Odio te, uomo che…

Ognuno di noi nutre, che lo voglia o meno, dell’odio.
Io odio te, uomo, che hai messo e metti tutt’ora in imbarazzo le donne.
Odio te, uomo, che le pieghi al tuo volere, prima conquistandole e poi rendendole dipendenti di un’amore che amore non può essere.
Odio te, uomo, che invece di coltivare la loro bellezza, la loro naturale luce, le opprimi in un mondo lontano da parametri sociali e le convinci di essere ciò che non sono. Continua a leggere “Odio te, uomo che…”

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Il vestito quello buono.

“Papà, vado a casa a farmi una doccia, mi cambio e passo a prenderti ok?”
“Si Laura, vai tranquilla, io ti aspetto.”
“Sarò qui tra meno di un’oretta, faccio più veloce che posso”
“Fai con calma, il funerale inizia alle 11”
“Ok, mi raccomando mettiti il vestito quello buono.
“Va bene. A dopo Laura”

Don Claudio stava controllando che sull’altare ci fosse tutto il necessario per celebrare la messa, verificato che vi fossero le ostie stava chiudendo la porticina del presbiterio quando si accorse che seduto in seconda fila c’era un anziano che sorridente lo guardava. Continua a leggere “Il vestito quello buono.”

Anna Lou a lo strano codice

Eccola li.
Anna Lou in piedi con le mani lungo i fianchi a guardare la sua nuova casa.
Prima di allora non aveva mai provato ad immaginare come sarebbe stata, aveva pensato al contesto ma mai alla casa in se.
Non era poi cosi male, certo, si vedeva che qualcuno da tempo non l’abitava, l’erba alta, gli scuri tutti chiusi, la cassetta della posta intasata di offerte pubblicitarie che gli addetti al volantinaggio hanno visto bene di buttare poi al di la del cancello, quale fosse il senso poi…
Una casa grigia con dei particolari in sassi a vista, una mura di recinzione che delimitava bene il loro spazio, anche se poi con l’arrivo di Marco la sua idea di spazio avrebbe sicuramente assunto un significato sterile, un giardino niente male come dimensione, certo ci sarebbe stato da lavorare ma non era poi cosi male. Continua a leggere “Anna Lou a lo strano codice”

Anna Lou e l’aria in faccia

Quando Anna Lou era andata in gita con la scuola al museo del cinema di Milano, mentre i suoi compagni erano totalmente attratti dalle nuove tecnologie, lei era rimasta completamente folgorata da un unico dispositivo, la riproduzione del cinematografo di Lumiere.
Una scatola in legno con un obiettivo ed una manovella tramite la quale si faceva scorrere una pellicola dinnanzi ad una fonte di luce, il risultato erano dei fotogrammi non particolarmente nitidi, spezzati l’uno dall’altro da qualche decimo di secondo di buio. Continua a leggere “Anna Lou e l’aria in faccia”

Anna Lou e il crollo del castello di carte

Furono tre giorni distruttivi per lei e per sua madre.
Spezzettare ed impacchettare un’intera casa, pensava potesse essere in qualche modo divertente, non era così.
Anna Lou era abituata a vedere sua madre darci dentro con le pulizie tutti i fine settimana, la sera quando rientrava dal lavoro non disdegnava di dare una spazzata per terra, di spolverare di qua o di la o fare una lavatrice, se c’era una cosa che Anna Lou non poteva di certo dire, era che casa sua fosse sporca, certo la sua stanza faceva eccezione, ma questo era un altro discorso. Continua a leggere “Anna Lou e il crollo del castello di carte”

Anna Lou e l’apprezzata bugia del girasole

La particolarità di quell’appezzamento di terra che Anna Lou vedeva in lontananza dalla finestra della sua camera era che un non ben precisato giorno di luglio si accendeva come se fosse cosparso di lanterne  alle quali veniva data corrente, si tingeva di un giallo intenso che rendeva tutto il contorno, per quanto bello, un’accozzaglia di colori sbiaditi.
In quel momento, lei si sentiva come quei girasoli che d’improvviso davano un volto nuovo a quel terreno moribondo. Continua a leggere “Anna Lou e l’apprezzata bugia del girasole”