Amo la falsa diversità

Amo la diversità.
Amo le donne che giocano a rugby, gli uomini che si rilassano con l’uncinetto, amo le donne che fanno le gare di rutti e gli uomini che bramano nel far shopping, amo le donne con il trapano in mano e mi piacciono gli uomini che non disdegnano di fare le pulizie di casa.
Amo la diversità.
Amo le donne in giacca e cravatta e gli uomini che ballano il liscio, le donne che Continua a leggere “Amo la falsa diversità”

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Altruismo

Forse va fatto un punto della situazione sul concetto di altruismo.
Oramai è di concezione comune che l’altruismo sia simile all’idea di appartenenza politica, o sei altruista o sei egoista, come dire se stai a destra non puoi stare a sinistra.
C’è chi crede che l’altruismo sia il fulcro risolutivo di questo malessere sociale, c’è chi crede che invece lo sia il pensare solo a se stessi e gli altri che si arrangino.
No, non mi schiero da una parte e non mi schiero nemmeno dall’altra, semplicemente perché l’altruismo va a braccetto con il buonsenso, ed il buonsenso secondo me non ha un confine. Continua a leggere “Altruismo”

Anna Lou ed il guerriero senza patria e senza spada

Certo quando il mondo che osservi, lo guardi per la maggior parte del tempo sdraiato nel tuo letto la visione che puoi averne potrebbe sembrare distorta, ma forse neanche tanto.
A questo pensava Anna Lou, una magliettina bianca con disegnato un megafono dal quale invece di uscire parole uscivano smartphone di ogni sorta, dei pantaloncini verdi ed paio di cuffie ad assicurarle una finta privacy che da almeno un’ora in loop riproducevano sempre la stessa canzone:

Non so se sono stato mai poeta
e non mi importa niente di saperlo
riempirò i bicchieri del mio vino
non so com’è però vi invito a berlo
e le masturbazioni celebrali
le lascio a chi è maturo al punto giusto
le mie canzoni voglio raccontarle
a chi sa masturbarsi per il gusto.

Anna Lou nonostante la sua giovane età lo capiva a Pierangelo Bertoli, capiva chi come lui non trovava il senso di doversi definire per forza, oggi dove i social dominano e decretano la tua posizione nella scala gerarchica sociale Bertoli se non lo avesse portato via prima la malattia si sarebbe suicidato.

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Anna Lou ed il posatore di piastrelle

“Non puoi pensare sempre che tutti siano degli stronzi Anna Lou, a te potrà sembrare strano, potrai non capirlo ma ci sono delle persone che comunque ti vogliono bene ma che tu tratti sempre come delle merde.”
“Capirai, la zia Orietta ha 80 anni e da almeno 20 non capisce un cazzo, cosa vuoi che cambi se vengo a trovarla o no? probabilmente non ha idea ne di chi sia ne del perchè io vada la, dai mamma è tempo perso lo sappiamo e poi sono rapporti che interessano a te”
La mamma di Anna Lou era stufa di litigare con questa figlia adolescente che per qualsiasi cosa era in grado di creare problemi insormontabili e drammi di qualsiasi sorta, non aveva più pazienza, non aveva più voglia, eppure era incastrata in una rotonda senza uscite e altro non poteva fare che continuare a girare in tondo guardando avanti. Continua a leggere “Anna Lou ed il posatore di piastrelle”

Bilanci e bilance

Oramai le ferie Natalizie sono finite.
Il mio ultimo post risale a quasi un mese fa.
E’ stato un periodo strano, non ho percepito per nulla lo spirito che queste feste generalmente portano con se, fare e disfare l’albero è stato asettico, ho provato a stimolare il tutto con la solita compilation di Jingle Bells e Tu scendi dalle stelle, niente da fare, tracciato piatto. Continua a leggere “Bilanci e bilance”

Gli anni del ragù

Lo so che il titolo potrebbe sembrare la presa per il culo della canzone di Max Pezzali:

Gli anni d’oro del grande Real
Gli anni di Happy Days e di Ralph Malph
Gli anni delle immense compagnie
Gli anni in motorino sempre in due
Gli anni di “Che belli erano i film”
Gli anni dei Roy Rogers come jeans
Gli anni di “Qualsiasi cosa fai”
Gli anni del “Tranquillo, siam qui noi, siamo qui noi”

….ma no…tranquilli….il titolo non ha nulla a che fare con gli 883.
Se vogliamo cercare però un pochino più a fondo un legame potremo trovarlo, si perché volevo rinfrescare un ricordo che riguarda proprio quegli anni li.
Sabato ho preparato il ragù, ne ho fatto un pentolone, buono il ragù.

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L’arte di vedere l’arte

C’è chi vede in un quadro di Picasso la massima espressione dell’arte contemporanea e chi il disegno fatto da suo figlio all’asilo.
C’è chi vede in Cattelan il genio realista chi invece un semplice provocatore, chi in Christo il blasfemo che vuole mettere chiunque nella condizione di camminare sull’acqua chi invece un artista unico nel suo genere.
C’è chi vede vede l’arte e chi no.
Sono sempre stato convinto di essere un individuo intollerante alla comprensione, mi sono sempre auto flagellato su questa cosa chiedendomi cosa mi mancasse per capire il significato di certe opere, perché non mi incuriosissero, perché non riuscissi a cogliere il messaggio che si nasconde dietro ad una pennellata, dietro ad un colpo di scalpello, dietro ad una sbombolettata. Continua a leggere “L’arte di vedere l’arte”