Anna Lou = Clizia

I giorni a seguire furono per Anna Lou e sua madre decisamente impegnativi, rimettere in sesto una casa disabitata da chissà quanto non era di certo una passeggiata.
Il primo giorno fu dedicato a ripulire il bagno, la cucina e la camera dove avrebbe dormito Michela Continua a leggere “Anna Lou = Clizia”

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Anna Lou a lo strano codice

Eccola li.
Anna Lou in piedi con le mani lungo i fianchi a guardare la sua nuova casa.
Prima di allora non aveva mai provato ad immaginare come sarebbe stata, aveva pensato al contesto ma mai alla casa in se.
Non era poi cosi male, certo, si vedeva che qualcuno da tempo non l’abitava, l’erba alta, gli scuri tutti chiusi, la cassetta della posta intasata di offerte pubblicitarie che gli addetti al volantinaggio hanno visto bene di buttare poi al di la del cancello, quale fosse il senso poi…
Una casa grigia con dei particolari in sassi a vista, una mura di recinzione che delimitava bene il loro spazio, anche se poi con l’arrivo di Marco la sua idea di spazio avrebbe sicuramente assunto un significato sterile, un giardino niente male come dimensione, certo ci sarebbe stato da lavorare ma non era poi cosi male. Continua a leggere “Anna Lou a lo strano codice”

Anna Lou e l’aria in faccia

Quando Anna Lou era andata in gita con la scuola al museo del cinema di Milano, mentre i suoi compagni erano totalmente attratti dalle nuove tecnologie, lei era rimasta completamente folgorata da un unico dispositivo, la riproduzione del cinematografo di Lumiere.
Una scatola in legno con un obiettivo ed una manovella tramite la quale si faceva scorrere una pellicola dinnanzi ad una fonte di luce, il risultato erano dei fotogrammi non particolarmente nitidi, spezzati l’uno dall’altro da qualche decimo di secondo di buio. Continua a leggere “Anna Lou e l’aria in faccia”

Anna Lou e il crollo del castello di carte

Furono tre giorni distruttivi per lei e per sua madre.
Spezzettare ed impacchettare un’intera casa, pensava potesse essere in qualche modo divertente, non era così.
Anna Lou era abituata a vedere sua madre darci dentro con le pulizie tutti i fine settimana, la sera quando rientrava dal lavoro non disdegnava di dare una spazzata per terra, di spolverare di qua o di la o fare una lavatrice, se c’era una cosa che Anna Lou non poteva di certo dire, era che casa sua fosse sporca, certo la sua stanza faceva eccezione, ma questo era un altro discorso. Continua a leggere “Anna Lou e il crollo del castello di carte”

Anna Lou e l’apprezzata bugia del girasole

La particolarità di quell’appezzamento di terra che Anna Lou vedeva in lontananza dalla finestra della sua camera era che un non ben precisato giorno di luglio si accendeva come se fosse cosparso di lanterne  alle quali veniva data corrente, si tingeva di un giallo intenso che rendeva tutto il contorno, per quanto bello, un’accozzaglia di colori sbiaditi.
In quel momento, lei si sentiva come quei girasoli che d’improvviso davano un volto nuovo a quel terreno moribondo. Continua a leggere “Anna Lou e l’apprezzata bugia del girasole”

Anna Lou ed il guerriero senza patria e senza spada

Certo quando il mondo che osservi, lo guardi per la maggior parte del tempo sdraiato nel tuo letto la visione che puoi averne potrebbe sembrare distorta, ma forse neanche tanto.
A questo pensava Anna Lou, una magliettina bianca con disegnato un megafono dal quale invece di uscire parole uscivano smartphone di ogni sorta, dei pantaloncini verdi ed paio di cuffie ad assicurarle una finta privacy che da almeno un’ora in loop riproducevano sempre la stessa canzone:

Non so se sono stato mai poeta
e non mi importa niente di saperlo
riempirò i bicchieri del mio vino
non so com’è però vi invito a berlo
e le masturbazioni celebrali
le lascio a chi è maturo al punto giusto
le mie canzoni voglio raccontarle
a chi sa masturbarsi per il gusto.

Anna Lou nonostante la sua giovane età lo capiva a Pierangelo Bertoli, capiva chi come lui non trovava il senso di doversi definire per forza, oggi dove i social dominano e decretano la tua posizione nella scala gerarchica sociale Bertoli se non lo avesse portato via prima la malattia si sarebbe suicidato.

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Anna Lou ed il posatore di piastrelle

“Non puoi pensare sempre che tutti siano degli stronzi Anna Lou, a te potrà sembrare strano, potrai non capirlo ma ci sono delle persone che comunque ti vogliono bene ma che tu tratti sempre come delle merde.”
“Capirai, la zia Orietta ha 80 anni e da almeno 20 non capisce un cazzo, cosa vuoi che cambi se vengo a trovarla o no? probabilmente non ha idea ne di chi sia ne del perchè io vada la, dai mamma è tempo perso lo sappiamo e poi sono rapporti che interessano a te”
La mamma di Anna Lou era stufa di litigare con questa figlia adolescente che per qualsiasi cosa era in grado di creare problemi insormontabili e drammi di qualsiasi sorta, non aveva più pazienza, non aveva più voglia, eppure era incastrata in una rotonda senza uscite e altro non poteva fare che continuare a girare in tondo guardando avanti. Continua a leggere “Anna Lou ed il posatore di piastrelle”