Io odio PierPaolo

Hanno ad oggi il coraggio di chiamarti martire.
Io nasco… e un mese dopo tu muori ammazzato.
Due novembre 1975
giorno di commemorazione dei defunti,
seppur di te, nulla a parer mio, ci sia mai stato da onorare.
Celebrato dai salotti letterari,
dalla Roma che conta,
da una cultura ignorante
che ha preferito nascondere le tue vergogne
ed idolatrare il tuo talento.
Osannato come pioniere,
esploratore, avanguardista,
io non mi sento in colpa a rifiutarti.
Non riesco a leggerti.
Non riesco a guardarti.
Non riesco a credere che un addescatore
possa essere un esempio.

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Cosa vorresti fare da grande?

Mi ricordo che quand’ero piccolo una delle domande più frequenti che mi venivano fatte dagli adulti era “cosa vorresti fare da grande?”
Ora che mi è stato passato il testimone e faccio parte del mondo dei grandi capita anche a me di rivolgere la stessa domanda ai ragazzini.
La realtà è che ben pochi di noi alla fine ci siamo ritrovati a fare l’astronauta, piuttosto che il pompiere, il poliziotto, la ballerina o quella che cura gli animali.
Le dinamiche e gli eventi come sempre succede giocano tiri strani e tu che ad otto anni eri convinto che avresti fatto di tutto per fare l’attore oggi invece ti ritrovi a fare il magazziniere per un supermarket. Continua a leggere “Cosa vorresti fare da grande?”

A te

A te che ti incazzi se non arrivi primo ma che ogni santa volta stai dalla parte degli ultimi.
A te che a quattordici anni mi dici sempre no, poi forse e poi si ma facendomi credere che era il tuo pensiero iniziale pur di non darmi ragione.
A te, che ti innamori ogni volta con la passione della prima volta.
A te che una volta mi abbracciavi mentre dicevi “ciao papà” ed ora con un colpo di ciuffo mi concedi un “bella fratm”
A te che ridi sempre, che mi guardi chiedendomi con gli occhi cosa sia successo per non ridere più come poche volte mi hai visto fare.
A te che spacchi il mondo e poi mi chiedi se dormiamo insieme sul divano.
A te che pulire la camera vuol dire mettere il joystick in carica.
A te che affronti le sfide con la testa alta ed il cuore in mano.
A te che sai riconoscere i tuoi sbagli, per poi ricommetterli con più esperienza (com’è giusto che sia alla tua età)
A te che non chiami mai per avvisare ma che famiglia vuol dire tutto.
A te che senza di te non saprei piu curvare la bocca all’insù.

Papà

A te

A te che disegni gli unicorni mentre ascolti Mondo Marcio.
A te che mi rubi gli attrezzi di nascosto per “creare” sempre qualcosa di nuovo e non li rimetti mai al loro posto.
A te che guardi tuo fratello come un idolo, poi lo mandi a quel paese ma poi ti arrabbi se non ti abbraccia.
A te che vorresti mettere un ombrello sopra alle lumache che vagano sotto la pioggia, che ti fanno tenerezza anche i colombi scagazzoni e che ti porti il cane in camera di nascosto.
A te che conosci tutti i colori, dal solidago al bruno Van Dyck, dall’eliotropo al nembo, dall’amaranto all’uovo di Pettirosso.
A te che vorresti talmente tanto un cavallo che a volte trasformi il tuo pinscher in un purosangue.
A te che sei talmente golosa che quando mangi un dolce e te ne chiedo un pezzetto, metti le dita perché non te ne mangi troppo, ma che poi presa dal rimorso mi lasci sempre il boccone finale.
A te, che senza te, non sarei più capace di vedere il mondo a colori.

