Ci sono persone che…

Ci sono persone che hanno tutto e che si svegliano troppo tardi rispetto al resto del mondo, ci sono parole e ci sono persone che non vogliono ascoltarle, l’importante quando arriva la sera e non essere mai soli e mai lucidi.
Ci sono persone che non sopportano le feste a sorpresa e che non hanno trovato mai il coraggio di dirlo ai loro amici.
Ci sono torte che hanno più gusto di altre… molto più gusto.  Continua a leggere “Ci sono persone che…”

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…ed un altro capitolo si concluse…

L’anno lavorativo con oggi di conclude, ultimo giorno, finalmente.
Da oggi alle 14 sono ufficialmente in ferie.
Come non mai quest’anno sono arrivato stremato, stanco sia fisicamente che di testa, nevrotico e intollerante a tutto e tutti, quindi credo di meritarmi proprio un po’ di riposo.
Ho bisogno di scollegarmi quindi con tutta probabilità frequenterò poco anche il Blog, ma d’altronde c’è la necessità di vivere esperienze nuove e godersi un po’ di vita familiare, i ragazzi stanno aspettando che dedichi loro più tempo, la casa pure anche se quest’anno mi concentrerò solo per qualche giorno alle manutenzioni in quanto durante l’anno sono riuscito a tenermi abbastanza in pari fortunatamente. Continua a leggere “…ed un altro capitolo si concluse…”

Parliamo di Typee.it

Belleville è una scuola di scrittura, una scuola a tutti gli effetti con corsi, insegnanti, ricreazioni, campanelle, bidelli, circolari e distributori automatici, almeno cosi mi sembra di aver capito.
Parallelamente quest’istituto sviluppa il progetto Typee, un portale all’interno del quale si può leggere e si può scrivere, partendo da un profilo esordiente, pubblicando i propri scritti si può crescere di categoria alla condizione che i propri scritti vengano votati dai lettori iscritti, dagli insegnanti e da membri invitati dall’istituto. Continua a leggere “Parliamo di Typee.it”

Niflheimr

Ora è un pò complicato spiegare da cosa nasca la ricerca di un termine appartenente alla mitologia norrena, ma visto che è una cultura interessante e con un’epica decisamente più coinvolgente avevo necessità di scovare qualcosa che rappresentasse il freddo ed il ghiaccio quindi ho unito le due cose, mitologia scandinava e freddo, ne è uscito Niflheimr.

Niflheimr è il regno del ghiaccio e del freddo governato della dea Hel, figlia di Loki, dio dell’inganno e dell’astuzia, il migliore dei trickster (=imbroglioni) e di una gigantessa.
Paragonabile al nostro inferno Dantesco era diviso in livelli differenti, uno per dei ed eroi, uno per gli anziani, i moribondi  e coloro che non potevano godere del glorioso vantaggio di morire in battaglia e guadagnarsi l’ingresso nel Valhalla, residenza dedicata ai valorosi. Continua a leggere “Niflheimr”

Un lupo che si veste da agnello è sempre un lupo.

Un agnello che si traveste da lupo non è pericoloso anzi a modo suo fa pure un po’ di tenerezza, semplicemente ha bisogno di sentirsi accettato, di conquistare una posizione sociale, di dire “ehi ci sono anch’io” ma resta sempre un agnello.
Quelli da cui bisogna stare attenti sono i lupi che invece vogliono indossare la pelliccia dell’agnello, sono i peggiori. Continua a leggere “Un lupo che si veste da agnello è sempre un lupo.”

Anche Pixar contro il bullismo

Se ne parla, si fanno riunioni, i ragazzi a scuola incontrano psicologi, i media si sprecano oramai sull’argomento ma sembra che quanto più si faccia meno siano i risultati, sembra che non si sia trovata ancora la strada, il metodo, il sistema per far redimere i bulletti da 4 soldi ed i loro genitori, per fargli aprire sta cazzo di testa affinché prenda un pochino d’aria e magari il cervello ivi contenuto inizi a pulsare. Continua a leggere “Anche Pixar contro il bullismo”

Concerto all’alba – Sito palafitticolo del Palù del Livenza

“O Capitano mio Capitano”
La metafora del salire sulla cattedra che vuole insegnarci a guardare le cose da una prospettiva diversa.
Perchè ci convinciamo che per vedere le cose distintamente ci dobbiamo sempre ergere verso l’altro quando spesso ci dimentichiamo di come siano viste a rasoterra?
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Esiste sicuramente qualcosa di più bello, i miei figli che ridono, il profilo di mia moglie che li osserva, ma dimentichiamo troppo spesso quanto bello sia un sole che sorge, riflessi dorati di un paglione bagnato dalla rugiada, una betulla storta che s’inerpica verso il cielo, formiche instancabili che al ritmo del respiro avanzano inesorabili nei loro approvvigionamenti, un capriolo curioso che in rigoroso silenzio osserva da dietro ad un cespuglio.


