Io al black Friday preferisco….

Io al Black Friday preferisco di gran lunga i Black Sabbath

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The Zen Circus – L’anima non conta

Per la serie musica indie italiana che poi viene sempre spacciata per una musica schierata a sinistra e non si capisce il perchè ecco una canzone di un gruppo che in pochi pochi conoscono, The Zen Circus.
Anch’io li ho scoperti da poco nonostante abbiano 10 album all’attivo e suonino da decenni. Continua a leggere “The Zen Circus – L’anima non conta”

Concerto all’alba – Sito palafitticolo del Palù del Livenza

“O Capitano mio Capitano”
La metafora del salire sulla cattedra che vuole insegnarci a guardare le cose da una prospettiva diversa.
Perchè ci convinciamo che per vedere le cose distintamente ci dobbiamo sempre ergere verso l’altro quando spesso ci dimentichiamo di come siano viste a rasoterra?
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Esiste sicuramente qualcosa di più bello, i miei figli che ridono, il profilo di mia moglie che li osserva, ma dimentichiamo troppo spesso quanto bello sia un sole che sorge, riflessi dorati di un paglione bagnato dalla rugiada, una betulla storta che s’inerpica verso il cielo, formiche instancabili che al ritmo del respiro avanzano inesorabili nei loro approvvigionamenti, un capriolo curioso che in rigoroso silenzio osserva da dietro ad un cespuglio.


Oggi sono al concerto all’alba, ho sacrificato l’acustica e la visuale, forse mancando di rispetto ai musicisti e alla narratrice sebbene non volesse essere mia intenzione, ma avevo bisogno di vederla quest’alba senza correre il rischio d’essere rincorso dalle macchie d’ombra, stando totalmente avvolto in un lago verde, in una diga incontenibile d’azzurro, tra una pioggia ferma sui fili d’erba del mattino.
Aroma di caffè nell’aria, sapore di bello che meritava d’essere gustato.

Domenica 22 luglio 2018
L’ANIMA ASCOLTA – Concerto all’alba
Ore 06:00 presso Palù di Livenza (Caneva, Via Longone)
Partecipazione gratuita
Maria Pia Colonnello – Voce Recitante
Angela Poletto – Pianoforte
Lorenzo Parravicini – Violoncello
Elena Bazzo Fedrigo – Soprano

Music Vs Music

Certo bisogna dare adito di una cosa a quel marasma di giovani cantanti che oggi hanno invaso il mercato musicale, a differenza di 15/20 anni fa sono stati capaci di creare un nuovo canale di comunicazione, quello rivolto agli adolescenti e agli eterni emotivi.
Ci sono questi ragazzetti che rappano, cantano e che tirano fuori metafore o frasi che autori molto più famosi di loro magari hanno sognato per una vita.
E’ indiscutibile secondo me….quando io ero adolescente comunque ascoltavo cantanti che parlavano di amore, di sentimenti, ma lo facevano per un pubblico generalista, una canzone che andasse bene per te che avevi 15 anni o per tuo zio che ne aveva 45, oggi la musica è cambiata.
Certo l’ausilio dei videoclip, l’era di internet ha sicuramente modificato lo sviluppo musicale però la realtà vuole che questi giovani artisti siano in grado di far sognare i nostri figli, siano in grado di parlare la loro stessa lingua e fargli accapponare la pelle e nel 2018 sono poche le cose che fanno venire i brividi ad un tredicenne, vincere una partita a Fortnite, vedere la propria squadra vincere lo scudetto oppure essere toccato nel profondo da cose che non sapevano nemmeno di avere, sepolte dal consumismo degli anni 2000, le emozioni.
Vale anche un po’ per noi eterni sentimentali, quando vediamo un video come quello del “ballo delle incertezze” (di cui ne avevo già parlato), oppure quando vediamo gli ultimi 20 secondi del video “poesia senza veli”, quando cantiamo frasi come “siamo due rette parallele che non credono al destino scelto” oppure “non preoccuparti se la vita ti incasina, impari più da un mare mosso che da una piscina”, io le trovo molto meno banali di quello che possono sembrare.
Quando io avevo l’età di mio figlio o ascoltavi i grandi internazionali della musica di cui però alla fine non condividevi le parole quanto più la musica essendo sempre in inglese, oppure ai quei 4 cantanti italiani che cantavano l’amore nella sola forma in cui sapevano vederlo, molto spesso superficiale, banale, molto spesso lontano da come potesse essere interpretato da un giovane.
Si lo capisco che erano anni in cui si stava svoltando, in cui si sdoganavano il rock e le parole che con il monopolio della musica classica non si erano mai sentite…ma insomma lo capisco fino ad un certo punto.
In questo hanno forse peccato i giovani di allora che saremo noi, ha fatto scalpore Luis Miguel perchè era un ragazzetto quando si è fatto conoscere, ma non lo era quanto tutti i ragazzetti che oggi si raccontano?
Volete mettere “su di noi nemmeno una nuvola, su di noi nemmeno una favola”, contro “…perchè un viaggio cambia senso da come riempi i tuoi bagagli” ?

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