Papà

Decorticazione

Qualcuno la conosce la storia delle piante di sughero?
Il sughero viene piantato, poi si aspetta.
La prima decorticazione, cioè l’operazione che prevede l’esportazione della corteccia avviene solo dopo 25 anni, la seconda 9 anni dopo, quando la pianta ne ha ormai 34.
Pensate che il sughero ottenuto in queste due occasioni è talmente irregolare e duro che viene utilizzato solo per scopi edili, visto che risulta essere un ottimo isolante. Continua a leggere “Decorticazione”

Come il pane secco

Come il pane secco

Un paio di sabati fa sono andato in discarica, accompagnato da mio figlio.
Mentre ultimavamo il nostro lavoro abbiamo visto un signore, occhio e croce prossimo alla settantina che doveva scaricare diversi secchi di calcinacci apparentemente pesanti, ci siamo offerti di dargli una mano e la prima impressione che ho avuto è stata quella di uno sguardo torvo, perplesso e dubbioso.
Oggi la cosa mi è successa di nuovo, un signore che nonostante l’età sembrava comunque giovanile ed ancora atletico, mi avvicino e chiedo se posso aiutarlo a scaricare le cose pesanti, lo sguardo è stato lo stesso della scorsa volta.
Poi alla fine, in entrambi i casi, hanno ringraziato e si sono sciolti in un sorriso o perlomeno l’hanno abbozzato.
Da questa piccola cosa nasce questo pensiero.

 

Come il pane secco.

Il pane è sempre stato il simbolo della vita.
Il profumo del pane fresco ancora oggi dopo migliaia di anni fa sognare, eppure la storia si ripete, compriamo pane e parte di esso è destinata ad invecchiare e quando il pane invecchia diventa duro, diventa duro prima nella crosta e poi col tempo anche al suo interno.
Cosa ci fai con il pane vecchio? Molti scelgono di buttarlo, anche se….

Anche se il pane vecchio è il migliore da mettere nell’ insalata.
Anche se il pane vecchio è una golosità per un cane abituato a crocchette.
Anche se con il pane vecchio ci puoi fare un buonissimo budino o le migliori bruschette della storia.
Ecco prendiamo le bruschette ad esempio, prendi il pane vecchio, gli dai una bella scaldata e non solo si ammorbidisce, ma diventa fragrante, saporito, gustoso.
Allora tu, settantenne che ti trovi d’innanzi una persona più giovane, scegli se vuoi essere buttato o se vuoi darti una nuova possibilità.
Lo posso capire che la società sia difficile, che tu l’abbia presa nel culo un sacco di volte o che le insidie si nascondano ovunque, ma se qualcuno ti chiede semplicemente “la posso aiutare?” non vuol dire per forza che voglia qualcosa in cambio, che voglia dei soldi o abbia un interesse, non ostinarti a pensare che le cose siano sempre difficili e complicate, magari chi hai dinnanzi vuole solo darti una mano, punto.
E se poi ti senti in debito, se poi pensi “cacchio, guarda che roba, pensavo non esistessero più queste persone” allora pagalo, pagalo con le monete più di valore che hai, che sono un sorriso, una stretta di mano ed un grazie.
Certo tieni gli occhi aperti, ma sono certo che l’esperienza per capire chi hai dinnanzi di certo non ti manca, e se qualcuno anche per un attimo ti propone di diventare una bruschetta, impara a mettere via le cose che ti hanno fatto ammuffire cosi velocemente dentro e prova di nuovo a farti dare una scaldata.

Odio te, uomo che…

Ognuno di noi nutre, che lo voglia o meno, dell’odio.
Io odio te, uomo, che hai messo e metti tutt’ora in imbarazzo le donne.
Odio te, uomo, che le pieghi al tuo volere, prima conquistandole e poi rendendole dipendenti di un’amore che amore non può essere.
Odio te, uomo, che invece di coltivare la loro bellezza, la loro naturale luce, le opprimi in un mondo lontano da parametri sociali e le convinci di essere ciò che non sono. Continua a leggere “Odio te, uomo che…”