Grazie a Dio non c’è nessun Dio – Grace Paley

Grazie a Dio non c’è nessun Dio

Grazie a Dio non c’è nessun Dio
o saremmo tutti perduti

se fosse Lui che ci fa gridare
di angoscia feroce di fronte alla tortura
all’odio tre o quattro volte per generazione
non ci sarebbe speranza e seppure Lui permettesse
alla pace di apparire allora un giorno grandi lastre
di pietra sotto i frutteti e il mare potrebbero
muoversi piano una contro l’altra terremoto

se fosse stato Lui a costruire così stretto il ponte
su cui siamo esortati a passare
senza paura mentre intorno a noi Continue reading “Grazie a Dio non c’è nessun Dio – Grace Paley”

100603

100603

Succede ancora,
anche se sempre più raramente,
che mentre la campagna dorme io mi ritrovo qua,
con la birra in mano percorrendo l’autostrada della coscienza.
Un sacco di persone a ordinate file composte che procedono al lento ritmo del perdono.
Squadriglie di correzione emotiva ferme ad ogni piazzetta di sosta.
N o n n e p o s s o p i ù ! ! !
Metto la freccia e mi butto in sorpasso.

(Johnny Brillante)

Parlar non serve

[Parlar non serve]

Ed io lo vedo…
..lo vedo quel filo di tristezza che affiora nel cilestrino dell’ occhi quando incrocio il tuo sguardo.
..quel filo di rabbia che se ne sta la…sul gozzo…senza salire o scendere…
…e quel sorriso oramai evanescente che piano piano il tempo saprà riconquistare…
…son certo che trepida il cuore e a scorrer nel corpo voglia di dolcezza.
….parlar…
…parlar non serve.

Johnny Brillante

Margini – Massimo Botturi

Margini

Vengo da un posto di alberi mai soli
di spazi con le pecore perse
luce azzurra, mattino presto e poi calda miele.
Posti ignoti
ai più che fanno il mondo importante
posti argento, per l’acqua quando scava tra i prati.
Più vicini
di quanto l’apprendista play boy possa pensare
mezzi giusti, per la malinconia di ‘sto tempo passeggero
dove il silenzio sta a capotavola e c’ha il gusto
di fare le mie notti un tamburo di pensieri.
Vengo da un posto di mezzadria, di stalle e vacche
di sogni fatti spesso col tono della voce
di chi va alle osterie per cercare padri e figli.
Vengo da un posto inverno più lungo, ghiaccio ai coppi
dove le rondinelle faticano a volare
e i nuvoloni sono le donne, per noi becchi
che le vogliamo nude guardandole nel cielo.
Vengo da un posto pari e poi dispari, di morra
di giochi con le carte e di limonate fredde
di mani tra le cosce in un auto in piena estate
nascosti sotto un tiglio e spiati dalle stelle.
Da un posto programmato ad uccidere, a salvare
lontano quanto basta dalle città di mare
per non sentirne l’ozio di chi ci fa l’amore;
per non sentire il gusto terribile e affamato
di prendere una vela e scappare chissà dove.

(Massimo Botturi)

Che dare – The Gang – per me una poesia

Quello che trovate qui sotto è il testo di una canzone dei The Gang che ascolto da almeno 20 anni, anche se il brano è del 1991, non so perchè ma è uno di quei brani che fa parte della colonna sonora della mia vita, forse semplicemente perchè dentro c’è tutto.
E’ molto bello ascoltato ma a me piace più leggerlo e viverlo come fosse una poesia, anzi, se fosse nato poesia sarebbe stato il pezzo perfetto.

Che dare?

Passa il giorno viene la sera
con il suo vecchio mantello
chiara e fredda sarà la notte
come lama di coltello Continue reading “Che dare – The Gang – per me una poesia”

Mi voglio comprare una strada di montagna – Guido Catalano

Mi voglio comprare una strada di montagna

mi voglio comprare
una strada in montagna
una casa no
una strada

lì ci andrò
tutte le domeniche
con la corriera
tutte le domeniche andrò
nella mia strada in montagna

farò amicizia con gli scoiattoli
porterò loro delle paste secche Continue reading “Mi voglio comprare una strada di montagna – Guido Catalano”

Sempre bestia – Luigi Pirandello

Sempre Bestia
(tratto dalla raccolta “fuori di chiave” del 1912)

Senza far nulla, un leone è leone:
e un pover’uom dev’affrontar la morte
per avere l’onor del paragone
con quella bestia, senza stento, forte.

D’alti pensieri l’anima infelice
nutrite, si che s’alzi a eccelse mète.
Un gran premio v’aspetta. Vi si dice
che veramente un’aquila voi siete.

Sciogliete in soavissima armonia
il vostro chiuso intenso ardente duolo,
fatene una sublime poesia,
e vi diran che siete un rosignuolo.

Ma dunque per non essere una bestia
che dovrebbe far l’uomo? non far niente?
non pigliarsi ne affanno ne molestia?
E ciuco allora gli dirà la gente.

Scacco Matto – Ettore Smith

Scacco matto

Lontano un passo dal cambiamento
son io a dover decidere
le mosse scelte in tensione
la vittoria è la via che ho scelto
in questa partita ho dato il distacco
imperturbabile sino allo scacco
mi fermo, medito, sono lento
ho il tempo a mia disposizione
la corona provo ad abbattere
aspetto sino all’ultimo momento.
Scacco Matto.

(Ettore Smith)