La mia vita da castagna

Ci sono ricordi che senti essere li ma che non riaffiorano mai, o perlomeno non riaffiorano finché non si presenta un elemento scatenante.
Ho sempre adorato l’autunno, saranno i colori, sarà che sono sempre stato un melanconico (si avete letto bene, melanconico, altro non è che una variante del termine malinconico ma generalmente preferita nell’ambito psichiatrico), sarà che è il periodo nel quale inizio a bere il tè con il miele (di castagno), sarà che soffro il troppo caldo e quindi il mio corpo in autunno si trova in perfetta sintonia con le temperature, sarà che starsene sul divano ogni tanto è bello ma starsene sul divano ogni tanto con la copertina è meglio, sarà che se d’estate taglio l’erba una volta a settimana perché l’erba tagliata da sempre una bella impressione di pulito e ordine, d’autunno invece cerco di non tagliarla troppo spesso perché tutte le foglie a terra mi danno quell’idea che tutto perfetto non lo debba essere sempre e per forza, sarà che mi piace vedere i lampioni accesi lungo le strade, ma soprattutto sarà che adoro le castagne. Continua a leggere “La mia vita da castagna”

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Cosa vorresti fare da grande?

Mi ricordo che quand’ero piccolo una delle domande più frequenti che mi venivano fatte dagli adulti era “cosa vorresti fare da grande?”
Ora che mi è stato passato il testimone e faccio parte del mondo dei grandi capita anche a me di rivolgere la stessa domanda ai ragazzini.
La realtà è che ben pochi di noi alla fine ci siamo ritrovati a fare l’astronauta, piuttosto che il pompiere, il poliziotto, la ballerina o quella che cura gli animali.
Le dinamiche e gli eventi come sempre succede giocano tiri strani e tu che ad otto anni eri convinto che avresti fatto di tutto per fare l’attore oggi invece ti ritrovi a fare il magazziniere per un supermarket. Continua a leggere “Cosa vorresti fare da grande?”

Come il pane secco

Come il pane secco

Un paio di sabati fa sono andato in discarica, accompagnato da mio figlio.
Mentre ultimavamo il nostro lavoro abbiamo visto un signore, occhio e croce prossimo alla settantina che doveva scaricare diversi secchi di calcinacci apparentemente pesanti, ci siamo offerti di dargli una mano e la prima impressione che ho avuto è stata quella di uno sguardo torvo, perplesso e dubbioso.
Oggi la cosa mi è successa di nuovo, un signore che nonostante l’età sembrava comunque giovanile ed ancora atletico, mi avvicino e chiedo se posso aiutarlo a scaricare le cose pesanti, lo sguardo è stato lo stesso della scorsa volta.
Poi alla fine, in entrambi i casi, hanno ringraziato e si sono sciolti in un sorriso o perlomeno l’hanno abbozzato.
Da questa piccola cosa nasce questo pensiero.

 

Come il pane secco.

Il pane è sempre stato il simbolo della vita.
Il profumo del pane fresco ancora oggi dopo migliaia di anni fa sognare, eppure la storia si ripete, compriamo pane e parte di esso è destinata ad invecchiare e quando il pane invecchia diventa duro, diventa duro prima nella crosta e poi col tempo anche al suo interno.
Cosa ci fai con il pane vecchio? Molti scelgono di buttarlo, anche se….

Anche se il pane vecchio è il migliore da mettere nell’ insalata.
Anche se il pane vecchio è una golosità per un cane abituato a crocchette.
Anche se con il pane vecchio ci puoi fare un buonissimo budino o le migliori bruschette della storia.
Ecco prendiamo le bruschette ad esempio, prendi il pane vecchio, gli dai una bella scaldata e non solo si ammorbidisce, ma diventa fragrante, saporito, gustoso.
Allora tu, settantenne che ti trovi d’innanzi una persona più giovane, scegli se vuoi essere buttato o se vuoi darti una nuova possibilità.
Lo posso capire che la società sia difficile, che tu l’abbia presa nel culo un sacco di volte o che le insidie si nascondano ovunque, ma se qualcuno ti chiede semplicemente “la posso aiutare?” non vuol dire per forza che voglia qualcosa in cambio, che voglia dei soldi o abbia un interesse, non ostinarti a pensare che le cose siano sempre difficili e complicate, magari chi hai dinnanzi vuole solo darti una mano, punto.
E se poi ti senti in debito, se poi pensi “cacchio, guarda che roba, pensavo non esistessero più queste persone” allora pagalo, pagalo con le monete più di valore che hai, che sono un sorriso, una stretta di mano ed un grazie.
Certo tieni gli occhi aperti, ma sono certo che l’esperienza per capire chi hai dinnanzi di certo non ti manca, e se qualcuno anche per un attimo ti propone di diventare una bruschetta, impara a mettere via le cose che ti hanno fatto ammuffire cosi velocemente dentro e prova di nuovo a farti dare una scaldata.

Le tette delle suore

Che anche le suore abbiano le tette credo sia appurato.
Spero nessuno si scandalizzi se parliamo delle tette delle suore, sembrerà strano, inusuale, ma ve lo posso giurare, le hanno anche loro.
Se poi sei nel 1986, hai 11 anni e finita la scuola frequenti il Grest parrocchiale allora puoi capire tutto quello che stai per leggere. Continua a leggere “Le tette delle suore”

Odio te, uomo che…

Ognuno di noi nutre, che lo voglia o meno, dell’odio.
Io odio te, uomo, che hai messo e metti tutt’ora in imbarazzo le donne.
Odio te, uomo, che le pieghi al tuo volere, prima conquistandole e poi rendendole dipendenti di un’amore che amore non può essere.
Odio te, uomo, che invece di coltivare la loro bellezza, la loro naturale luce, le opprimi in un mondo lontano da parametri sociali e le convinci di essere ciò che non sono. Continua a leggere “Odio te, uomo che…”

La notte

La notte mi ha sempre affascinato.
Purtroppo la stanchezza fisica prevarica in maniera aggressiva la mia voglia di stare sveglio nel buio ad ascoltare il silenzio o i piccoli rumori che caratterizzano la notte, facendomi crollare sempre troppo velocemente in un sonno cavernoso.
Ciò nonostante le ore notturne restano, oltre che tremendamente curiose, il simbolo di tutti coloro che travolti dalla frenesia vogliono costruire qualcosa di parallelo a ciò che già fanno durante il giorno. Continua a leggere “La notte”

I Ricordi degli altri

Accumulatori compulsivi di certo no, però va detto che abbiamo la tendenza alla conservazione.
Non mi riferisco solo a ciò che accatastiamo in cantine, garage, mansarde o soffitte, ma anche a cose che custodiamo e teniamo in vista nel quotidiano.
Spolverando una mensola l’altro giorno mi sono ritrovato in mano una cornice del primo compleanno di un bimbo che oggi deve averne quasi 20 ma che non vediamo almeno da 10, bimbo che peraltro al tempo abbiamo tenuto a battesimo, poi i rapporti con i genitori si sono interrotti per mille vicissitudini, ma lui è imperterrito li, sulla mensola, bello in vista nel mio salotto. Continua a leggere “I Ricordi degli altri”