Cosa vorresti fare da grande?

Mi ricordo che quand’ero piccolo una delle domande più frequenti che mi venivano fatte dagli adulti era “cosa vorresti fare da grande?”
Ora che mi è stato passato il testimone e faccio parte del mondo dei grandi capita anche a me di rivolgere la stessa domanda ai ragazzini.
La realtà è che ben pochi di noi alla fine ci siamo ritrovati a fare l’astronauta, piuttosto che il pompiere, il poliziotto, la ballerina o quella che cura gli animali.
Le dinamiche e gli eventi come sempre succede giocano tiri strani e tu che ad otto anni eri convinto che avresti fatto di tutto per fare l’attore oggi invece ti ritrovi a fare il magazziniere per un supermarket. Continua a leggere “Cosa vorresti fare da grande?”

A te

A te che ti incazzi se non arrivi primo ma che ogni santa volta stai dalla parte degli ultimi.
A te che a quattordici anni mi dici sempre no, poi forse e poi si ma facendomi credere che era il tuo pensiero iniziale pur di non darmi ragione.
A te, che ti innamori ogni volta con la passione della prima volta.
A te che una volta mi abbracciavi mentre dicevi “ciao papà” ed ora con un colpo di ciuffo mi concedi un “bella fratm”
A te che ridi sempre, che mi guardi chiedendomi con gli occhi cosa sia successo per non ridere più come poche volte mi hai visto fare.
A te che spacchi il mondo e poi mi chiedi se dormiamo insieme sul divano.
A te che pulire la camera vuol dire mettere il joystick in carica.
A te che affronti le sfide con la testa alta ed il cuore in mano.
A te che sai riconoscere i tuoi sbagli, per poi ricommetterli con più esperienza (com’è giusto che sia alla tua età)
A te che non chiami mai per avvisare ma che famiglia vuol dire tutto.
A te che senza di te non saprei piu curvare la bocca all’insù.

Papà

A te

A te che disegni gli unicorni mentre ascolti Mondo Marcio.
A te che mi rubi gli attrezzi di nascosto per “creare” sempre qualcosa di nuovo e non li rimetti mai al loro posto.
A te che guardi tuo fratello come un idolo, poi lo mandi a quel paese ma poi ti arrabbi se non ti abbraccia.
A te che vorresti mettere un ombrello sopra alle lumache che vagano sotto la pioggia, che ti fanno tenerezza anche i colombi scagazzoni e che ti porti il cane in camera di nascosto.
A te che conosci tutti i colori, dal solidago al bruno Van Dyck, dall’eliotropo al nembo, dall’amaranto all’uovo di Pettirosso.
A te che vorresti talmente tanto un cavallo che a volte trasformi il tuo pinscher in un purosangue.
A te che sei talmente golosa che quando mangi un dolce e te ne chiedo un pezzetto, metti le dita perché non te ne mangi troppo, ma che poi presa dal rimorso mi lasci sempre il boccone finale.
A te, che senza te, non sarei più capace di vedere il mondo a colori.

Papà

Quando Freddie raccontò la verità a sua madre (e a se stesso)

Ehi ciao mamma.
Hai 5 minuti per me?
Dai siediti qui.
Come stai mamma?
Voglio raccontarti una cosa, però mi devi ascoltare.
Sai mamma a volte mi chiedo se questa sia la vita vera oppure se sia solo una fantasia.
Per tutte le volte in cui mi sento euforico ce ne sono altrettante per le quali mi sento depresso mamma.
A volte è come se tutto mi franasse addosso, e ti dirò che a volte non mi dispiace ritrovarmi sepolto sotto questa frana, forse l’idea di sentirmi nascosto e protetto è un modo banale per non raccontarmi la verità. Continua a leggere “Quando Freddie raccontò la verità a sua madre (e a se stesso)”

Odio te, uomo che…

Ognuno di noi nutre, che lo voglia o meno, dell’odio.
Io odio te, uomo, che hai messo e metti tutt’ora in imbarazzo le donne.
Odio te, uomo, che le pieghi al tuo volere, prima conquistandole e poi rendendole dipendenti di un’amore che amore non può essere.
Odio te, uomo, che invece di coltivare la loro bellezza, la loro naturale luce, le opprimi in un mondo lontano da parametri sociali e le convinci di essere ciò che non sono. Continua a leggere “Odio te, uomo che…”

I Ricordi degli altri

Accumulatori compulsivi di certo no, però va detto che abbiamo la tendenza alla conservazione.
Non mi riferisco solo a ciò che accatastiamo in cantine, garage, mansarde o soffitte, ma anche a cose che custodiamo e teniamo in vista nel quotidiano.
Spolverando una mensola l’altro giorno mi sono ritrovato in mano una cornice del primo compleanno di un bimbo che oggi deve averne quasi 20 ma che non vediamo almeno da 10, bimbo che peraltro al tempo abbiamo tenuto a battesimo, poi i rapporti con i genitori si sono interrotti per mille vicissitudini, ma lui è imperterrito li, sulla mensola, bello in vista nel mio salotto. Continua a leggere “I Ricordi degli altri”

