Io odio PierPaolo

Hanno ad oggi il coraggio di chiamarti martire.
Io nasco… e un mese dopo tu muori ammazzato.
Due novembre 1975
giorno di commemorazione dei defunti,
seppur di te, nulla a parer mio, ci sia mai stato da onorare.
Celebrato dai salotti letterari,
dalla Roma che conta,
da una cultura ignorante
che ha preferito nascondere le tue vergogne
ed idolatrare il tuo talento.
Osannato come pioniere,
esploratore, avanguardista,
io non mi sento in colpa a rifiutarti.
Non riesco a leggerti.
Non riesco a guardarti.
Non riesco a credere che un addescatore
possa essere un esempio.

A te

A te che disegni gli unicorni mentre ascolti Mondo Marcio.
A te che mi rubi gli attrezzi di nascosto per “creare” sempre qualcosa di nuovo e non li rimetti mai al loro posto.
A te che guardi tuo fratello come un idolo, poi lo mandi a quel paese ma poi ti arrabbi se non ti abbraccia.
A te che vorresti mettere un ombrello sopra alle lumache che vagano sotto la pioggia, che ti fanno tenerezza anche i colombi scagazzoni e che ti porti il cane in camera di nascosto.
A te che conosci tutti i colori, dal solidago al bruno Van Dyck, dall’eliotropo al nembo, dall’amaranto all’uovo di Pettirosso.
A te che vorresti talmente tanto un cavallo che a volte trasformi il tuo pinscher in un purosangue.
A te che sei talmente golosa che quando mangi un dolce e te ne chiedo un pezzetto, metti le dita perché non te ne mangi troppo, ma che poi presa dal rimorso mi lasci sempre il boccone finale.
A te, che senza te, non sarei più capace di vedere il mondo a colori.

Papà

Felicità

Felicità

La felicità è un sentimento segreto, esclusivo,
inquisitorio, dolcissimo e supremamente crudele.
Vi si sta arroccati come in un palazzo di ferro e cemento, dalle grandi vetrate;
nello stesso tempo è un riflesso sull’acqua che non solo la brezza,
ma l’ombra di un passante può alterare…
La felicità non si narra.
Si può appena, come la pioggia scorrendo a rivoli sui vetri traccia e scancella delle figurazioni,
annotare i momenti salienti che ci consentono di intravederla.
E un’altra cosa so della felicità: che essa è muta.

(Vasco Pratolini)

Lo vedi, è la lingua – Roberto Sanesi

Lo vedi, è la lingua

E così ora ti senti
piovigginoso, malato, pieno di avverbi autunnali,
di sostantivi distratti, di oggetti ritrovati
e subito perduti, sgretolati, di annotazioni che scorrono
per troppe pagine al piede della vita, e non sai
come funziona il gioco del rimando. Continua a leggere “Lo vedi, è la lingua – Roberto Sanesi”

Musica d’autunno – Anna Rijtano Mallus

Si prospetta la settimana più calda dell’anno, io ed il caldo tanto d’accordo non andiamo, ci sono tanti sistemi per rinfrescarsi, dalla testa sotto l’acqua a qualcosa di fresco da bere, da un buon climatizzatore ad un tuffo nel fiume, Continua a leggere “Musica d’autunno – Anna Rijtano Mallus”

Il cuore di mia moglie – Franco Arminio

Il cuore di mia moglie

Poco fa sentivo il cuore di mia moglie
sulla mia guancia.
Il cuore di mia moglie
è una cesta dove dormono i gatti,
un forno dove lievitano
le crostate.
Il cuore di mia moglie
è una luminosa chiesa di campagna,
un arcobaleno posato
sui campi.
Continua a leggere “Il cuore di mia moglie – Franco Arminio”

Caviardage – le poesie nascoste – una cosa fighissima.

Imparati non si nasce, ma curiosi si.
Farsi gli affari degli altri non è la curiosità che mi attribuisco, dovermi dare delle risposte a cose che non so e che mi solleticano la testa si.
Una ragazza con la quale collaboro ad un progetto mi butta li una parola, Caviardage, gliel’ha suggerito la sua psicologa e forse mi ha aperto un’altro dei miei strani mondi.
Quindi cos’è il Caviardage? Continua a leggere “Caviardage – le poesie nascoste – una cosa fighissima.”

Poesia Adios

La poesia piano piano sta sparendo, ingoiata da una cultura dominatrice che non l’ha prevista nella sua evoluzione.
Non so a scuola quanto si parli o si studi poesia, di certo nel mondo adulto sta diventando un tabù.
Mi piace pensare che quando negli anni ’80 di certi argomenti non si poteva parlare o comunque si evitava di affrontarli, ne fa scuola l’omosessualità, l’uso di droghe non solo da parte dei giovani, la prostituzione borghese mentre a scuola ci insegnavano le poesie di Leopardi, Foscolo, Ungaretti, Montale e Quasimodo oggi tutto questo si sia invertito, di quanto si parli abitualmente di quegli argomenti che una volta risultavano scottanti schiacciando definitivamente la cultura di genere.

Continua a leggere “Poesia Adios”

Troppa paura – Liverani Laura

Traduci, se ne sei capace,
ciò che innocenti sguardi
vogliono dirti.
Traduci, se sei così potente,
ciò che mille mani
cercano.
Traduci, se sei autentico,
ciò che deboli parole
chiedono.
Tu che sei così forte
ti vergogni a porgere un tozzo di pane.
Tu che sei così umile
ti nascondi se un piccolo e scarno dito ti sfiora. Continua a leggere “Troppa paura – Liverani Laura”

Venezia non esiste – Nazim Comunale

Venezia non esiste

La bellezza intatta del mondo
sta nelle vene limpide
e nelle mani forti del giovane contadino di Nyaungshwe,
nel suo carretto stracolmo di agli e pomodori,
nel suo sguardo rotondo, capiente, esatto.

La bellezza intatta del mondo
sta nella sponda sinistra del lago,
nel cane zoppo che gioca con la merda di un bufalo,
nell’odore acre del pesce essiccato, Continua a leggere “Venezia non esiste – Nazim Comunale”

Mio figlio puzza (…una storia dolce)

Mio figlio puzza.
Puzza anche quando non c’è
Quando entro in camera sua
dal letto da rifare, dai cassetti aperti
dai suoi libri e dai vestiti in terra
si sente quel suo odore.
Puzzo di primi amori, odore acre di orgoglio,
olezzo di allegria e vergogna, fetore di adolescenza, Continua a leggere “Mio figlio puzza (…una storia dolce)”

Dal “Manuale del nomade” – Natan Zach

Non scordarti di chiudere la finestra prima di uscire
non scordarti di chiudere la porta a chiave
non scordarti di baciare tua moglie sulla bocca e sull’orecchio
non scordarti di dondolare la piccola culla
senza spaventare il bambino.
Non scordarti la torcia elettrica Continua a leggere “Dal “Manuale del nomade” – Natan Zach”