
Tutti credono che i girasoli ruotino in base alla posizione del sole, pochi sanno che non è proprio cosi, l’eliotropismo, cosi si chiama questo fenomeno, riguarda solo le piante in fase di crescita, la mattina il fiore guarda ad est dove il sole sorge per poi durante l’arco della giornata seguirlo fino al tramonto ad ovest, fenomeno che però svanisce una volta raggiunta la maturità della pianta.
Anna Lou percepiva questa cosa, era convinta di averla vissuta diversamente rispetto ai suoi coetanei, semplicemente un giorno si accorse che lei il sole non aveva più bisogno di seguirlo.
E’ inutile spiegare che il sole sono i genitori, i riferimenti che ogni bambino, ogni adolescente segue per poi gradualmente lasciarne la mano ed inoltrarsi da solo in questo complesso meccanismo chiamato vita.
Anna Lou un giorno si accorse che camminava affascinata da ciò che la circondava, per mano non teneva più nessuno e quando si guardò indietro i suoi erano già lontani.
Sua madre con un elegante giro di parole le aveva spiegato che nella nuova casa non sarebbero state sole, che per volontà dell’azienda avrebbero dovuto dividere i loro spazi e la loro intimità con Marco un suo collega, le aveva spiegato che questo lavoro era importante e che l’avrebbe assorbita completamene, che avrebbe avuto meno tempo da dedicarle durante la settimana, le aveva spiegato come per lei fosse un riscatto ad una vita non andata proprio secondo i suoi piani, ma che questa possibilità avrebbe anche offerto loro una disponibilità economica maggiore utile a migliorare in qualche modo la loro situazione.
Anna Lou per quanto si sforzasse non riusciva a capire l’aspetto monetario, stavano bene, non mancava loro niente, aveva molto senso tagliare ore alla vita privata per comprare qualcosa in più che forse nemmeno serviva? Si tenne per lei questo pensiero, d’altronde su argomenti del genere se hai visioni opposte poco vale provare a confrontarsi, nessuna delle due avrebbe ceduto per provare a comprendere l’altra.
Per quanto riguarda invece l’aspetto di un coinquilino a lei la cosa non dispiaceva, sebbene avesse intuito che sua madre si aspettasse una pantomima di proporzioni colossali Anna Lou aveva sempre trovato interessante il concetto di condivisione in se, quindi ammesso che il collega di mamma non fosse un pazzo schizofrenico manesco, oppure un pornofilo maleodorante il pensiero di essere in tre seduti a tavola in un paese dove non conosceva nessuno non la disgustava, certo avrebbe preferito che il terzo fosse suo padre ma sapeva benissimo che si era comportato da stronzo perché per quanto la mamma potesse essere pesante e petulante a volte comunque l’amava alla follia, ma nel suo ruolo di adolescente non poteva di certo ammetterlo apertamente.
Se poi il collega in questione fosse stato anche un tipo simpatico la cosa avrebbe potuto rivelarsi interessante, immaginarsi sua mamma alle prese con certe dinamiche imbarazzanti non avrebbe avuto prezzo, dinamiche dettate soprattutto dal fatto che dopo aver sbattuto il marito fuori di casa non voleva più sentirne parlare di uomini.
Certo qualche rischio che la cosa potesse diventare ancora più pesante c’era ma da parte sua Anna Lou era disposta a rischiare, a metterla un attimino più in crisi dopo aver googolato era il pensiero di finire in un paese di 3000 anime con un’età media approssimativa di 200 anni, l’idea che per quanto poco uscisse di casa le volte che si sarebbe azzardata a mettere fuori un piede altro non avrebbe visto che una farmacia, dieci bar ed una chiesa, come d’altronde ci si aspetta siano tutti i piccoli paesi d’Italia.
Una particolarità che pochi sanno del girasole è che il capolino, la grande parte gialla in testa alla pianta non è un fiore unico, ma è un insieme di quasi 2000 fiori e ad Anna Lou piaceva l’idea di associare questa cosa alle persone, vedere un individuo unico ma in realtà composto da 2000 elementi, siano essi emozioni, pensieri, tic, gesti, parole, idee.
Si era per un momento sentita la persona più matura di casa, rasserenando sua madre sul fatto che tutto sarebbe andato bene, che sarebbe stata all’altezza del nuovo lavoro e che lei si sarebbe adattata velocemente alla vita di paese, poi aveva iniziato ad ironizzare sul fatto che magari sarebbe potuto nascere qualcosa con questo Marco, tecnica per farsì che sua madre la mandasse a quel paese con un sorriso e si togliesse di torno alla svelta.
Anna Lou sapeva che quella sarebbe stata una delle ultime volte in cui avrebbe potuto osservare quella distesa di girasoli, quello che però non poteva sapere era che di li a qualche giorno si sarebbe trovata invischiata in una situazione più grande di lei e che  suo nome non sarebbe stato più Anna Lou ma Clizia, come la ninfa greca innamorata di Apollo il quale però decise di sedurre la mortale Leucotoe, cosa che riuscì  a fare trasformandosi nelle sembianze della madre di lei riuscendo quindi ad avvicinarla, Clizia per gelosia raccontò la cosa al padre di Leucotoe il quale ordinò di seppellirla viva. Apollo distrutto dalla perdita del suo amore non volle più vedere Clizia, la quale per 9 giorni rimase senza mangiare e senza bere, immobile nello stesso posto limitandosi a guardare Apollo che con il suo carretto portava il Sole, vedendola denutrita, impietosito Apollo trasformò allora Clizia in una fiore, un fiore in grado di seguire i movimenti di sole.

 

 

 

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