Io odio PierPaolo

Hanno ad oggi il coraggio di chiamarti martire.
Io nasco… e un mese dopo tu muori ammazzato.
Due novembre 1975
giorno di commemorazione dei defunti,
seppur di te, nulla a parer mio, ci sia mai stato da onorare.
Celebrato dai salotti letterari,
dalla Roma che conta,
da una cultura ignorante
che ha preferito nascondere le tue vergogne
ed idolatrare il tuo talento.
Osannato come pioniere,
esploratore, avanguardista,
io non mi sento in colpa a rifiutarti.
Non riesco a leggerti.
Non riesco a guardarti.
Non riesco a credere che un addescatore
possa essere un esempio.

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La mia vita da castagna

Ci sono ricordi che senti essere li ma che non riaffiorano mai, o perlomeno non riaffiorano finché non si presenta un elemento scatenante.
Ho sempre adorato l’autunno, saranno i colori, sarà che sono sempre stato un melanconico (si avete letto bene, melanconico, altro non è che una variante del termine malinconico ma generalmente preferita nell’ambito psichiatrico), sarà che è il periodo nel quale inizio a bere il tè con il miele (di castagno), sarà che soffro il troppo caldo e quindi il mio corpo in autunno si trova in perfetta sintonia con le temperature, sarà che starsene sul divano ogni tanto è bello ma starsene sul divano ogni tanto con la copertina è meglio, sarà che se d’estate taglio l’erba una volta a settimana perché l’erba tagliata da sempre una bella impressione di pulito e ordine, d’autunno invece cerco di non tagliarla troppo spesso perché tutte le foglie a terra mi danno quell’idea che tutto perfetto non lo debba essere sempre e per forza, sarà che mi piace vedere i lampioni accesi lungo le strade, ma soprattutto sarà che adoro le castagne. Continua a leggere “La mia vita da castagna”

Cosa vorresti fare da grande?

Mi ricordo che quand’ero piccolo una delle domande più frequenti che mi venivano fatte dagli adulti era “cosa vorresti fare da grande?”
Ora che mi è stato passato il testimone e faccio parte del mondo dei grandi capita anche a me di rivolgere la stessa domanda ai ragazzini.
La realtà è che ben pochi di noi alla fine ci siamo ritrovati a fare l’astronauta, piuttosto che il pompiere, il poliziotto, la ballerina o quella che cura gli animali.
Le dinamiche e gli eventi come sempre succede giocano tiri strani e tu che ad otto anni eri convinto che avresti fatto di tutto per fare l’attore oggi invece ti ritrovi a fare il magazziniere per un supermarket. Continua a leggere “Cosa vorresti fare da grande?”

A te

A te che ti incazzi se non arrivi primo ma che ogni santa volta stai dalla parte degli ultimi.
A te che a quattordici anni mi dici sempre no, poi forse e poi si ma facendomi credere che era il tuo pensiero iniziale pur di non darmi ragione.
A te, che ti innamori ogni volta con la passione della prima volta.
A te che una volta mi abbracciavi mentre dicevi “ciao papà” ed ora con un colpo di ciuffo mi concedi un “bella fratm”
A te che ridi sempre, che mi guardi chiedendomi con gli occhi cosa sia successo per non ridere più come poche volte mi hai visto fare.
A te che spacchi il mondo e poi mi chiedi se dormiamo insieme sul divano.
A te che pulire la camera vuol dire mettere il joystick in carica.
A te che affronti le sfide con la testa alta ed il cuore in mano.
A te che sai riconoscere i tuoi sbagli, per poi ricommetterli con più esperienza (com’è giusto che sia alla tua età)
A te che non chiami mai per avvisare ma che famiglia vuol dire tutto.
A te che senza di te non saprei piu curvare la bocca all’insù.

Papà

A te

A te che disegni gli unicorni mentre ascolti Mondo Marcio.
A te che mi rubi gli attrezzi di nascosto per “creare” sempre qualcosa di nuovo e non li rimetti mai al loro posto.
A te che guardi tuo fratello come un idolo, poi lo mandi a quel paese ma poi ti arrabbi se non ti abbraccia.
A te che vorresti mettere un ombrello sopra alle lumache che vagano sotto la pioggia, che ti fanno tenerezza anche i colombi scagazzoni e che ti porti il cane in camera di nascosto.
A te che conosci tutti i colori, dal solidago al bruno Van Dyck, dall’eliotropo al nembo, dall’amaranto all’uovo di Pettirosso.
A te che vorresti talmente tanto un cavallo che a volte trasformi il tuo pinscher in un purosangue.
A te che sei talmente golosa che quando mangi un dolce e te ne chiedo un pezzetto, metti le dita perché non te ne mangi troppo, ma che poi presa dal rimorso mi lasci sempre il boccone finale.
A te, che senza te, non sarei più capace di vedere il mondo a colori.

Papà

Quando Freddie raccontò la verità a sua madre (e a se stesso)

Ehi ciao mamma.
Hai 5 minuti per me?
Dai siediti qui.
Come stai mamma?
Voglio raccontarti una cosa, però mi devi ascoltare.
Sai mamma a volte mi chiedo se questa sia la vita vera oppure se sia solo una fantasia.
Per tutte le volte in cui mi sento euforico ce ne sono altrettante per le quali mi sento depresso mamma.
A volte è come se tutto mi franasse addosso, e ti dirò che a volte non mi dispiace ritrovarmi sepolto sotto questa frana, forse l’idea di sentirmi nascosto e protetto è un modo banale per non raccontarmi la verità. Continua a leggere “Quando Freddie raccontò la verità a sua madre (e a se stesso)”

Decorticazione

Qualcuno la conosce la storia delle piante di sughero?
Il sughero viene piantato, poi si aspetta.
La prima decorticazione, cioè l’operazione che prevede l’esportazione della corteccia avviene solo dopo 25 anni, la seconda 9 anni dopo, quando la pianta ne ha ormai 34.
Pensate che il sughero ottenuto in queste due occasioni è talmente irregolare e duro che viene utilizzato solo per scopi edili, visto che risulta essere un ottimo isolante. Continua a leggere “Decorticazione”