Anna Lou e l’aria in faccia

Quando Anna Lou era andata in gita con la scuola al museo del cinema di Milano, mentre i suoi compagni erano totalmente attratti dalle nuove tecnologie, lei era rimasta completamente folgorata da un unico dispositivo, la riproduzione del cinematografo di Lumiere.
Una scatola in legno con un obiettivo ed una manovella tramite la quale si faceva scorrere una pellicola dinnanzi ad una fonte di luce, il risultato erano dei fotogrammi non particolarmente nitidi, spezzati l’uno dall’altro da qualche decimo di secondo di buio. Continua a leggere “Anna Lou e l’aria in faccia”

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Anna Lou e il crollo del castello di carte

Furono tre giorni distruttivi per lei e per sua madre.
Spezzettare ed impacchettare un’intera casa, pensava potesse essere in qualche modo divertente, non era così.
Anna Lou era abituata a vedere sua madre darci dentro con le pulizie tutti i fine settimana, la sera quando rientrava dal lavoro non disdegnava di dare una spazzata per terra, di spolverare di qua o di la o fare una lavatrice, se c’era una cosa che Anna Lou non poteva di certo dire, era che casa sua fosse sporca, certo la sua stanza faceva eccezione, ma questo era un altro discorso. Continua a leggere “Anna Lou e il crollo del castello di carte”

Anna Lou e l’apprezzata bugia del girasole

La particolarità di quell’appezzamento di terra che Anna Lou vedeva in lontananza dalla finestra della sua camera era che un non ben precisato giorno di luglio si accendeva come se fosse cosparso di lanterne  alle quali veniva data corrente, si tingeva di un giallo intenso che rendeva tutto il contorno, per quanto bello, un’accozzaglia di colori sbiaditi.
In quel momento, sebbene l’estate fosse lontana, lei si sentiva come quei girasoli che a luglio davano un volto nuovo a quel terreno moribondo. Continua a leggere “Anna Lou e l’apprezzata bugia del girasole”

Anna Lou ed il guerriero senza patria e senza spada

Certo quando il mondo che osservi, lo guardi per la maggior parte del tempo sdraiato nel tuo letto la visione che puoi averne potrebbe sembrare distorta, ma forse neanche tanto.
A questo pensava Anna Lou, una magliettina bianca con disegnato un megafono dal quale invece di uscire parole uscivano smartphone di ogni sorta, dei pantaloncini verdi ed paio di cuffie ad assicurarle una finta privacy che da almeno un’ora in loop riproducevano sempre la stessa canzone:

Non so se sono stato mai poeta
e non mi importa niente di saperlo
riempirò i bicchieri del mio vino
non so com’è però vi invito a berlo
e le masturbazioni celebrali
le lascio a chi è maturo al punto giusto
le mie canzoni voglio raccontarle
a chi sa masturbarsi per il gusto.

Anna Lou nonostante la sua giovane età lo capiva a Pierangelo Bertoli, capiva chi come lui non trovava il senso di doversi definire per forza, oggi dove i social dominano e decretano la tua posizione nella scala gerarchica sociale Bertoli se non lo avesse portato via prima la malattia si sarebbe suicidato.

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Anna Lou ed il posatore di piastrelle

“Non puoi pensare sempre che tutti siano degli stronzi Anna Lou, a te potrà sembrare strano, potrai non capirlo ma ci sono delle persone che comunque ti vogliono bene ma che tu tratti sempre come delle merde.”
“Capirai, la zia Orietta ha 80 anni e da almeno 20 non capisce un cazzo, cosa vuoi che cambi se vengo a trovarla o no? probabilmente non ha idea ne di chi sia ne del perchè io vada la, dai mamma è tempo perso lo sappiamo e poi sono rapporti che interessano a te”
La mamma di Anna Lou era stufa di litigare con questa figlia adolescente che per qualsiasi cosa era in grado di creare problemi insormontabili e drammi di qualsiasi sorta, non aveva più pazienza, non aveva più voglia, eppure era incastrata in una rotonda senza uscite e altro non poteva fare che continuare a girare in tondo guardando avanti. Continua a leggere “Anna Lou ed il posatore di piastrelle”

Nuvole di uccelli

Federico se ne stava li, seduto sul ciglio del crepaccio a guardare a valle quando d’improvviso dal basso centinaia o forse migliaia di storni apparvero dinnanzi a lui.
Mossi da chissà quale impercettibile musica, stregati probabilmente da un’inesistente fattucchiera, drogati d’euforia o di panico iniziarono un ballo soave, morbido come il ventre di una danzatrice curvy. Continua a leggere “Nuvole di uccelli”

Il profumo di cedro – 2 di 2

Farina, zucchero di canna, zenzero, limone biologico. Cedro. Cedro. Cedro.
La ricetta è completa! Finalmente!!!
Un sorriso comparve sul viso di Marco.
-Ehi, tutto bene? Com’è che d’incanto ti metti a sorridere!?!?!
-Cedro!!! La risposta è cedro!
-Allora. Puoi farmi capire, puoi parlare come me? Non ti capisco!
-Va beh, non è importante, chiudi gli occhi e stai zitta. Continua a leggere “Il profumo di cedro – 2 di 2”