Amo la falsa diversità

Amo la diversità.
Amo le donne che giocano a rugby, gli uomini che si rilassano con l’uncinetto, amo le donne che fanno le gare di rutti e gli uomini che bramano nel far shopping, amo le donne con il trapano in mano e mi piacciono gli uomini che non disdegnano di fare le pulizie di casa.
Amo la diversità.
Amo le donne in giacca e cravatta e gli uomini che ballano il liscio, le donne che Continua a leggere “Amo la falsa diversità”

Altruismo

Forse va fatto un punto della situazione sul concetto di altruismo.
Oramai è di concezione comune che l’altruismo sia simile all’idea di appartenenza politica, o sei altruista o sei egoista, come dire se stai a destra non puoi stare a sinistra.
C’è chi crede che l’altruismo sia il fulcro risolutivo di questo malessere sociale, c’è chi crede che invece lo sia il pensare solo a se stessi e gli altri che si arrangino.
No, non mi schiero da una parte e non mi schiero nemmeno dall’altra, semplicemente perché l’altruismo va a braccetto con il buonsenso, ed il buonsenso secondo me non ha un confine. Continua a leggere “Altruismo”

Bilanci e bilance

Oramai le ferie Natalizie sono finite.
Il mio ultimo post risale a quasi un mese fa.
E’ stato un periodo strano, non ho percepito per nulla lo spirito che queste feste generalmente portano con se, fare e disfare l’albero è stato asettico, ho provato a stimolare il tutto con la solita compilation di Jingle Bells e Tu scendi dalle stelle, niente da fare, tracciato piatto. Continua a leggere “Bilanci e bilance”

Gli anni del ragù

Lo so che il titolo potrebbe sembrare la presa per il culo della canzone di Max Pezzali:

Gli anni d’oro del grande Real
Gli anni di Happy Days e di Ralph Malph
Gli anni delle immense compagnie
Gli anni in motorino sempre in due
Gli anni di “Che belli erano i film”
Gli anni dei Roy Rogers come jeans
Gli anni di “Qualsiasi cosa fai”
Gli anni del “Tranquillo, siam qui noi, siamo qui noi”

….ma no…tranquilli….il titolo non ha nulla a che fare con gli 883.
Se vogliamo cercare però un pochino più a fondo un legame potremo trovarlo, si perché volevo rinfrescare un ricordo che riguarda proprio quegli anni li.
Sabato ho preparato il ragù, ne ho fatto un pentolone, buono il ragù.

Continua a leggere “Gli anni del ragù”

L’arte di vedere l’arte

C’è chi vede in un quadro di Picasso la massima espressione dell’arte contemporanea e chi il disegno fatto da suo figlio all’asilo.
C’è chi vede in Cattelan il genio realista chi invece un semplice provocatore, chi in Christo il blasfemo che vuole mettere chiunque nella condizione di camminare sull’acqua chi invece un artista unico nel suo genere.
C’è chi vede vede l’arte e chi no.
Sono sempre stato convinto di essere un individuo intollerante alla comprensione, mi sono sempre auto flagellato su questa cosa chiedendomi cosa mi mancasse per capire il significato di certe opere, perché non mi incuriosissero, perché non riuscissi a cogliere il messaggio che si nasconde dietro ad una pennellata, dietro ad un colpo di scalpello, dietro ad una sbombolettata. Continua a leggere “L’arte di vedere l’arte”

Finché non si apre il sipario non si è mai veramente pronti

Finché non si apre il sipario non si è mai veramente pronti.
E’ cosi, la paura, i dubbi, le perplessità, la sensazione di non farcela sono elementi che caratterizzano l’attore fino a che non si apre il sipario, finché non si fa il primo passo verso il pubblico, finché non si frantuma quel muro che separa il palco dalla platea, ed una volta fatto quel passo ci si accorge che tutti quei dubbi e quelle perplessità erano soltanto fumo. Continua a leggere “Finché non si apre il sipario non si è mai veramente pronti”

Quando il gatto non c’è…

Oggi quando il gatto non c’è i topi ballano.

Ma con il tempo il gatto invecchierà, i topi cresceranno ed invece di ballare aspetteranno che il gatto si allontani per fare l’amore.
D’altronde anche il gatto quand’era giovane aspettava che il cane si allontanasse…
Ed il cane pure aspettava che il padrone uscisse….
Ed il padrone credete che non aspettasse che la nonna andasse in paese?

Vaffanculo

Questo pezzo l’avevo scritto tempo fa in un progetto con Liza io avevo condiviso il suo sfogo e lei aveva condiviso il mio, a distanza di oltre un anno mi è ricapitato tra le mani e mi ha fatto piacere rileggerlo (vedo che molto poi non è cambiato), oggi decido di pubblicarlo anche sul mio Blog per non perderne traccia (scusami Liza). Continua a leggere “Vaffanculo”

Azione –> Reazione (Smash)

Mi sono svegliato con la luna storta, ho dormito poco, ho mal di testa e sono nervoso e come se non bastasse è tutta la settimana che aspetto il sabato per finire dei lavori ed hanno messo pioggia, vaffanculo. Continua a leggere “Azione –> Reazione (Smash)”