A te

A te che disegni gli unicorni mentre ascolti Mondo Marcio.
A te che mi rubi gli attrezzi di nascosto per “creare” sempre qualcosa di nuovo e non li rimetti mai al loro posto.
A te che guardi tuo fratello come un idolo, poi lo mandi a quel paese ma poi ti arrabbi se non ti abbraccia.
A te che vorresti mettere un ombrello sopra alle lumache che vagano sotto la pioggia, che ti fanno tenerezza anche i colombi scagazzoni e che ti porti il cane in camera di nascosto.
A te che conosci tutti i colori, dal solidago al bruno Van Dyck, dall’eliotropo al nembo, dall’amaranto all’uovo di Pettirosso.
A te che vorresti talmente tanto un cavallo che a volte trasformi il tuo pinscher in un purosangue.
A te che sei talmente golosa che quando mangi un dolce e te ne chiedo un pezzetto, metti le dita perché non te ne mangi troppo, ma che poi presa dal rimorso mi lasci sempre il boccone finale.
A te, che senza te, non sarei più capace di vedere il mondo a colori.

Papà

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