Oggi sono al concerto all’alba, ho sacrificato l’acustica e la visuale, forse mancando di rispetto ai musicisti e alla narratrice sebbene non volesse essere mia intenzione, ma avevo bisogno di vederla quest’alba senza correre il rischio d’essere rincorso dalle macchie d’ombra, stando totalmente avvolto in un lago verde, in una diga incontenibile d’azzurro, tra una pioggia ferma sui fili d’erba del mattino.
Aroma di caffè nell’aria, sapore di bello che meritava d’essere gustato.

Domenica 22 luglio 2018
L’ANIMA ASCOLTA – Concerto all’alba
Ore 06:00 presso Palù di Livenza (Caneva, Via Longone)
Partecipazione gratuita
Maria Pia Colonnello – Voce Recitante
Angela Poletto – Pianoforte
Lorenzo Parravicini – Violoncello
Elena Bazzo Fedrigo – Soprano

Non sono un cuoco ma un pazzo da tuta alare.

Nonostante nel tempo mi sia impratichito con la pizza in tutto il resto non sono di certo un fenomeno, cucinare non è una mia grande passione, mangiare lo è sicuramente di più.
Quando ho aperto questo Blog sentivo la necessità di arricchirlo quando più possibile anche con rubriche un po’ lontane da quello che in realtà avrei solo voluto dire, forse per non renderlo troppo pesante con i miei pensieri, forse per conquistare qualche lettore in più, forse per dargli un’aria più leggera, poi in realtà nel tempo mi sono accorto che non ho bisogno di tutto questo, non ho bisogno di circondarmi delle cose che non mi appartengono. Continua a leggere “Non sono un cuoco ma un pazzo da tuta alare.”

La vendetta dell’asino.

In questo fine settimana (avevo scritto week end ma poi mi sono ricordato che siamo Italiani cribbio) sono riuscito a trovare il tempo per fare un salto al ciuco raduno, un’evento durante il quale in un bellissimo parco vicino a casa si ritrovano i possessori di asini, siano privati che di fattorie didattiche o maneggi.
Quest’anno ce n’erano oltre una ventina e per quanto mi riguarda, uno più bello dell’altro. Continua a leggere “La vendetta dell’asino.”

Music Vs Music

Certo bisogna dare adito di una cosa a quel marasma di giovani cantanti che oggi hanno invaso il mercato musicale, a differenza di 15/20 anni fa sono stati capaci di creare un nuovo canale di comunicazione, quello rivolto agli adolescenti e agli eterni emotivi.
Ci sono questi ragazzetti che rappano, cantano e che tirano fuori metafore o frasi che autori molto più famosi di loro magari hanno sognato per una vita.
E’ indiscutibile secondo me….quando io ero adolescente comunque ascoltavo cantanti che parlavano di amore, di sentimenti, ma lo facevano per un pubblico generalista, una canzone che andasse bene per te che avevi 15 anni o per tuo zio che ne aveva 45, oggi la musica è cambiata.
Certo l’ausilio dei videoclip, l’era di internet ha sicuramente modificato lo sviluppo musicale però la realtà vuole che questi giovani artisti siano in grado di far sognare i nostri figli, siano in grado di parlare la loro stessa lingua e fargli accapponare la pelle e nel 2018 sono poche le cose che fanno venire i brividi ad un tredicenne, vincere una partita a Fortnite, vedere la propria squadra vincere lo scudetto oppure essere toccato nel profondo da cose che non sapevano nemmeno di avere, sepolte dal consumismo degli anni 2000, le emozioni.
Vale anche un po’ per noi eterni sentimentali, quando vediamo un video come quello del “ballo delle incertezze” (di cui ne avevo già parlato), oppure quando vediamo gli ultimi 20 secondi del video “poesia senza veli”, quando cantiamo frasi come “siamo due rette parallele che non credono al destino scelto” oppure “non preoccuparti se la vita ti incasina, impari più da un mare mosso che da una piscina”, io le trovo molto meno banali di quello che possono sembrare.
Quando io avevo l’età di mio figlio o ascoltavi i grandi internazionali della musica di cui però alla fine non condividevi le parole quanto più la musica essendo sempre in inglese, oppure ai quei 4 cantanti italiani che cantavano l’amore nella sola forma in cui sapevano vederlo, molto spesso superficiale, banale, molto spesso lontano da come potesse essere interpretato da un giovane.
Si lo capisco che erano anni in cui si stava svoltando, in cui si sdoganavano il rock e le parole che con il monopolio della musica classica non si erano mai sentite…ma insomma lo capisco fino ad un certo punto.
In questo hanno forse peccato i giovani di allora che saremo noi, ha fatto scalpore Luis Miguel perchè era un ragazzetto quando si è fatto conoscere, ma non lo era quanto tutti i ragazzetti che oggi si raccontano?
Volete mettere “su di noi nemmeno una nuvola, su di noi nemmeno una favola”, contro “…perchè un viaggio cambia senso da come riempi i tuoi bagagli” ?

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