I Ricordi degli altri

Accumulatori compulsivi di certo no, però va detto che abbiamo la tendenza alla conservazione.
Non mi riferisco solo a ciò che accatastiamo in cantine, garage, mansarde o soffitte, ma anche a cose che custodiamo e teniamo in vista nel quotidiano.
Spolverando una mensola l’altro giorno mi sono ritrovato in mano una cornice del primo compleanno di un bimbo che oggi deve averne quasi 20 ma che non vediamo almeno da 10, bimbo che peraltro al tempo abbiamo tenuto a battesimo, poi i rapporti con i genitori si sono interrotti per mille vicissitudini, ma lui è imperterrito li, sulla mensola, bello in vista nel mio salotto.
Non so chi sia, non so se sia cresciuto bene, simpatico, gentile, educato oppure uno stronzo colossale, uno snob altezzoso ed infastidente, un arrogante, uno smorto, uno stupido ed in fondo se guardo la foto mi accorgo che la cosa nemmeno mi interessa, eppure lui è sempre li.
Quante cose conserviamo con lo scopo di mantenere vivo un ricordo del quale magari potremo tranquillamente fare a meno?
Non succede solo con le cose materiali, provate a pensare a tutte quelle cose che ricordate e che non servono più, o comunque non sarebbe poi cosi importante ricordare sempre.
Io ricordo il mio codice fiscale e quello di mia moglie, le targhe delle macchine, il mio numero di cellulare di almeno 10 anni fa, il numero del telefono fisso che ho tolto da almeno 4 anni, ricordo non so quanti userID  e password di siti o servizi che non utilizzo più, ricordo alcuni codici Ascii che ho imparato da adolescente e che non ho mai più riutilizzato, ricordo poesie che non mi sono mai piaciute ma che mi hanno fatto imparare a scuola, ricordo alcuni comandi e funzioni dei pantografi a controllo numerico che ho usato per qualche mese quando ho sostituito un collega…20 anni fa.
E’ indubbio che la mente sia un mondo strano, incomprensibile e governata da meccanismi che non riusciremo mai a comprendere, quello che mi chiedo è se realmente siamo nella condizione di ricordare cose inutili e dimenticare dettagli fondamentali, oppure se ci sia un legame tra ciò che la nostra testa fa e la nostra volontà di custodire e conservare certe cose.
Certo magari un buon psicologo sarebbe in grado di snocciolare la questione in quattro e quatt’otto, forse ci riuscirebbe in maniera più razionale uno scienziato, oppure in maniera più spirituale un bello sciamano, certo è che se trovassimo il modo per focalizzare i ricordi utili, mentali o tangibili che siano, il nostro spazio di manovra, il nostro campo visionale, la nostra gestione quotidiana renderebbe sicuramente la vita più fruibile, più leggera, meno soffocata dall’estrema necessità di vincolarci con dispositivi che contengano la nostra memoria.
Eppure tutto assume un significato assurdo se pensiamo che la scienza sostiene che dimenticare sia molto più faticoso che ricordare.

 

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...